È andato via- Daniela Raimondi

margaret  keelan

margaret keelan.1.

“Non doveva inviare il figlio.
Era meglio regnare
in un palazzo barocco di nuvole e marmo
sul trono dello spavento
con lo scettro della morte”

Zbigniew Herbert

 

È l’alba del primo giorno dopo il Sabbath. La luna è ancora nel cielo, le reti di Pietro tornano vuote. Una luce bianca si tende sui campi. Maria Maddalena si incammina insieme ad altre due donne verso il sepolcro di Gesù il Nazzareno. Portano con sé l’olio e gli aromi con cui cospargere il suo corpo.

Quel mattino era già tutto memoria. Solo memoria, e la commozione di un abbandono; non più del ricordo di una voce, della sua breve vita. Suo padre lo aveva abbandonato. L’umanità si ritrovava più sola e smarrita.
Nel suo saggio sulla Pasqua, Antonella Anedda scopre, con coscienza dolorosa e terribilmente viva, il lato più drammatico e triste del mistero della Resurrezione di Cristo:

“La resurrezione è lo scandalo del cristianesimo, è l’umanità orfana, dopo quel sacrificio tremendo senza che un angelo fermi la morte e l’orrore di un padre che abbandona un figlio”(1)
Quel mattino di silenzio, quando Maddalena si avvicina al sepolcro del Nazzareno, la pietra è spostata, la tomba vuota. I suoi occhi si abituano al buio, infine la donna scorge le bende lasciate sul suolo. È l’orrore di un vuoto che già riconosce come proprio: un vuoto incolmabile. In quell’attimo d’incertezza fra le tenebre e la luce, fra la morte e il sogno, Maddalena riconosce la povertà assoluta di un’umanità lasciata di nuovo sola.
Maddalena respira. Il suo corpo illumina l’angolo nell’ombra e in quel momento capisce l’abbandono: “L’hanno portato via” – dice alle altre donne.

Poi, nel buio, scorge un angelo chino sulle bende:

“Videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: ‘Non abbiate paura! È risorto, non è qui.” (2)

Dio muore per la prima volta sulla croce e, tre giorni dopo, la sua morte è replicata nell’abbandono di chi torna dal padre lasciando in quel sepolcro, in quelle bende sciolte sul pavimento, un’umanità di nuovo orfana. L’orrore dell’abbandono si ripete quindi prima nella morte del figlio, poi nel suo ricongiunsi al padre. Gesù torna da lui. Lascia di nuovo gli uomini. Riapparirà solo fugacemente, irriconoscibile persino a chi lo aveva tanto amato. Riappare come un semplice pescatore, un ortolano, un passante che si dilegua lasciando dietro solo la commozione di un sogno, un’illusione che ha regalato più solitudine dell’amore che ha potuto raccogliere:

“La vera ferita è la fugacità di questo ritorno”– asserisce ancora l’Anedda nel suo saggio.

Cristo è davvero risorto? Chiunque lo creda lo ritroverà nel rito della comunione, nello spezzare il pane e nel dividere il vino, ripetendo gli atti di una cena che segnava la fine di un amore che brutalmente ci fu tolto.

“È andato via”. In quelle parole c’è la fine della nostra grazia, di un breve passaggio divino che aveva dato significato e meta alla nostra esistenza, speranza a un’umanità che invece, in quelle parole, deve restare sospesa a un dubbio eterno, espresso in quell’ “è andato via”, e nella coscienza che, se anche tornasse, non sapremmo mai riconoscerlo.
Daniela Raimondi

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Note al testo

1. Antonella Anedda: Cosa sono gli anni, Fazi editore.
2. Vangelo secondo San Marco, 16.
I vangeli danno versioni contradditorie sulla scoperta del sepolcro vuoto. Nel vangelo secondo Giovanni, non si accenna assolutamente all’apparizione dei due angeli. Nel vangelo di Matteo, invece, è solo un angelo ad apparire. Maddalena e le altre due donne non lo trovano all’interno del sepolcro, ma lo vedono scendere dal cielo ed è lui stesso a spostare la pietra del sepolcro: “Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. [e… l’angelo disse alle donne: non abbiate paura…Non è qui. È risorto” (Vangelo sec. S. Matteo, 28) Un’altra incongruenza si incontra nella versione di Giovanni. In essa Maddalena si reca al sepolcro sola, e non insieme a Giovanna e a Maria di Giacomo, come dichiarato invece dagli altri evangelisti.

 

 

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