Alessandro Tofanelli- quando cerchi a volte trovi luoghi che…Note di Fernanda Ferraresso

alessandro tofanelli- dove e a che ora

DOVE E A CHE ORA OLIO SU TAVOLA 60 X 60

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Non mi è capitato spesso, anzi, a dire il vero questa è la prima volta che mi succede, è come se lo sguardo dell’artista fosse stato diretto dentro il mio tempo. I suoi paesaggi sono, inaspettatamente, il paesaggio  protagonista delle mie storie, storie della vita intendo.

Quanto dipinge non è certamente il luogo in cui sono nata e cresciuta che lui disegna eppure c’è, di quei miei luoghi,la stessa memoria incancellabile, l’aria, la luce, le voci, nitidamente pennellate dentro una  infanzia che ancora è viva in me, e rivive nei suoi colori, nell’atmosfera sospesa delle sue inquadrature come se lì, in un luogo che è anche mio, magistralmente trattenuto all’interno di questo altro mondo quotidiano, avessimo scelto entrambi, ognuno con i suoi ricordi,  di porre la propria casa del sempre, la dimora che non andrà mai perduta. E non si può certo dire che lo spazio rappresentato sia indetereminato, perche si legge il tempo, che non è questo, di quei muri, di quegli intonaci e il silenzio, come sostanziale contenuto e materia di quei quadri,  è anche il silenzio dei luoghi della campagna in cui mi inoltravo, dei fiumi che percorrevo e in cui per lunghe ore camminavo lungo gli argini a piedi e correndo in bicicletta. La natura dei suoi luoghi è la stessa natura che ancora ospito in me, che non mi ha mai lasciato nemmeno un attimo, che ha composto ciò che ancora sento di essere perché non io ma il luogo mi ha dipinto gli occhi, i pensieri, i ricordi.

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alessandro tofanelli

Alessandro Tofanelli 12.

Alessandro Tofanelli 58.

tofanelli 1.

C’è, nei suoi quadri lo stesso legame assoluto che anch’io sento con i miei luoghi d’origine, dove la natura è la voce e la compagna dal volto ineludibile, incancellabile, anche dopo tutti i giorni trascorsi altrove, lontano da lì, estranei in altri spazi urbani, quelli della quotidianità, del lavoro, delle corse e delle tante dimenticanze, della dissolvenza di noi stessi. A mezz’aria, tra sogno e mappa si alza la voce di quei silenzi fatti di voli e brusii di insetti, ronzii e fruscii di foglie, gracidare di rane, lo spezzarsi di rametti, il vento che scorre sull’erba: e di tutto  diresti che è  musica e tu sei incapace di staccartene, ancora una volta, anzi, vorresti entrarci, dentro quella tela e soggiornarvi per tutti gli altri tuoi giorni terrestri. Startene, a rovescio, dietro la tela, questo vorresti, nascosto dal viavai della gente, che vede solo la superficie di quella casa o della foresta ma non sente, come invece è capace un bambino, il respiro di chi, in quel fondo di scena vive. Ti accorgi, nel vivere quella perfetta suggestione dell’immagine, che sei tu, il dipinto, sei tu raccolto in una dimensione che, come una fantasticheria, vera crea una terra sotto i tuoi piedi e dentro la mente fluttua un tempo più lento, più lieve, di luce ritmi che allentano il tuo sangue e niente ti impone di correre oltre te stesso. Sei lì, finalmente raggiunto, in una immobilità in cui finalmente l’anima, fulminea, immagina tutto ciò che prima le era oscurato, tra le trincee di realtà senza respiro, senza vita  e tutto, riprende di nuovo forma, la tua, antica e giovanissima, senza l’inquietudine in cui ti piomba la realtà vissuta senza mai un attimo di tregua.

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TOFANELLI-V10.

L’opera è la tua finestra aperta su spazi che tornano ad essere grandi, ampie verdi campagne, silenzi immersi tra le  case di una volta, dove appena appena senti l’acqua del pozzo, il sospiro del vento tra le foglie, qualche cigolio delle porte, una voce che risponde ad un’altra oltre la parete, l’odore degli arnesi da lavoro appena riposti, i passi di qualcuno che viene da una casa vicina e ancora qualche lavorante che canta, mentre finisce il giorno. Persone e luoghi, che convivono, in una quiete impossibile da vivere oggi, dove tutti corrono lontano e poi di nuovo ritornano alle case rimaste chiuse, dove nessuno viene per trovarti. Distanze, da tutto e da se stessi e tu perdi i colori dei luoghi, i colori dentro i tuoi occhi e i tuoi pensieri non filano più poesia ma racconti, conti, una sequela di parole che omologano sillabe. Tu ti fai monologo nel monolocale di un te stesso altro, sempre più sconosciuto, ignoto, a te stesso.
Fuori, dall’altra parte del quadro cadono le parole della gente che passando lo guarda troppo velocemnte e non vede che, nel frattempo sono cadute le foglie, nel buio della notte e una luna di cadmio s’è alzata proprio allo zenith della finestra aperta ad occidente, il vento scrive poche note in mezzo al prato ma lontano, mentre il gatto si allontana in qualche escursione e una musica, da qualche paese, oltre il bosco fattosi più denso e oscuro d’ombre, manda intermittente la voce di una tromba e di un uomo, che dice cose incomprensibili, che restano appese qui e là, davanti alla finestra, nel cortile perimetrato dalla luna, dove l’inquietudine che avevi s’è distesa e quasi, se tutto a breve tacerà, chiuderà per un po’ il suo occhio e anche tu, tu che nel quadro ti sei accasato, potrai sognare d’esserti là, finalmente trasferito, lungo altri giorni, tessuti dalla tela di quei luoghi, appena alla fine del colore.

fernanda ferraresso

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i lunghi giorni… lungo i giorni

Alessandro Tofanelli
È nato a Viareggio il 10 aprile 1959. Si e diplomato all’Istituto d’Arte di Lucca.
Dal 1977 al 1980 ha soggiornato a Milano, frequentando l’Accademia di Brera.
Dal 1977 inizia a collaborare all’illustrazione di vari riviste edite da Rizzoli e Mondadori.
Nel 1975 vince il primo premio ”La Resistenza” (il dipinto si trova nella Galleria d Arte Moderna di Lucca) e il primo premio ”Concorso INA-Touring” a Palazzo Strozzi di Firenze.

Nel 1984 vince il premio ”Giotto d’oro”; nel 1987 vince il premio ”Under 35” a Bologna, il premio ”Onda Verde”a Firenze e il premio internazionale ”Ibla Mediterraneo”. Tofanelli ha da sempre abbinato all’attività pittorica quella di fotografo e videodocumentarista professionista. Numerosi sono infatti i suoi lavori video trasmessi dalle reti RAI (in programmi a sfondo naturalistico-scientifico come Onda Verde, Geo, ecc.), cosi come i suoi servizi fotografici sono stati ospitati spesso da pubblicazioni specializzate. Le sue opere pittoriche fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, nazionali e internazionali.

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5 pensieri su “Alessandro Tofanelli- quando cerchi a volte trovi luoghi che…Note di Fernanda Ferraresso

  1. Che dire? grazie per farmi conoscere ogni giorno nuovi incanti e per saperli spiegare con una parola attenta che allarga echi dentro di me. Questi dipinti sono splendidi.

  2. carissima, non so come mai fossero sparite le immagini a corredo del testo, ora le ho ripristinate. Trovo che siano paesaggi di una memoria interiorizzata al punto che anche la luce si è fusa con l’aria e il luogo si è rappreso nello sguardo che ha colto tutto, senza perdere nulla, nemmeno il più sommesso trillo di passero. Grazie del tuo passaggio, ferni

  3. Ogni paesaggio contiene il tempo lungo della natura, quello medio delle case e quello di passaggio delle sedie, delle barche, dei camion, di qualcosa poggiato al muro. Tracce dell’effimero nella potenza della luce e una delimitazione che li avvicina e li rende entrambi sublimi. Sento così questi paesaggi, li sento enormi e folgoranti.

  4. Sì Anna, grazie per il tuo sguardo, credo che ci sia una pennellata nata da una metafisica dei luoghi che è innegabile ma che non tutti colgono. Grazie. ferni

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