E SE LA MUSICA FOSSE GUERRA? WHIPLASH (Colpo di frusta): Un film sulla musica come un film di guerra- Adriana Ferrarini

whiplash

Whiplash.

 “Con Whiplash volevo fare un film sulla musica che sembrasse però un film di guerra e di gangster, dove gli strumenti musicali sostituissero le armi, le parole fossero minacciose come pistole e l’azione si sviluppasse non sul campo di battaglia ma nella sala prove di una scuola o su di un palco” così afferma il regista Damien Chazelle a proposito del suo film.
La musica come una divinità incantevole e spietata al cui servizio sono i due protagonisti del film, Terence Fletcher, docente di conservatorio e venerato direttore di un’orchestra jazz, brutale e violento come il sergente Hartman di Full Metal Jacket e il suo allievo, Andrew Neiman, un giovane batterista disposto a tutto pur di diventare un grande nel firmamento del Jazz. Sul loro scontro duro, violento, senza esclusione di colpi si gioca il film.
Terence vuole la perfezione assoluta, la pulizia totale dell’esecuzione e non risparmia nulla a Andrew: urla, sberle, umiliazioni, rifiuti, violenze psicologiche e fisiche, fino a fargli rasentare la follia in un crescendo parossistico scandito dal ritmo delle bacchette sempre più veloci, sempre più leggere, sempre più precise, sempre più travolgenti sui piatti e sui tamburi. E mentre il ritmo diventa via via più folle in primo piano è il sangue delle mani piagate del ragazzo, le sue lacrime, il sudore che macchiano le bacchette e i piatti.
Gli spettatori, o forse meglio sarebbe dire, gli ascoltatori, fino all’ultimo sono tenuti sul filo del rasoio dell’emozione, in attesa di capire come andrà a finire, come si risolverà questo scontro. E quando proprio all’ultimo il duello si risolve in modo inaspettato resta nelle orecchie il ticchettio sfarfallato delle bacchette che rallenta fino a spegnersi per poi crescere in un assolo potente. In testa tutta una scia di domande: Terence è nel fondo solo un sadico che si compiace del suo potere? O al contrario, come lui sostiene, le umiliazioni – le più dolorose – sono davvero l’humus su cui cresce ogni grandezza vera?
In tal caso in un mondo come il nostro, così politicamente corretto, così attento a che nessuno oltrepassi i propri limiti, si può ancora parlare di grandezza e di genialità?
Ma la grandezza e la genialità non consistono proprio nell’andare aldilà dei propri limiti?
E insomma Fletcher appartiene alla stirpe dei buoni o dei cattivi maestri?
Tante domande e tante risposte. Come ogni buon libro e ogni grande film Whiplash non ci mette in mano risposte consolatorie, ma ha il coraggio di interrogarsi e ci spinge a farlo.
E intanto gli emozionanti e implacabili pezzi swing di Justin Hurwitz and Tim Simonec e le stupefacenti interpretazioni dei due attori protagonisti, Miles Teller e da J. K. Simmons, ci lasciano all’ebbrezza di aver oltrepassato i nostri limiti mentali. Almeno per il tempo di un film.

 Adriana Ferrarini

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www.youtube.com/watch?v=e2lWF8ohXuI

(complete soundtrack)

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