quando alla fine nascerò


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tra un migliaio di anni e mi sentirò di un altro giorno
le gambe traballanti di un neonato addosso
quando ancora succhierò il latte dal tuo corpo    vita
senza riconoscere nessuno e niente
se non quel fatto e quel giorno corrermi attraverso
senza nome e senza altro giudizio mi trasformerò in un altro uomo
e ancora e di nuovo con un gesto invisibile
sfuggirò da me  ciò che sono
per un grande desiderio che sento
di sparire
di essere
tutto ciò che è lontano
ed è il mio vero corpo
lontano.

a Gianmario Lucini- perché non si muore mai

fernanda ferraresso

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Lilya Kouhan (Saint Petersburg, Russia) - Walk, 2014     Drawings

lilya kouhan

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8 pensieri su “quando alla fine nascerò

  1. Molto bella Fernanda questa poesia così sentita anche da me. Un pensiero speciale. Ti abbraccio

  2. Sento questa intensa poesia molto vicina.
    A volte penso e scrivo così, sentendo questo corpo esteso e l’unico cordone ombelicale; altre volte sento quanto tutto sia effimero: la vita, non solo la nostra, ma questo incidente planetario, questo mistero del caso, e la materia stessa. Non conoscevo personalmente Lucini, ma ne apprezzavo la coerenza e la sua morte mi ha intristito. Ho riguardato le pagine della sua casa editrice e pensato a quante cose si interrompono con il finire di una vita precisa, di quella vita. Altri verranno certo dallo stesso cordone ombelicale e la memoria per un poco potrà essere traghettata, ma a molti mancherà proprio quella esistenza, quella materia cosciente e coscienziosa che aveva un preciso nome. A volte sento il nostro essere tutti nell’unico, tutti lì continuamente ricondotti, altre come l’unico continuamente si dissangui nel particolare e si svuoti irrimediabilmente. Quando sento così, ogni giorno diviene un addio: come tenere lo sguardo a est all’imbrunire, prima di una notte immensa. Questa morte mi ha reso in questi giorni incline a questo sguardo.

  3. eravamo coetanei con Gianmario e la sua scomparsa è come se qualcosa mi avesse toccato sulla spalla per avvisarmi che è così, la vita, di ricordarmi che basta un attimo, che tutto è appunto effimero, un niente ma anche che quel niente, proprio perché è così poco, va fatto e fatto bene, fino all’ultimo. f

  4. Cara Fernanda, grazie per questo tuo testo poetico dedicato al caro Gianmario Lucini. Grazie per la sua (e tua) intensità e per quanto di essenziale ricordi a tutti noi.
    Un commosso saluto da Mariella

  5. ho ancora le sue email nella posta giornaliera, ci eravamo scritti proprio pochissimo tempo prima che tutto evolvesse in ciò che è stato:un attimo. Ecco, questo attimo, che noi siamo,e che poi …sparisce. Ti abbraccio, finché siamo qui.f

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