TRASMISSIONI DAL FARO N. 78 – Anna Maria Farabbi: Destino d’un poeta, Emanuel Carnevali

christel llop

Christel Llop.

Toccante e raffinata per cura e intensità, quest’opera pregiata uscita dalla casa editrice di Rovigo che, ancora una volta, sceglie vie di qualità e di memoria imprescindibile.
L’opera è composta dall’articolo di Eugenio Ferdinando Palmieri apparso su “Il Resto del Carlino” il 23 novembre 1934 e qui recuperato in un’edizione grafica notevole, con due disegni di Giorgio Mazzon. Ogni esemplare contiene un’opera originale numerata dell’artista. La copertina ha il volto vivo: carta pregiata in cui si stende e si imprime il segno igneo di Guido Mazzon. Curata da Marco Munaro, questa gemma editoriale, propone la luce sepolta di un poeta geniale, falciato dalla malattia.
Manuel Carnevali nacque a Firenze il 4 dicembre 1897, da Tullio e Matilde Piano, appena dopo la loro separazione. Emanuel, così come in seguito si farà chiamare, rimase con la madre, la zia e i suoi due cugini. Si spostò con la famiglia, in condizioni di povertà, a Pistoia (1901), Biella (1905), Cossato (1906). Nel 1907 la madre, morfinomane, morì di tetano. Tra 1911 e il 1912 Carnevali frequentò il prestigioso Collegio Foscarini di Venezia, ma il periodo brevissimo si interruppe e venne riaffidato al padre, nel frattempo risposato a Bazzano: Si presume che la causa della cessazione sia stata la discussa amicizia con un suo compagno. Anche per i continui contrasti con il padre, nel marzo del 1914, a soli diciassette anni, s’imbarcò per New York. In America, fece mestieri umili e imparò l’inglese leggendo di notte le insegne luminose nelle strade che spazza.
Iniziò a pubblicare poesie e a frequentare gli ambienti intellettuali e personalità come Waldo Frank, Carl Sandburg, Ernest Walsh e Williams Carlos Williams. Venne a apprezzato e soprannominato il “black poet”, probabilmente per il suo carattere inquieto e solitario. Nel ’17 si sposò, ma il matrimonio durò solo due anni. Provato dalla sua vita bohémien e da encefalite letargica, fu costretto a ritornare in Italia, nel ’22.
Alloggiò tra cliniche e ospedali, ricevendo numerose visite: «meraviglioso, completamente tremante, come una farfalla fissata con gli spilli» così lo descrisse Kay Boyle.. Morì in un ospedale di Bologna, l’11 gennaio 1942, strozzato da un boccone di pane.
Questo tappeto biografico, rintracciabile facilmente nel viario della rete, apre il ritratto di Emanuel Carnevali. Ma la penna acuta, coinvolgente, vibratile di Eugenio Ferdinando Palmieri emoziona in ogni passo e imprime un fiato commosso di avvicinamento: lentamente incontriamo il poeta affiancati dalla sensibilità narrativa del giornalista, fino a sederci con lui nella trattoria di Porta Castello a Bazzano.
Lampi di genialità rompono il guscio della malattia e toccano il petto e le tempie del lettore.
Si beve la luce di questa filigrana coinvolti, addolorati, riflettendo su quanta arte ci sia ancora da imparare e riscattare. Se il dolore precipita gli individui, noi abbiamo mani per scavare, raccoglierne la loro opera, diffonderla. e nutrircene.

anna maria farabbi

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cover

Emanuel Carnevali, Destino d’un poeta– Il ponte del sale 2014

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Altri riferimenti in rete:

http://www.leparoleelecose.it/?p=16305

https://bombacarta.com/2008/10/12/emanuel-carnevali-una-bomba-che-esplode/

https://lombradelleparole.wordpress.com/2014/05/26/emanuel-carnevali-cinque-poesie-e-scritti-critici-scelti-a-cura-di-flavio-almerighi/

http://www.adelphi.it/libro/9788845903625

http://veprints.unica.it/136/1/congiu_francesca.pdf

http://www.gaiaitalia.com/2013/04/03/bo-summers-su-emanuel-carnevali-ai-poeti/

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