TEMPIQUIETI- Vittoria Ravagli: UNA GUIDA PARTICOLARE

valle del samoggia

vicino a sasso i girasoli-

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Una bellissima, gioiosa esperienza, possibile solo tra donne.

La nostra guida è fatta di paesaggi, ricordi, Memoria, emozioni e racconti di vita tramandati: in primo piano Sasso Marconi, i suoi fiumi, le sue splendide colline, i ponti, le chiese, le case, le ville, gli animali. E ci siamo noi, con le nostre vite di donne giovani e meno giovani, unite da questa bellissima storia.” da “Guida sentimentale di Sasso Marconi – Le donne raccontano: luoghi, storie, paesaggi”

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Voglio invitare le donne che amano la terra in cui vivono a fare l’esperienza che una ventina di donne ha fatto con me a Sasso Marconi.

Ve la racconto.

Avevo letto “Bologna a modo nostro – trame, percorsi, emozioni” curato da Alba Piolanti e Beatrice Masella, pubblicato da Scrivi con lo scrittore nel 2013. Gli scritti delle tante donne mi avevano coinvolta. L’idea mi sembrava bellissima. Così avevo fatto un’intervista ad Alba per capire meglio. (https://cartesensibili.wordpress.com/2013/05/11/tempi-quieti-vittoria-ravagli-intervista-ad-alba-piolanti-curatrice-di-bologna-a-modo-nostro/)

Vivo in un territorio armonioso, fatto di paesaggi pieni di bellezza e di storia. Così mi sono detta che certo tante donne che vivono nella mia zona avrebbero desiderato mettersi alla prova e scriverne, di Sasso, dei suoi dintorni. Portai la proposta alla nostra Assessora alle Pari Opportunità e lei accettò con molta convinzione. C’era da decidere come informare le donne per creare questa guida particolare, una “guida sentimentale” che avevo in mente, dove note storiche e ricordi, descrizioni ed emozioni, si fondessero. Decidemmo di diffondere la ricerca attraverso le mailing list del Comune e questa fu una scelta importante, vista l’esperienza che ne è seguita.

Ci siamo ritrovate al primo appuntamento in ventuno donne; quasi nessuna di noi conosceva le altre. Alba era presente con donne di Bologna che avevano scritto: ci hanno detto della loro guida così particolare, di come avevano lavorato insieme. Ci hanno spronate a non avere paura, a partire decise. E così abbiamo fatto. Il nostro gruppo ha così formato un laboratorio di scrittura autogestito: io la coordinatrice. Felici di non conoscerci o quasi, di non essere condizionate dalle singole storie raccontate dal paese. Abbiamo creato da sole il nostro metodo per procedere ed è andata benissimo, le mail ci permettevano di essere lette dalle altre, di ricevere le impressioni, i consigli, le precisazioni.

Così via via sono uscite chiare le nostre differenze, le diverse sensibilità, le personali particolarità di donne giovani e meno giovani. Un’esperienza incredibile e vitale per me, abituata ai gruppi di donne, spesso complicati e competitivi: semplicità del rapporto tra di noi, facilità nell’essere tolleranti nei confronti del sentire delle altre, disponibili e apertissime allo scambio, a leggerci, a correggerci…

Quante donne desiderano mettersi alla prova: scrivono e riscrivono poesie e racconti che riempiono cassetti. Le donne della guida – in maggioranza non nate a Sasso – si sono esposte senza competizione e senza timore. Hanno creato un libro che vorrei definire “emozionante”.

Scrive della nostra esperienza Annalisa Ventura, una di noi: E’ stata come una ventata improvvisa che spalanca la tua finestrina sul mondo, scompigliando le tende e rovesciando anche, il vasetto di fiori ( ormai rinsecchiti) sul davanzale…sgombrandolo per coltivazioni più lussureggianti…vedrai!

Di una cosa ero certa: non lo conoscevo questo mondo, se non dal mio -strettino- punto di vista.

Mi è sembrata l’occasione giusta per scendere in piazza e annusare i dintorni e …ridefinirne i contorni.

Un’occasione che ho colto al volo per uscire dalla mia tana, in un momento in cui, lavorando sempre e solo da casa avevo proprio il bisogno fisico di relazioni reali e non solo virtuali. Insomma stavolta il desiderio di confrontarsi è stato più forte della mia timidezza…”

E Matilde Betti: Esperienza sorprendente e positiva. La diversità fra tutte noi è stata per me bellissima: da 23 a 82 anni, single o maritate, politicizzate e non, sconosciute a tutte o inseritissime a Sasso; manageriali o intimiste…In comune: l’amore per i luoghi di Sasso e la voglia di scriverne insieme. La condivisione del desiderio di scrivere insieme la guida e dell’amore per i luoghi delle nostre vite ci ha unito con leggerezza e passione… La sorpresa di condividere una passione importante con donne sconosciute: per il territorio, le radici, la memoria, una socialità garbata e generosa. Scoprire che un gruppo di donne condivideva felicemente tutto questo , impiegandoci del tempo, per me è stato come trovare uno scrigno con un tesoro dentro. Impossibile disperderlo!..”

Anna Contino ha raccontato con una poesia la nostra esperienza:

E poi è arrivato il vento

Ero un granello, in un deserto di sabbia

Il vento mi ha portato su una duna

solo allora ho visto che eran tante

 

Al centro un’oasi e intorno noi

non più granelli, ma duna…dune!

Anna Continogennaio 2014

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pontecchio di sasso marconi

pontecchio di sasso marconi 1

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Pochi mesi di lavoro e poi l’8 marzo, dopo molti incontri, dopo avere tagliato, aggiunto, provato e riprovato, abbiamo fatto la nostra uscita con la “Guida sentimentale” stampata in 300 copie – quasi subito sparite – Nel teatro di Sasso ci siamo presentate in una lettura spettacolo originale e fresca, applauditissima, che ha emozionato le molte persone intervenute. Una di noi, Debora, intervallava i nostri brevi pezzi con canti limpidi e forti: poche parole senza accompagnamento. Una voce giovane e squillante che rendeva il senso della nostra gioia.

Sono state stampate altre 300 copie, di recente. Abbiamo deciso, utilizzando quanto si ricava dalla vendita delle nostre guide, e con il patrocinio del Comune ( Assessora Marilena Lenzi), di proporre alle scuole elementari di Sasso una Guida scritta dai bambini delle 4° e 5°: il progetto è che, guidati dalle insegnanti e con la nostra collaborazione, possano stampare una loro Guida, che racconti luoghi ed emozioni, aprendosi ad esperienze vicine ai loro interessi. Ci stiamo preparando, il primo contatto con la scuola è stato molto positivo. Il lavoro concreto inizierà in settembre e sarà impegnativo, creativo…
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la piana di Jano

la piana di Jano

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Di seguito propongo brevi brani per dare un’idea più precisa di quanto la nostra esperienza ha prodotto. Bellissima, gioiosa esperienza, possibile solo tra donne.

Abbiamo diviso gli scritti in passeggiate. Abbiamo voluto inserire anche un capitolo sulla Memoria.

Così Carmela Gardini, anche lei del nostro gruppo, attiva nel’ANPI di Sasso Marconi, in uno dei suoi scritti afferma:

“…Le colline sono rimaste ferme ad osservare la dittatura del ventennio, hanno accolto a Iano proprio dietro alla Torre la salma dell’antifascista Emilio Bassi, ucciso da una squadraccia fascista nel 1921 davanti ai suoi bambini.

Iano è magico, tutto è come allora e come molti secoli prima. Lungo la via che porta a Ca’ di Ferro incontriamo oggi sulla destra un ovale storico (1–2), proprio dietro la Torre, per aggiungere un elemento di appartenenza a chi passa e per raccontare di Emilio.

Le colline sono rimaste ferme quando è scoppiata la guerra nel 1940, non si sono mosse quando i loro giovani figli sono stati mandati al fronte e non le hanno più curate, lasciando le donne e i vecchi a coltivarle nello stento e nella miseria. Poi le ferite delle bombe, dei cannoneggiamenti e quei giovani lontani fatti prigionieri da alleati vecchi e nuovi…”

Attraversando il paese, in un viaggio turistico virtuale, Giulia Ferraresi scrive tra l’altro: “La prima volta che ebbi modo di guardarmi intorno con calma, mi aspettavo un paese di montagna; per me, nata e cresciuta nel ferrarese, enne metri sopra il livello del mare significava letteralmente un’altura.

Invece mi trovai una tranquilla ed ordinata cittadina in uno stile urbano misto che può avere varie sfaccettature, ma non certo quella montanara. Mi piacque e mi ha sempre colpito molto la piazza principale, con la chiesa al centro, e poi la biblioteca, il comune, la farmacia, i bar e i negozi. Mi sembrava la piccola città ideale di solito riprodotta nei libri di inglese dove, per insegnarti le preposizioni di spazio, c’era spesso la chiesa “near” la biblioteca o “just in front of thefarmacia. Inoltre è così comodo dire: “vado in centro”, perché tutti sappiano esattamente dove vai e quale possa essere il raggio delle tue commissioni…”
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sasso marconi

sasso marconi

E Letizia Obertis si ferma nella piazza al centro del paese::

Quella che mi circondava non era una piazza , era “la“ piazza, l’archetipo della piazza come stava nei ricordi della mia infanzia….

Chiusi gli occhi un momento e su quella piazza c’era la bambina di tanti anni prima: tracciata col gesso sulle lastre di ardesia c’era una sagoma rettangolare suddivisa in quadrati e sormontata da una mezzaluna, io saltavo su un piede solo da uno spazio all’altro, bene attenta a non pestare le righe, pena la squalifica. Era una gara di abilità e precisione in cui non era permesso barare. Le voci dei miei coetanei si accalcavano nella memoria: “Dai, adesso tocca a me, non spingere” e “Via da lì” ai piccoli che si intrufolavano, curiosi e maldestri. La piazza ci proteggeva, era il nostro spazio sicuro, il paese tutto ci proteggeva.

E seduta su quella panchina quel giorno di maggio, riprovai la stessa sensazione di sicurezza e come di appagamento: “Sono tornata a casa”…”

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sasso marconi-badolo

sasso marconi -badolo25

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Poi passando ai dintorni di Sasso scrive tra l’altro Arianna Gaspari:

Magico! E’ stato il mio primo pensiero alla vista di questa meravigliosa valle: piccola, nascosta, verdeggiante, magicamente unica. Seguendo un tortuoso sentiero che si perde nel bosco si arriva nel suo cuore pulsante, una cascata che scende dal “Balzo dei Rossi”, il primo tratto del Contrafforte Pliocenico, e si tuffa nel ruscello, che attraversa la vallecola fino a sfociare nel Reno. Le sensazioni che emana questo luogo sono singolari: ci si sente protetti guardando le alte pareti di arenaria che lo circondano, sembrano abbracciarti, ma nello stesso tempo se ne ha timore e rispetto, come se si fosse di fronte a qualcosa a noi ignoto e di cui non possiamo comprendere tutto.
Ed è uno scrigno… E ogni scrigno nasconde dei segreti.
Alla base di una delle pareti, guardando attentamente, c’è un’apertura, stretta e alta quanto un uomo, che porta in una specie di grotta. Entrando, dopo qualche metro, ci si trova davanti ad un altro foro. Non è comodissimo oltrepassarlo; con una mossa degna di un contorsionista lo si riesce a scavalcare e si arriva nel cuore segreto di questo luogo: si è all’interno dell’acquedotto romano. Quest’opera, risalente al periodo augusteo (in particolare all’ultimo ventennio del I sec. a.C.) e che ancora oggi rifornisce la città di Bologna, ebbe un periodo di declino durante i secoli tardo-antichi e medievali, fino a quando, nel Duecento, vennero promosse alcune opere di riattivazione da parte del Comune di Bologna, che però riguardarono solo il percorso vicino al suo territorio, non comprendendo quindi tutta la parte iniziale e centrale dell’opera. Nel Settecento grazie alle ricerche effettuate dal Calindri l’acquedotto ritornò a suscitare l’interesse dei bolognesi, ma solo nel 1881 finirono i lavori, iniziati un ventennio prima, per la riattivazione totale dell’acquedotto da Sasso Marconi, alla confluenza fra il Setta e il Reno, fino a Bologna. I lavori vennero affidati nel 1862 ….

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sasso marconi- balzo dei rossi

“Balzo dei Rossi

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Prossimamente su CARTESENSIBILI altri brani della nostra Guida, altre notizie su Guide di donne nate e che nasceranno

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https://cartesensibili.wordpress.com/2014/03/05/sasso-marconi-una-guida-sentimentale-luoghi-storie-e-paesaggi-raccontati-dalle-donne-vittoria-ravagli/

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La “Guida sentimentale di Sasso Marconi – Le donne raccontano: luoghi, storie, paesaggi” può essere richiesta agli uffici di Infosasso – Sasso Marconi:   051 6758409 – info@infosasso.it

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3 pensieri su “TEMPIQUIETI- Vittoria Ravagli: UNA GUIDA PARTICOLARE

  1. c’è qualcosa di particolare nello sguardo, nel porgere i luoghi e i loro suoni, i profumi perché la memoria è un’essenza composita, non basta sapere la storia, questa è composta di persone di natura diversa e luoghi che hanno caratteristiche particolari che modificano le persone. Grazie a tutte le autrici per questa guida. f

  2. Pingback: QUANDO NASCO LA MIA TERRA- LE GUIDE ELABORATE DALLE DONNE- Centro Documentazione Donne- Bologna | CARTESENSIBILI

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