LA PAROLA CONTRARIA di Erri De Luca- Presentazione di Simonetta Met Sambiase

adolfo wildt

scultura-di-wildt.

Chiama a raccolta i pensieri. Ci permette di scoprire quali riferimenti letterari hanno segnato il suo itinerario di crescita intellettuale. Ci pone domande più che spiegarci le risposte. Mette in salvo la barriera della libertà di pensiero ricordando(ci) la grande democrazia dell’articolo 21 della Costituzione italiana.
E’ questo il cuore de “La parola contraria” di Erri De Luca. Uno specchio nervoso ma pacato, una logica del sentimento che è l’itinerario del suo credo di vita, svelato per necessità non attraverso la creatività narrativa del romanzo, la fola della scrittura come macchina organica e vitale, ma il pamphlet difensivo di poche decine di pagine per scrollarsi da dosso l’accusa di “incitare alla violenza”; accusa che si legge nella denuncia presentata contro Erri De Luca, che a sua volta reagisce rivendicando per sé (e per gli altri) l’incitamento “al pensiero contrario”. I fatti che hanno generato le 50 pagine di libro, edito da Feltrinelli, sono quelli relativi ad un’intervista dell’intellettuale partenopeo uscita sull’Huffington Post Italia il 1 settembre 2013 e delle brevi dichiarazioni all’agenzia di stampa italiana per eccellenza, l’Ansa, a favore della protesta No Tav in Val di Susa. Le interviste, riportate integralmente nel libro, si trovano messe come appendice in versione integrale, con le frasi finite sotto accusa. Nel libro invece c’è la chiamata alla difesa della parola contraria, quella parola che spaventa i poteri forti perché nel suo dissentire c’è la linea di sangue con cui si è costruita la democrazia in questo Paese. Apre la lettura l’omaggio ai “santi laici” di De Luca, coloro che hanno segnato l’epifania della volontà dell’uomo prima ancora dello scrittore di seguire con onestà il suo cammino civile: l’Orwell di Omaggio alla Catalogna, il Pasolini che “aveva la dote del coraggio fisico, che consiste nello stare da solo in terra di nessuno”, Salman Rushdie con il suoi Versetti Satanici, ed altri uomini “contro”, quelli che hanno pagato in prima persona la profondità del dissenso. “Ptàkh pìkha le illèm: apri la tua bocca per il muto (Proverbi\Moshlé 31,8)” è la rivendicazione dello scrittore, che spiega anche che “l’utopia non è il traguardo ma il punto di partenza” della vita civile, frase quanto mai utopistica nel movimento continuo della società dell’individualismo che ci accompagna da sempre. Nel libello si trovano anche le maglie nere della Val di Susa, quelle riconosciute dell’amianto e di giacimenti di pechblenda (spiega De Luca: “un materiale radioattivo più concentrato di quell’uranio impoverito per usi militari, responsabile dei tumori dei nostri militari impegnati nei Balcani”). E il “diritto al malaugurio”, ossia l’augurio che qualcosa (o qualcuno) che si sta impegnando a farci del mare possa avere nel suo cammino un intervento divino o umano che lo costringa alla ritirata. E’ un libro bel lontano da quel pamphlet di Stéphan Hessel che invitava tutti i cittadini di buona volontà ad indignarsi contro i guasti del potere e del capitalismo, di quell’augurio “a ciascuno di voi, di avere un motivo per indignarvi”. “E’ fondamentale – scriveva lo scrittore – . Quando qualcosa ci indigna – come a me ha indignato il nazismo – allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un’evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie a ciascuno di noi”. Il piccolo libro di Hessel è un invito alla libertà di dissenso. Quello di De Luca è un libretto di difesa alla libertà di dissenso. E non è detto che queste poche pagine non diventino un giorno ben altro, non siano solo uno scritto di impegno civile ma anche la prima parte di una presa in carico di responsabilità civica verso quella parte di Intelligencija italiana non addormentata su arzigogolati cuscini di metalinguistica, ma viva nella realtà sociale e quotidiana di costruzione etica di questo Paese. Proprio come ricorda Hessel rammentando che Sartre ha insegnato a dire a noi stessi che siamo “responsabili in quanto individui”. Che l’individualità non è uno scudo, l’egidia assoluta del nimb (non nel mio giardino, ndr), ma l’assunzione di responsabilità per se e per tutti gli altri che vivono e condividono la condizione collettiva di individui. Se mai ci sia paura, è una paura lontana, ancora oscura. La paura oscura di De Luca è sotterrata in quella pagina finale che guarda con commozione l’adesione spontanea alla causa della “libertà di parola contraria” con “dimostrazioni di sostegno, di affetto, di condivisione”. E’ anche e ancora il suo “diritto di malaugurio” : “Sul banco degli imputati – conclude De Luca – mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa”.

Il 28 gennaio si apriranno i lavori del processo contro le sue dichiarazioni. Il libro ne seguirà, ben oltre, la sua storia.

Simonetta Met Sambiase

 

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cover de luca

Erri De Luca- LA PAROLA CONTRARIA- Feltrinelli Editore 2015

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7 pensieri su “LA PAROLA CONTRARIA di Erri De Luca- Presentazione di Simonetta Met Sambiase

  1. UTOPIA

    Lei è all’orizzonte.
    Mi avvicino di due passi,
    lei si allontana di due passi.
    Cammino per dieci passi e
    l’orizzonte si sposta
    dieci passi più in là.
    Per quanto io cammini,
    non la raggiungerò mai.
    A cosa serve l’utopia?
    Serve proprio a questo: a camminare.

    Eduardo Galeano

  2. Due

    Quando saremo due saremo veglia e sonno
    affonderemo nella stessa polpa
    come il dente di latte e il suo secondo,
    saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
    come i cieli, del giorno e della notte,
    due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
    come i tempi del battito
    i colpi del respiro.
    Quando saremo due non avremo metà
    saremo un due che non si può dividere con niente.
    Quando saremo due, nessuno sarà uno,
    uno sarà l’uguale di nessuno
    e l’unità consisterà nel due.
    Quando saremo due
    cambierà nome pure l’universo
    diventerà diverso.

    Erri De Luca

  3. Leggo questa bella ed efficace presentazione de “La parola contraria”, penso alle parole di Erri De Luca, quelle lette e quelle ascoltate dalla sua voce, anche, come sottolinea Simonetta Met Sambiase, “in difesa alla libertà di dissenso” e trovo vivo convincimento in questa pacata e coraggiosa perseveranza. Grazie.

  4. Pingback: iostoconerri

  5. sottoscrivo la mia adesione alla difesa della parola contraria di Erri De Luca e di chiunque non rinunci alla propria libertà di pensiero e azione.

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