ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: I QUADRI CHE CI GUARDANO. Le opere in dialogo di Martina Corgnati

shiori matsumoto

Shiori Matsumoto.

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Ci sono sguardi tra i telai della vita e le tele dell’arte che catturano, e lo fanno irrimediabilmente, per sempre. Sono gli occhi di un mistero messo a nudo e al contempo celato, che le opere d’arte svelano, disvelano e in cui ci trasportano e racchiudono seducendoci,  o anche terrorizzando chi si sofferma per cercare qualcosa che, alla fine, scopre essere l’oscuro della nostra umanità. La tela perciò, e l’opera d’arte in genere, è il medium e il mezzo attraverso cui la comunicazione con l’altro, inteso come l’atro noi e l’altro da  noi,  si trovano restando agganciati in quel filo invisibile, svolto dall’opera fino al nostro sguardo. E questo superando ogni limite o barriera di tempo, per cui potremmo ancora innamorarci di qualcuno o qualcuna che, dalle sale di una datata dimora, ci cattura con il suo sguardo lanciato dalla tela e tu, là, resti accalappiato come in una bava di ragno letale. Perché questo produce l’arte: una dipendenza senza fine, senza possibilità di guarigione.

Martina Corgnati,  nel testo I quadri che ci guardano,  Editrice Compositori, analizza proprio il mistero racchiuso negli occhi e parte  da una domanda alquanto semplice, che forse almeno una volta ci siamo posti tutti davanti allo sguardo ammaliatore di un personaggio ritratto da questo o quell’altro autore , durante una visita al museo . La domanda è sempre quella: – Perché quel ritratto mi osserva per tutto il mio girovagare nella sala e invece quella Venere, per esempio, se ne sta beata con gli occhi chiusi?”. Il punto di partenza per l’autrice è stato questo, sue testuali parole, da qui ha fatto scoccare il suo agile e allenato sguardo per raggiungere un obiettivo affatto semplice da seguire e mostrare: significava infatti eseguire una transvolata attraverso tutta la storia dell’arte, non semplice dunque, tenendo conto che per ogni produzione artistica significa costantemente anche fare riferimento ad altri linguaggi e tematiche che nell’arte pittorica hanno convogliato i loro precipui e differenti punti di vista. Sguardi attraverso altri sguardi trasportando il lettore tra le diverse epoche e le differenti produzioni, tenendo presente l’inquadratura del soggetto e l’osservatore dirimpetto che guarda, entrambi in uno sguardo che recepisce la relazione che si produce fino ai pittori delle avanguardie e i contemporanei, dove spesso non ci sono volti ma solo risvolti tematici, sguardi di sguincio volati oltre gli occhi che non hanno. E spesso, tra ritratti e paesaggi d’ambiente, fa la sua entrata in scena, e il suo lavoro, Eros, colpendo non solo chi nel quadro è catturato, ma anche l’osservatore e il curioso che vi si affaccia. L’arte non lascia scampo! E lo dimostra la presa su altri mezzi che arte producono o dicono di produrre: cinema, televisione, fotografia. Anche se, e il libro lo segnala, non sempre c’è arte in tutte quelle carte del virtuale, dove tutto si consuma in un tempo infinitesimale! Un’occhiata e via e…si perde l’innamoramento, la relazione dello sguardo, quel ponte che è tragitto tra un qui e un là, spesso di sola andata, con ritorno in altra terra, più ricca accogliente, più feconda di quella da cui si era partiti. Ma anche l’arte, a volte, resta consumata, nel disamore di chi la consuma e la svende, l’abbandona o la svena per un movente commerciale solamente.

fernanda ferraresso

 

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s200_martina.corgnati

Martina Corgnati- studiosa, critica d’arte,docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’accademia Albertina di Belle Arti di Torino.  Per la collana Quadrifogli ha pubblicato nel 2009 L’opera replicante. La strategia dei simulacri dell’arte contemporanea. Numerose le sue pubblicazioni a seguito delle molte ricerche nel settore dell’arte in cui lavora.

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copertina i quadri che ci guardano

Martina Corgnati -I quadri che ci guardano- Editrice Compositori, Collana Quadrifogli 2011
Prefazione di Annalisa Lubich

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