La natura dell’amore- Daniela Raimondi traduce Cristina Peri Rossi

andrey remnev

Andrey Remnev _ Andrej Remnjov_ Remnev (26).

Un uomo ama una donna, perché la crede superiore. In realta, l’amore di quest’uomo si fonda sulla conoscenza della superiorità di questa donna, visto che non potrebbe amare un essere inferiore, e nemmeno uno uguale. Ma anche lei lo ama, e sebbene questo sentimento lo soddisfi e colmi alcune delle sue aspirazioni, d’altra parte gli crea una grande incertezza. In effetti: se lei fosse realmente superiore, non potrebbe amarlo, poiché lui sarebbe inferiore. Quindi: o mente quando afferma che lo ama, oppure non è affatto superiore, e in quest’ottica l’amore che sente verso di lei non può che spiegarsi come un suo errore.
Questo dubbio lo rende sospettoso e lo tormenta. Dubita le proprie affermazioni iniziali sulla donna (in quanto alla bellezza, rettitudine morale e intelligenza di lei) e a volte accusa la sua immaginazione d’aver inventato una creatura inesistente. Tuttavia non si è sbagliato: lei è bella, saggia e tollerante, superiore a se stesso, insomma. Ma proprio per questo non può certamente amarlo: il suo amore non può che essere una menzogna. Bene dunque, se in realtà si tratta di una bugiarda, di una che finge, non può essere superiore a se stesso, uomo sincero per eccellenza. Dimostrata in questo modo la di lei inferiorità, si deduce che lui non deve amarla, ma nonostante questo ne è innamorato.

Colto dallo sconforto l’uomo decide di separarsi dalla donna per un tempo indefinito: deve chiarire quali siano i suoi sentimenti. La donna accetta la cosa con apparente tranquillità, il che torna a riempirlo di dubbi: o si trova davanti ad un essere superiore che silenziosamente ha compreso le sue incertezze, e in quel caso il suo amore è giustificato e deve tornare di corsa da lei per farsi perdonare, oppure lei non lo amava e per questo accetta con tanta indifferenza la separazione, dunque lui non deve tornare sui suoi passi.

Nel villaggio in cui si è rifugiato, l’uomo passa le notti giocando a scacchi con sé stesso, o con la bambola grandezza naturale che si è comprato.

Cristina Peri Rossi
traduzione Daniela Raimondi

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Cristina Peri Rossi: La mia casa è la scrittura. Video in spagnolo.
http://video.google.it/videosearch?hl=it&q=cristina%20peri-rossi&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=iv#

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TANGO, Cristina Peri Rossi

La ciudad no eras vos
No era tu confusión de lenguas
ni de sexos
No era el cerezo que florecía -blanco-
detrás del muro
como un mensaje de Oriente
No era tu casa de múltiples amantes
y frágiles cerraduras
La ciudad era esta incertidumbre
la eterna pregunta -quién soy-
dicho de otro modo; quién sos.

 

TANGO

La città non eri tu
non era la tua confusione di lingue
e di sessi.
Non era il ciliegio che fioriva – bianco –
dietro il muro
come un messaggio dall’Oriente.
Non era la tua casa di molteplici amanti,
le tue fragili serrature.
La città era questa insicurezza
l’eterna domanda – chi sono –
detto con altre parole – chi sei.

traduzione Daniela Raimondi

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Cristina Pèri Róssi. – Scrittrice uruguaiana,nata a Montevideo – 1941. Dopo i racconti di Viviendo (1963) e Los museos abandonados (1969) ha pubblicato la raccolta di poesie Evohé (1969) e il romanzo Indicios pánicos (1970). Dal 1972 è vissuta in esilio in Spagna,in seguito ha collaborato con importanti testate giornalistiche spagnole, ha coltivato sia la poesia (Descripción de un naufragio, 1974; Lingüística general, 1978; Babel bárbara, 1991; Otra vez eros, 1994; Inmovilidad de los barcos, 1997; Estado de exilio, 2003; Estrategías del deseo, 2004; Habitacion de hotel, 2007), sia il romanzo (La nave de los locos, 1984; Solitario de amor, 1988; La última noche de Dostoievski, 1992; El amor es una droga dura, 1999). Del 2004 è Por fin solos (2004; trad. it. Le difficoltà dell’amore, 2006), raccolta di brevi racconti. Ricchezza metaforica e allusività del linguaggio sono i tratti peculiari della sua scrittura, spesso concentrata sui temi dell’infanzia e dell’ambiguità delle relazioni sentimentali.Poeta e scrittrice in prosa, soprattutto di racconti brevi, è molto conosciuta all’estero ma troppo poco in Italia. Due le pubblicazioni di suoi racconti in italiano: Il museo degli sforzi inutili (Einaudi, 1990) e Le Difficoltà dell’amore (La Tartaruga, 2006)

 

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11 pensieri su “La natura dell’amore- Daniela Raimondi traduce Cristina Peri Rossi

  1. …… Cristina Peri Rossi …… nata…. vissuta…. scrittrice (in prosa?) …conosciuta….
    Perché ‘ poeta ‘ e non poetessa?

  2. la dicitura “poetessa” suona in me questa sintesi poco ortodossa: “poeta-lessa” ( mi ricorda tra l’altro un nome simile, pitonessa, che lascio qui, come una pelle che non mi interessa e non mi piace affatto.) Ci sono titoli che attribuiamo alle persone, attributi che le qualificano, che, secondo me (E LO SOTTOLINEO: secondo me, che sono nessuno) potrebbero rimanere nel genere che già hanno. Per cui il poeta e la poeta, vengono diversificati dall’articolo e solo per dare una precisazione di genere a chi legge. Ritengo che entrambi, maschile e femminile, in chi scrive poesia, ma in generale in chi scrive, sia qualcosa che non abbia un confine preciso poiché risultano componenti di una sfera emotiva e sensoriale interiore in cui le due parti collaborano, non esiste scissione. Ogni scrittore non assume le parti dei suoi personaggi? E non sono essi maschi e femmine, uomini e donne…anche se virtuali?
    Noi tutti abbiamo una componente maschile e femminile, anche se poi le relazioni sociali ci “impongono” di distinguere, per ottusità, io credo, più che per apertura mentale, poiché riuscire ad abbracciare entrambe le caratteristiche e viverle, queste nostre dimensioni interiori, forse eliminirebbe, o dimunuirebbe la possibilità di minare continuamente molte relazioni basate su schieramenti che ritengo assolutamente controproduttivi per tutti.
    Quanto a scrittrice, è un termine che uso anche io per definire la mia attività scrittoria che abbraccia generi diversi.
    Quanto alle notizie sull’autrice, sono riportate in basso, dopo le poesie.

    Cristina Peri Rossi, nata nel 1941 a Montevideo. Dal 1972 è vissuta in esilio in Spagna. Poeta e scrittrice in prosa, soprattutto di racconti brevi, è molto conosciuta all’estero ma troppo poco in Italia. ….

    Grazie per avermi dato modo di spiegare il mio punto di vista. fernanda ferraresso

  3. Sono sempre stata incerta sulla preferenza tra “poetessa” e “poeta”, forse per un ossequio professionale alle regole grammaticali . Ora però la poeta lessa si è fissata in modo indelebile, rendendo impossibile la rimozione di questa immagine.
    La parola poetessa diventerà un gioco che userò per parlare tra me e me… di me.
    Non conoscevo Cristina Peri Rossi: una poeta.

  4. …… Qui a Cagliari, (scusate se vìolo la virtualità ….. potrei tranquillamente indicare anche le mie generalità e indirizzo, così sapreste dove indirizzare i vs. strali), abbiamo un lungomare di 15-20 km. Si chiama ‘Poetto’ … Chiederò se è possibile privarlo di una ‘t’ in modo che quando citeremo Leopardi, Foscolo, Nove, Luzi, e altri potremo dire il ‘ poeto ‘ Leopardi, il ‘poeto ‘ Foscolo e così a seguire……
    A proposito di maschile/ femminile, genere, ho letto, non ricordo dove,
    che il ‘ sesso si eredita e il genere si conquista ‘ …. Quindi nel caso della ‘poetessa’ Cristina Peri Rossi, perchè attribuirle un genere che potrà pure essere il suo, e negarle invece il ‘ femminile ‘ dovuto ?

    Saluti a tutte …..

  5. il genere neutro, o meglio ambivalente, mi piace tanto quanto mi piace la parola ambigua che in origine voleva appunto indicare di significato incerto, che può essere variamente interpretato, ambivalente e anche differente.Ma perché, per una volta che un nome va bene ad entrambi bisogna fare ulteriori brutture? Il poeto diventa cos’ facilmente in un lapsus il “peto” e non è il massimo per un poeta anche se, proprio da poeta riesce ad assumere posizioni anche così basse, infime, e non aversene a male di nulla, diversamente da quanto fanno gli uomini che alle donne, in questi tempi di inciviltà e di follia, mozzano la testa, le relegano a bellezze femminili proprie delle bambole e non delle donne. Saluti a lei signor Lakistanys…inverto, mi piace e poi è tutto così virtuale questo dialogo con “lei” in cui io, ferni e per giunta rosso, ho messo il nome e “lei” che è un lui resta celato.

  6. ……… Interessanti le sue ‘associazioni libere ‘ ….. senz’altro originali!!
    Meno apprezzabile il vezzo di giocare col nome altrui per quanto
    fittizio. ….

    Franco

  7. piacere di conoscerla Franco, sono un po’ pazzerella ma gioco, in un tempo fatto di gioghi e altre orrende follie, e il mio gioco è serio, mai malevolo, per cui non se ne abbia male. fernanda f.

  8. …… e così finiamo in bellezza…… la ringrazio per il tempo dedicatomi ….
    col tempo mi avvicinerò ai ‘ suoi giochi’ che ancora non conosco….
    Cordialmente
    Franco

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