POESIA CONTRO LA GUERRA- postazione permanente [XII] –Patrizia Sardisco e Giovanna Gentilini

Pi-pigreco

Pi-pigreco (1998).

Foto in transito

Dove si può comprare / la lotteria per vincere
La nausea transeunte per questa foto in transito
La nausea stupefatta distratta per quei corpi, neri bruciati in Sudan
la solitudine perenne dei due corpi, neri bruciati in Sudan
La donna carponi pelle nera, nera di carbone, il volto
Sommerso perso nella sabbia nera e accanto a lei
Il corpo tondo e nero, nero carbonizzato, di un bambino
I pezzi astratti distratti di un bambino
Il suo bambino, penso, lo so e lo sento
Lo so perché lo sento, è il suo bambino

[E non si può guardare
Mi dico passa oltre, passa via la pagina, scrolla col mouse la Storia e questa storia
Scrolla le spalle che a te non appartiene
È solo carbone che non si può guardare
Alle mie spalle la mia poltrona (comoda)
la casa (calda e comoda) la vita calda e comoda
Mi copre, alle mie spalle, la mia roba
Mi copre e non mi spara e non mi brucia
È solo una parentesi che non si può guardare
E infatti volto pagina, scrollo di mouse la Storia
Un continente scotomizzato e un altro cieco, sordocieco
Chi non mi può conoscere a me non appartiene
Solo pochi secondi è dura
Solo pochi secondi dura l’immagine retinica
postuma ancora nitida
sul muro. Non è che resta e basta, come per Nagasaki
l’uomo ]

Scomparsa riga di transeunti pixel, sbiaditi
all’orizzonte occidentale

Patrizia Sardisco

 

uomo vitruviano

fig. 6 bis Leonardo.

Se tu canti, io ascolto

è volato
di lui brandelli
sembrano rose di carne

rimbalzano di casa in casa
i pianti
assomigliano tanto alla nenia
che mia madre sussurra
per farmi dormire
io pure piango
mentre raccolgo un sasso e lo lancio

mi hai detto: canta la pace e verrà

sono cresciuta a guerra e pistacchi
gli aquiloni che conosco
brillano al sole e lanciano bombe
mio fratello un cacciatore di mine
mia madre gli occhi della paura

come puoi pensare che il canto della pace
sgorghi dalla mia bocca
se le mie orecchie si sono fatte appuntite
per intercettare il respiro del nemico
sull’autobus che mi porta a scuola
se la palla che ho raccolto
mi è scoppiata tra le dita
come puoi pensare che io canti la pace
se le ciglia sono cristalli di sangue
e i cuori inchiodati nelle gabbie
martellano i cervelli

come puoi pensare
come puoi pensare

ascolta me, ora
non pensare canta
ruba la voce agli uccelli
e canta
canta anche per me
all’imperatore sordo e
al re cieco

Giovanna Gentilini

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6 pensieri su “POESIA CONTRO LA GUERRA- postazione permanente [XII] –Patrizia Sardisco e Giovanna Gentilini

  1. La mia sincera gratitudine per Fernanda che sollecita costantemente le nostre coscienze e il nostro dissenso a esprimersi, a sapersi fare voce nitida nel rumore artefatto che ci omogenizza indifferenziati e indifferenti, la mia ammirazione per la sensibilità della penna di Giovanna Gentilini, la mia riconoscenza a Anna Maria Curci che con le sue parole arricchisce e chiarisce anche a me il mio stesso pensiero.

  2. Due autrici, due stili, uno con cui ho familiarizzato e che seguo da tempo, patrizia Sardisco, l’altro Giovanna Gentilini alla mia prima lettura. Entrambe descrivono, cantano, il male della violenza che si abbatte ingiusta su chi non si può difendere. La violenza assassina è questa, forte coi deboli, debole coi forti. Brave entrambe, non smettiamo mai di costruire la pace e la giustizia con tutti i mezzi che abbiamo. Partendo dal mondo attuale, individualista senza individui a uno nuovo più giusto, comunitario e rispettoso dell’individuo.

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