Dal profondo, passato tanto tempo – Mauro Sambi

ariel de la vega 

ariel de la vega-4.

 

ne absorbeat eas Tartarus
ne cadant in obscurum

.

Dal profondo        passato tanto tempo
dal pieno della vita        la speranza
un ramo scortecciato di betulla
la gioia sempre d’altri        a lampi brevi e
da lontano        l’attesa del domani
sfibrata nel presente disseccato

nel profondo –        nel pozzo disseccato
dove latita il battito del tempo
dove        infinitamente        domani
replica ieri        e chiude alla speranza
se non per poche luci        fioche e brevi
tremanti come foglie di betulla

sul profondo –        di fragile betulla
flessa sul dirupo        sul disseccato
imbuto aperto al Tartaro        per brevi
varchi via per l’oscuro        dove tempo
non sarà mai        bel tempo di speranza
e strazia a morsi la mente il domani –

dal profondo ti scrivo        da un domani
disfatto in terra e torba di betulla
dov’è estinta ogni polla di speranza
nell’alveo della pena        disseccato
botro di vita non più        non di tempo
nutrito        in giorni sempre uguali e brevi –

dal profondo ti dico        quando a brevi
istanti alti non segue alcun domani
e il tempo è sempre tempo uguale al tempo
e immobili le foglie di betulla
nell’aria senza vento        e disseccato
ogni filo sottile di speranza –

da questo fondo grido la speranza
di giorni luminosi e di ombre brevi
quando il torbido pozzo è disseccato
e l’infinito aprirsi del domani
lucente come è luce la betulla
risplende nel presente senza tempo

Nel profondo del tempo la speranza
protende rami brevi di betulla
vivifica il domani disseccato
.

mauro sambi

.

  Thomas Tallis – Videte Miraculum

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5 pensieri su “Dal profondo, passato tanto tempo – Mauro Sambi

  1. Sempre un piacere leggere Sambi. Anche in questo caso, come spesso (per non dire sempre) accade nella sestina lirica, la perfezione formale e l’ossessione contenutistica convivono magistralmente.

  2. Grazie a tutti per l’accoglienza e tanti auguri di buon anno al gruppo di Cartesensibili, al quale ritorno come si torna a casa dopo una lunga assenza.
    Questa sestina, unico mio testo in versi del 2014, ha avuto come occasione immediata la lettura di un libro bellissimo, di cui prima o poi vorrei scrivere: Berenice, di Marco Munaro. Un caro saluto. m.

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