La morte di un “matto” fra le sbarre- Carmelo Musumeci

wilmer lalupu flores- la gran vagina pariendo al nuevo ser

wilmer lalupu flores.

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“Gelida desolata vuota vita piatta / Eternamente uguale / Che fare? / Morire o fare il pazzo / Elevarsi in volo per essere liberi?”

(Diario di un ergastolano, http://www.carmelomusumeci.com)Non so perché, ma penso che le brutte notizie in carcere fanno più male che fuori.
Oggi ho letto questa notizia sulla rassegna stampa:

“Ha aspettato la fine dei controlli giornalieri. Ha scambiato due parole con un infermiere e ha guardato gli agenti e il personale allontanarsi dalla cella. Poi, una volta rimasto solo, si è tolto la maglietta intima e l’ha trasformata in un cappio da legare alle sbarre della cella. Così un uomo, un italiano di circa 50 anni, si è tolto la vita all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, dove era rinchiuso da tempo. È successo nei primi giorni di gennaio, almeno due settimane fa, anche se la notizia è emersa ed è stata confermata solo in questi giorni.”(Il Fatto Quotidiano, G.Zaccariello)

E chissà perché quando muore un “matto” in carcere, che le persone perbene chiamano ospedali psichiatrici, mi arrabbio di più. Forse perché nelle carceri ci si finisce perché lo vuoi tu o lo vuole la tua vita, invece nei manicomi ci vai da innocente, perché lo vuole Dio, o la natura per lui. Forse semplicemente quando muore un matto in carcere mi ricordo di quella volta, appena ventenne, che mi mandarono al manicomio di Montelupo Fiorentino dove mi riempirono di pugni nel cuore e calci nel corpo e mi legarono per lungo tempo al letto di contenzione.
Fu lì che conobbi Concetto. Chissà se è ancora vivo. Non penso, almeno lo spero per lui. Probabilmente, a quest’ora, per sua fortuna, sarà nel paradiso dei matti. Spero solo che non sia morto legato nel letto di contenzione o con la camicia di forza.
Mi ricordo che Concetto per il carcere dei matti era un osso duro. E gli operatori del manicomio potevano fare ben poco contro di lui perché lui non aveva più né sogni, né speranze. D’altronde non ne aveva quasi mai avuti. Non c’era con la testa. Era quasi tutto cuore e poco cervello, ma era buono e dolce come lo sanno essere solo i matti. Non parlava quasi mai con nessuno. Lo faceva solo con me. Mi ricordo che Concetto viveva di poco e di niente. Il mondo non lo interessava più. Il mondo lo aveva rifiutato e lui aveva rifiutato il mondo. Non gli interessava neppure più la libertà perché lui ormai si sentiva libero di suo. E non dava confidenza a nessuno, ma non gli sfuggiva niente. Concetto mi aveva raccontato che era cresciuto da solo. Senza nessuno. Prima in compagnia delle suore. Poi dei preti. La sua infanzia non era stata bella. Non aveva mai avuto famiglia. Nessuno lo aveva mai voluto. Nessuno aveva mai voluto stare con lui. Fin da bambino aveva imparato a tenersi compagnia da solo. Solo con il suo cuore. E con la sua pazzia. Neppure il carcere lo aveva voluto. E lo avevano mandato al manicomio. Si era sempre rifiutato di sottomettersi alla vita e al mondo. E dopo si era rifiutato di sottomettersi all’Assassino dei Sogni dei matti, per questo lo tenevano quasi sempre legato. Tutti pensavano che fosse pazzo da legare. Lo pensava pure lui. Io invece non l’ho mai pensato. E non l’ho mai dimenticato nonostante siano passati quarant’anni. Nel suo sguardo non c’era nessuna cattiveria come vedo spesso anche adesso nelle persone “normali”.
Spero che chiudano molto presto gli Opg perché non sono altro che luoghi di tortura. E chissà quanti Concetti ci saranno ancora dentro quelle mura.

Carmelo Musumeci
Carcere di Padova, gennaio 2015

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9 pensieri su “La morte di un “matto” fra le sbarre- Carmelo Musumeci

  1. Attraverso Radio radicale ho sentito più volte affermare che gli Opg sono stati aboliti o dovrebbero esserlo a breve…probabilmente non si ritarda. E’da molto tempo che si parla anche di rivedere tutto il sistema carcerario per riportarlo nella legalità e nel rispetto della nostra Costituzione.L’elezione del nuovo Presidente della R.potrebbe rappresentare una circostanza favorevole ma senza un movimento e una protesta energica cheparta dall’interno delle carceri coinvolgendo le famiglie che subiscono le assurdità del sistema, la situazione non cambierà in modo sostanziale.Eppoi (fatto non secondario)c’è anche la incomprensione se non l’ostilità dell’opinione pubblica verso i provvedimenti miranti ad adeguare il sistema carcerario ai canoni di un paese civile e moderno quale è il nostro…
    ” Odio gli indifferenti”.!!!!!!
    Saluti a tutti i ristretti in carcere e no….

  2. Il nostro non è un Paese civile e moderno , è tutto il contrario . E’ uno dei più corrotti del mondo , con gravissime ricadute di ordine sociale e civile : non può esservi tutela adeguata per chi la meriterebbe . E’ un Paese che vive di soprassalti emotivi , saltuari , isolati ; poi tutto torna come prima . Ed è così per la tristissima problematica dei manicomi giudiziari , lasciati alla deriva ; sulla pelle di quanti vi sono rinchiusi . Non si vede purtroppo neanche lontanamente la volontà politica di – quantomeno – migliorare , modificare, progredire . Si spera ( non si dispera ) che questo Papa – almeno lui – batta un colpo .

  3. si spera che il Papa e il nuovo Presidente della Repubblica -potere religioso e potere laico insieme- rendano questo paese migliore,più giusto e moderno

  4. . Il Papa, nel suo piccolo … (stato del Vaticano), ha altri problemi da risolvere:
    Ior, pederastia diffusa (non pedofilia, almeno per chi ha studiato il greco),
    far rimuovere qualche tomba impropria e altri problemi suoi ….. anche
    perché la sua visione deve essere globale e non limitata all’Italia che
    deve procedere per suo conto …….
    Per finire: questo Papa di colpi ne sta battendo a ripetizione……
    ma i bravi cattolici li stanno evitando o
    sottovalutando ….. In politica per es. tra vergini e portatori di cilicio quasi rimpiangiamo figure ormai scomparse note per frequentazioni mafiose e con banchieri mandati dalla provvidena (con la p volutamente minuscola)……
    ” Abbiamo bisogno di ….. intelligenza……”

  5. ma tu hai letto che il “nuovo” presidente ha già invitato il signor B. la colle per la sua “incoronazione”? Cosa ti aspetti se niente si è spostato di un millesimo e tutta la farsa è la stessa che continua imperterrita e indifferente a tutto quanto accade ed è la scena di sermoni inutili?
    f

  6. ……….. Quello è stato un atto di carità cristiana anche per insegnargli
    che il delirio di onnipotenza non può durare all’infinito …….
    .

  7. ……….. Per finire ….
    Inviterei a ritornare al tema di apertura proposto da
    Carmelo Musumeci che merita più attenzione e
    più considerazione (insieme con la sua situazione personale) di quelle
    dedicate alle vicende personali dei nostri rappresentanti
    politici!……….

  8. purtroppo dipende da quelli che personalmente non ritengo rappresentanti ma semplici politicanti, che hanno compromesso largamente il significato originario di politica dentro cui anche il problema della giustizia: chi giudica e chi è giudicato, non essendo questi elementi ed argomenti scevri ed indipendenti dalle altre scelte
    f

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