Groundunderthirty- Veevera: Il Glenorchy Arts and Sculpture Park: GASP! Uno spazio nello spazio

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In sintesi GASP! E’ questa la sigla del Glenorchy Arts and Sculpture Park,  uno spazio pubblico di circa nove ettari, una specie di paesaggio in linea ricco di funzioni, tra cui un parco aperto,zone umide e dedicate agli uccelli che qui trovano un habitat ideale. Si trova a circa 3 km da Montrose Bay e Point Wilkinso . A collegamento, lungo il bordo della battigia, c’è una passerella a forma di mezzaluna, divisa  in 4 parti tra tre padiglioni pubblici.

Il Parco, è la prima incursione del Room 11  Studio nell’ambito dell’architettura pubblica. Lungo il fiume Derwent a Glenorchy, in Tasmania, Room 11 ha costruito una passerella colorata calibrandola nel paesaggio e sottolineando un movimento, che è quello del pubblico che l’attraversa, riprovando a dare vita a luoghi in precedenza emarginati, ma sorprendentemente belli, sezioni vive del litorale.
Passiamo dalle visioni nostalgiche con cui ci si muove solitamente nei paesaggi, o si costruivano un tempo, di fatto invadendo luoghi, ad un abbraccio  di quegli spazi interstiziali, che stanno come frammento e che nessuno sembra vedere, con un gusto diverso, con uno spirito che nel luogo ritrova la sua perfetta misura, in una dimensione architettonica diversa, netta.

Il padiglione, semplice ed elementare a Wilkinsons Point, si protende verso il golfo come ben si vede nelle  immagini di Benjamin Hosking.

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Per i visitatori della Tasmania, la città di Glenorchy potrebbe sembrare un lampo nel territorio, un minuscolo centro suburbano, dove è ancora possibile acquistare abitazioni di media grandezza a prezzi accessibili. La disoccupazione è un po’ alta rispetto alla media del resto del paese e la maggior parte delle persone stanno guadagnando un po’ meno che altrove. Questo è, insomma, proprio il tipo di posto in cui non diresti di poter trovare qualcosa di straordinario. Glenorchy Art and sculputure Park (GASP) è uno di questi casi. Per capire come e perché questo è avvenuto, è necessario guardare all’interno del percorso di  lavoro di Room11-Studio che produce manufatti di architettura che hanno nitidezza e semplicità oltre che  autenticità nel loro corpo e si sforza di esaminare e farsi carico dei contributi collettivi che hanno permesso a questo straordinario progetto di emergere.

Nel medesimo tempo in cui MONA stava nascendo, una conversazione informale tra Walsh e  Adriana Taylor ha piantato il seme di un regime ispirato dall’arte, da deporre sulla battigia di Glenorchy. Tagliare la riva, dalla città vera e propria e dalla spinta del Brooker Highway,fare di  questo lembo di terra allungata, che fronteggia Elwick Bay, un luogo diverso dai soliti luoghi d’intrattenimento- trattamento. Questa l’idea. Ma nel 2005 un piccolo gruppo di leader civili e alcuni  commercianti, guidati da Adriana Taylor e Madeleine Ogilvie, hanno fatto fronte comune e hanno fatto  in modo che la loro determinazione collettiva portasse a buon termine il compito di prevedere qualcosa di molto più memorabile per quei luoghi.

Una pietra  significativa, per il progetto, è stata posta nel 2008, quando alcuni artisti, project manager e il consulente, per il design, Pippa Dickson, sono stati nominati dal Consiglio Comunale di Glenorchy per sviluppare un business plan. Con poco interesse nella supervisione di un progetto destinato all’ arte pubblica, considerata mediocre, Dickson ha iniziato a lavorare per alzare il tiro. Il progetto, inizialmente  vissuto come una frustrazione relativamente alla creatività ritenuta infruttuosa, ha  ottenuto in seguito ben due richieste di finanziamento. Tuttavia, successivamente, l’ affinamento delle idee concettuali che stanno dietro il concetto di GASP, ha portato non solo al finanziamento che ha portato alla realizzazione,ma soprattutto ad una maggior fiducia nel futuro della comunità.

Si potrebbe sostenere che il DNA di un edificio è impostato molto prima della fase di messa a punto architettonica … Il GASP è molto di più di una storia che ha  consentito ad un team di designer e artisti di consegnare un progetto  ad una comunità, facendone un gesto pubblico grazie all’impegno politico, finanziario, alle sottoscrizioni,  il rispetto e l’empatia, componenti che non dovrebbero mai restare fuori da un progetto e anche dagli appalti che permettono al virtuosismo del progetto architettonico di esprimersi.
Nel 2008,un gruppo di architetti tra cui Jerry de Gryse (che aveva intrapreso il Master Plan Wilkinsons Point nel 2007) si è riunito per studiare i modi con  cui creare un gesto coerente per unire la baia. Il lavoro della comunità e le sue esigenze è stato il nesso di particolare importanza per  rispondere alla richiesta di ricucitura dei bordi della baia. La gente ha ritrovato il valore di semplici rituali quotidiani come camminare, in luoghi dove i bambini possono imparare ad andare in bicicletta ma che fosse allo stesso tempo coinvolgente, che fosse perfettamente inseritoe in armonia con l’ambiente naturale e la sua fauna composta d’ogni specie. Dickson ricorda una riunione in cui si era chiesta la consultazione della comunità e in cui una donna anziana era in lacrime perché era da tanto tempo che un progetto di tale portata non  era più stato discusso a Glenorchy. Un tema chiaro, questo, che viene sempre emarginato e mai espletato,ogni qualvolta un piano entra nel territorio condiviso da una comunità e che qui  emerge, come rivisitazione di un processo di consultazione della componente pubblica, la collettività che  abita  tale luogo, dimostrandosi come un atto profondamente civico.
Penso alla Tav e a tutte le battaglie sostenute e a quelle che ancora sono in corso, intorno a questo progetto per alta velocità in un luogo in cui tutto chiama silenzio e lentezza. Ricordo la richiesta di invio a giudizio di Erry De Luca, che la sua voce ha sollevato per portare più lontano, e a tutti  noi, una richiesta che è civile rispetto del paesaggio e del suolo come bene pubblico, non profitto o speculazione di planning.
È quindi lodevole che la progettazione architettonica e del paesaggio sia stata eseguita con tale pregresso percorso. Le strutture ideate hanno consentito davvero di avere un momento intimo con il paesaggio della Tasmania e dichiarano ciò che la popolazione ha reclamato come battigia per la vita della comunità locale. Al centro di questo risultato, oltre ad  una strategia di masterplan chiaramente definita, è stato il rispetto delle componenti a portare all’esito ora visibile e perfettamente vivibile.

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Prima fase del progetto GASP comprendeva una passerella sopraelevata sopra la Derwent seguendo il sentiero a quattro chilometri dal MONA a Wilkinsons Point.

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La seconda fase del progetto GASP ha riguardato l’estremità della baia, sul Wilkinsons Point. Anche in questo caso, le strutture sono elementari, un saggio di esemplari fondamenti architettonici. Una serie di muri- lama definiscono  un padiglione e un cortile. Le selezionate aperture incorniciano una vista unica sul paesaggio circostante.

Sembra che il progetto sia caratterizzato da forti linee come riferimento il cui dato essenziale è dapprima la passerella, che si disegna sopra l’acqua, e consente di oltrepassare i limiti della terraferma per scemare, anche noi, passeggeri,  attraverso l’acqua, in altro orizzonte. L’elemento forte della costruzione architettonica è un punto tattile di contatto, umano, assolutamente in scala nei confronti del vasto anfiteatro del Bacino Derwent. La parete invece, come una lama, collega la costruzione con l’insieme, attraverso il dato imposto delle montagne, lontane, circostanti che circondano l’evento architettonico e modificano le tracce residue di periferia, le allontanano, quasi le cancellano, oltre sé. Questo linguaggio architettonico sembra aprire una riserva di un linguaggio divenuto oggi molto aggressivo.Qui, l’isolamento della struttura e i resti rovina- come residuo d’uso del sito, si ripropone come punto di sosta e in questo ferma immagine costruito, tiene netta e salda la costruzione di altre fondamenta costruttive, getta un ponte che contribuisce ad accrescere quanto di solito nelle città si perde: un senso di calma e di riposo, di cui l’essere umano ha bisogno.

Non si sa ancora se la capacità dello spazio, di quello specifico ambiente, sia tale da far esplodere la vita dentro quel silenzio come avviene nelle profondità di ogni essere vivente che accoglie e raccoglie tutto quanto è il suo dentro e l’intorno, ma è stato certo che l’evento musicale in esso messo in atto dalla performance musicale nell’ambito dellaTasmanian art, ha dimostrato  la potenza di questo ambiente come un luogo atto ad ospitare l’arte, quella contemporanea.  Capacità dell’arte di sovvertire e sorprendere o capacità dei luoghi di aprirsi ad altre dimensioni?

Il luogo continua ad accogliere una successione di iniziative artistiche di livello mondiale . Il GASP, ideato e realizzato da un team  che lavora in concerto con una comunità locale impegnata e riconoscente dimostra che il fraternizzare delle arti e delle maestranze, degli artigiani locali, offrono esiti di cui essere orgogliosi ed è proprio  ciò che è stato fatto qui e che si vuole continuare a fare.

Luoghi come la Tasmania, forse alla periferia del discorso culturale e artistico delle grandi capitali, potrebbero invece porsi come diversa opportunità da offrire ai giovani e all’arte, oltre che difendere il paesaggio, in un equivalente di libertà creativa e intellettualeche niente ha di meno rispetto alle più polari ma aggressive opportunità commerciali. Forse questa è una delle lezioni di GASP, che la capacità di eseguire un lavoro significativo è solo una parte del compito. Piuttosto, è la fornitura di un quadro di riferimento per l’eccellenza e la propensione ad avvocato per diletto in cui è stato previsto poco o niente che permette questo lavoro per eccellere.

GASP Stage 1 di Room 11 Studio ha ricevuto un riconoscimeno nel 2013- Urban Design Award – dalla Australian Institute of Architects.

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