IL 25 NOVEMBRE- Quando le donne ancora si (rac)contano- Fernanda Ferraresso, Vittoria Ravagli e Gruppo Gimbutas, Antonella Barina

 Marzia Bisognin

mani di donne-marzia bisognin.

Di nuovo è il 25 NOVEMBRE .
Metto questo inverno in una tazza di tè e poi ci piango dentro tutte le donne abbandonate alle loro tragedie, che sono la tragedia del non rispetto per la vita. L’uccisione di una donna fa rumore oltre la porta, ma basta chiuderla e nessuno vi fa più caso, si dimentica.
Il brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, che si impegnarono contro il regime di Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana, piombata per causa sua nell’arretratezza e nel caos per più di 30 anni, è oggi uno scenario e una storia che si ripete giornalmente in tutto il mondo. Non c’è paese della terra in cui una donna non sia violentata, non sia schiavizzata, uccisa soprattutto quando difende le altre donne contro un potere bieco, in cui la forza e non l’intelligenza guida i diversi paesi. Sembra lo stesso scenario ma, rispetto al periodo citato, manca una vera rivoluzione, qui la storia è massacro e non è un modo di dire, non è una metafora. Ogni giorno c’è da ricordare qualcosa o qualcuno a tutti, perché tutti dimenticano, come se dimenticare aiutasse ad andare avanti in questo mondo di inciviltà sempre più tragicamente manifesta. La Giornata contro la violenza sulle donne penso sia un modo per dire alle donne che sono loro le rivoluzionarie, sono loro che devono cambiare il sistema fondato sulla tragedia, su un potere che calpesta tutto ciò che è vita, l’origine della vita. La mia domanda è: le arti, l’agricoltura, la scrittura e ancora molto altro si è sviluppato grazie alle donne. Cosa accadrebbe se non ci fossero più le donne nel mondo? Quali nascite avrebbe a disposizione il sistema? Quale forza avrebbe? Provate a pensarci.

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c’è la guerra
una guerra senza  trincee ma case e strade
gente che esplode come bombe ad orologeria
nemmeno di seconda mano un’altra vita
un’altra casa o anche sottobraccio un’altra compagnia.
E c’è dovunque da contare un numero
infinito di costati trafitti di corpi sventrati di bambini
violati  e donne e uomini volati in aria come
piumini di seta e olive e petali di rosa
e contare si dovrebbe contare e ricontare
tutti i giorni di tutti gli anni  nei secoli dei secoli di tutte le religioni
le legioni che la guerra ha costruito facendo da padrona in casa di noi tutti
dove lei sbranava qui o là era casa di uno di noi era la vita di uno di noi
mentre ad altri noi la vita la casa la storia gliela schizzavano di morte e terrore
mentre altri noi stupravano le donne e le bambine
per giocare all’onnipotenza di un uomo con un’arma in mano
e una truppa di falli alle spalle e tutt’intorno spine di alto voltaggio
dentro la testa e conficcati nella carne torturata
e giorno per giorno e mese dopo mese di anno in anno
dopo secoli di calcolo trovare forse una gemma
e accorgersi questa è la nascita questa è una donna
questa è l’origine che ci ha portato in questa terra
di catastrofi umane terra della grande sbornia
e dell’umore cannibale dove non esiste rifugiato possibile
dove tutto è niente è la posta in concorso
è il luogo dell’utilizzazione finale in un cimiteriale recinto
dove lusso è un incostante  silenzio.

da Luoghi d’inverno– fernanda ferraresso

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volantino 25 novembre.

 L’ISTRUZIONE E’ L’UNICA VIA- Vittoria Ravagli

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Anche quest’anno a Sasso Marconi ricordiamo il 25 novembre con i ragazzi della scuola media, nella sala del Consiglio del nostro Comune, a casa nostra quindi, nel luogo più giusto e con i ragazzi
che vivono un’età in cui è particolarmente importante affrontare questo tema, mettere a fuoco il rapporto uomo donna, ragazzo ragazza; parlare del femminicidio, dello stalking, del mobbing, del bullismo. Tutte forme di violenza di cui giornalmente sentiamo dire, leggiamo, che viviamo.
La nostra iniziativa è parte del cartellone che come ogni anno la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna prepara, pieno di iniziative interessanti e varie. Mentre il mondo ribolle di guerre vecchie e nuove e le donne da sempre ne pagano il prezzo più alto, usate come bottino di guerra.
Parlarne liberamente, pubblicamente, ragazzi, genitori, cittadini, istituzioni, ed associazioni del nostro territorio.

Ogni anno ci rendiamo conto che qualche passo avanti viene fatto dagli organismi internazionali, dai gruppi di cultura stranieri ed italiani. Si fanno nuovi accordi, si organizzano conferenze, si formano persone per trattare il tema della violenza e per diffondere una nuova educazione. Sono nati gruppi di uomini contro la violenza sulle donne. Anche i giovani maschi oggi sono in parte coscienti di quanto avviene. Lo vediamo nelle scuole, parlando con loro, lo sentiamo dai nostri figli e nipoti. Ma c’è tanto ancora da fare.

*
Quest’anno, per i ragazzi della scuola, ci siamo dati il tema dell’educazione, riferendoci in particolare a Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014.*
Introdurremo il tema con brevi letture e qualche minuto dell’intervento fatto da Malala all’ONU, poi i ragazzi e le loro insegnanti presenteranno i propri lavori, discuteranno, si confronteranno.

Oltre al nostro Gruppo Gimbutas, molte le associazioni presenti: ogni rappresentante leggerà un breve brano, scelto per questa occasione.

Come scrive tra l’altro in un suo bell’articolo Concita de Gregorio, siamo convinte anche noi che dobbiamo “…fare della scuola il più bel centro antiviolenza del mondo…”. E’ da lì che il sentire comune può cambiare.

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E’ PERCHE’ SONO UNA RAGAZZA CHE DEVO STUDIARE
di Kamla Bhasin, femminista, economista, scienziata indiana

Un padre alla figlia:
studiare? perché dovresti studiare?
Ho già abbastanza figli maschi che possono studiare.
Ragazza, perché anche tu dovresti studiare?

La figlia al padre:
Visto che me lo chiedi te lo dico io perché debbo studiare.
Devo studiare perché sono una ragazza.
E’ proprio perché a lungo mi é stato negato che devo studiare.
La conoscenza porta nuova luce, ecco perché devo studiare.
Per le battaglie che devo combattere, devo studiare.
E’ perché sono una ragazza che devo studiare.
………
da Come le donne stanno cambiando il mondo di Maria G. Di Rienzo

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Di seguito alcuni landais che Antonella Barina ci ha mandati per questa nostra giornata

LANDAIS SU MOBBING E ABBANDONO SCOLASTICO

sul lavoro si chiama mobbing
a scuola bullismo, un fatto naturale

*
a scuola mi picchiano
mia madre mi risponde: fatti valere
*
mi fanno mobbing da tre anni
se mi ribello gli insegnanti mi sgridano
*
non voglio più andare a scuola
mio padre mi dice che sono perdente
*
ho scritto i nomi in un tema
c’erano tre errori mi han dato cinque
*
sempre sognato di volare
l’unica che mi sta a sentire è la finestra
*
ho deciso di restar vivo (a)
io non sarò mai, mai come siete voi

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RIFERIMENTI IN RETE
https://www.youtube.com/watch?v=gksAyQPPD5E

http://www.repubblica.it/politica/2013/06/19/news/violenza_donne_via_libera_al_senato-61436875/
http://festivalviolenzaillustrata.blogspot.it/2013/10/programma-del-festival-la-violenza.html

http://www.istat.it/it/archivio/106599

Violenza sulle donne, lo scioccante rapporto Onu “Discriminate dal grembo materno alla tomba” (Si24)
http://www.si24.it/2014/06/06/violenza-sulle-donne-lo-scioccante-rapporto-onu-discriminate-dal-grembo-materno-alla-tomba/55094/

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3 pensieri su “IL 25 NOVEMBRE- Quando le donne ancora si (rac)contano- Fernanda Ferraresso, Vittoria Ravagli e Gruppo Gimbutas, Antonella Barina

  1. Auguri di cuore, sempre, amiche carissime e un grande augurio per tutte noi!

    Un affettuoso saluto, anche da parte di Gabriella (Maleti),

    Mariella (Bettarini)

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