Groundunderthirty- Veevera:Traduzioni un po’ da qui e un po’ da là cercando Warsan Shire.

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Ovunque, nei siti frequentati dai più giovani, dove ormai sono arrivati anche i meno giovani, si trovano poesie da tutto il mondo e in tutte le lingue anche se, ovviamente, l’inglese fa da padrone. E dunque, per la mia gioia e quella di alcune altre persone che conosco (sentiamo la stessa gioia ad incontrare altre lingue e linguaggi, deve essere… una malattia di famiglia!) porto anche a voi quanto mi è piaciuto e ho trovato ora qui ora là nelle diverse pagine di tumblr, wordpress e african poetry prize. Spero di non aver fatto troppi sbagli e di non aver prodotto “anomalie” spazio… temporali! Questo mio breve sguardo si è tuffato nella ricca produzione di un’autrice giovanissima che amo particolarmente: Warsan Shire, che in Italia solo da poco ha iniziato a farsi conoscere. Buona lettura e…fatemi sapere!

Veevera

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“I have my mother’s mouth and my father’s eyes; on my face they are still together.”
Teaching My Mother How To Give Birth, Warsan Shire

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“Ho la bocca di mia madre e gli occhi di mio padre; sul mio viso sono ancora insieme.
Ho insegnato a mia madre a partorire, Warsan Shire

 

 

*

He tells you that no man can live up to the one who lives in your head.

And you tried to change, didn’t you?
 Closed your mouth more,
 tried to be softer,
 prettier.
 Less volatile, less awake,
 but even when sleeping you could feel
him traveling away from you in his dreams.

So what did you want to do love?
 Split his head open?

You can’t make homes out of human beings,
someone should have already told you that.

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Lui ti dice che nessun uomo può essere all’altezza di colui che vive nella tua testa.

E hai cercato di cambiare, non è vero? Hai tenuto chiusa la bocca spesso, cercato di essere più accondiscendente, più carina. Meno volatile, meno sveglia, ma anche quando lui dorme potresti sentire che lui sta viaggiando lontano da te nei suoi sogni.

Allora, cosa volevi fare l’amore? spaccata la sua testa è aperta?

Non si può costruire case di fuori dall’essere umano,
qualcuno avrebbe dovuto avertelo già detto .

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It’s not my responsibility to be beautiful. I’m not alive for that purpose. My existence is not about how desirable you find me

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Non è mia responsabilità l’essere bella. Non sono viva per tale scopo. La mia esistenza non si basa su quanto  tu mi trovi desiderabile.

*

You can’t make homes out of human beings. Someone should’ve already told you that. And if he wants to leave, then let him leave.

You are terrifying and strange and beautiful. Something not everyone knows how to love

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Non si possono costruire case al di fuori di ciò che è l’essere umano. Qualcuno dovrebbe avertelo già detto . E se lui vuole andarsene,  lascialo andare.

Tu sei terribile e strana e bella. Qualcosa che non tutti sanno come amare.

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java suberg

java suberg.

how far have you walked for men who’ve never held your feet in their laps?
how often have you bartered with bone, only to sell yourself short?
why do you find the unavailable so alluring?
where did it begin? what went wrong? and who made you feel so worthless?
if they wanted you, wouldn’t they have chosen you?
all this time, you were begging for love silently, thinking they couldn’t hear you, but they smelt it on you, you must have known that they could taste the desperate on your skin?
and what about the others that would do anything for you, why did you make them love you until you could not stand it?
how are you both of these women, both flighty and needful?
where did you learn this, to want what does not want you?
where did you learn this, to leave those that want to stay?

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quanto lontano hai camminato per gli uomini che non hanno mai tenuto i tuoi piedi in grembo?
quante volte hai barattato le tue ossa, solo per vendere facilmente te stessa ?
perchè trovi l’indisponibile così allettante?
dove è cominciato? cosa è andato storto? e chi ti ha fatto sentire così inutile?
se volessero te, non avrebbero scelto te?
tutto questo tempo, hai chiesto elemosine d’amore in silenzio, pensando che non potevano sentirti, ma puzzavano su di te, avresti dovuto sapere che avrebbero potuto gustare disperatamente il contatto con la tua pelle?
e che dire degli altri che farebbero qualsiasi cosa per te, perché hai fatto l’amore con loro fino a quando non si poteva più sopportarlo?
come state entrambe voi donne, sia quella volubile che quella bisognosa?
dove hai imparato tutto ciò, a volere ciò che non ti vuole?
dove hai imparato tutto ciò, per lasciare coloro che vogliono rimanere?

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What We Have

Our men do not belong to us. Even my own father, left one afternoon, is not mine. My brother is in prison, is not mine. My uncles, they go back home and they are shot in the head, are not mine. My cousins, stabbed in the street for being too —– or not —– enough, are not mine.

Then the men we try to love, say we carry too much loss, wear too much black, are too heavy to be around, much too sad to love. Then they leave and we mourn them too. Is that what we’re here for? To sit at kitchen tables, counting on our fingers the ones who died, those who left and the others who were taken by the police, or by drugs, or by illness or by other women. It makes no sense. Look at your skin, her mouth, these lips, those eyes, my God, listen to that laugh. The only darkness we should allow into our lives is the night, and even then, we have the moon.

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Cosa c’è

I nostri uomini non ci appartengono. Anche mio padre, ci ha lasciato un pomeriggio, non è mio. Mio fratello è in carcere, non è mio. I miei zii, sono tornati a casa e si sono sparati in testa, non sono miei. I miei cugini, accoltellati in strada per essere troppo o meno basta, non sono miei.

Poi gli uomini che cerchiamo di amare, si dice portiamo troppa perdita, che indossiamo troppo nero, troppo pesanti per averci intorno, troppo tristi da amare. Poi se ne vanno e noi li piangiamo troppo. E’ per questo che siamo qui? Per sederci ai tavoli da cucina, contando sulle dita quelli che sono morti, quelli che ci hanno lasciato e gli altri che sono stati presi dalla polizia, o dalle droghe o da malattia o da altre donne. Non ha senso. Guarda la tua pelle, la bocca, queste labbra, quegli occhi, mio Dio, ascolta quella risata. L’unico buio che dovremmo permettere nella nostra vita è la notte, e anche allora, aabbiamo la luna.

*

Beauty

My older sister soaps between her legs, her hair
a prayer of curls. When she was my age, she stole
the neighbour’s husband, burnt his name into her skin.
For weeks she smelt of cheap perfume and dying flesh.

It’s 4 a.m. and she winks at me, bending over the sink,
her small breasts bruised from sucking.
She smiles, pops her gum before saying
boys are haram, don’t ever forget that.

Some nights I hear her in her room screaming.
We play Surah Al-Baqarah to drown her out.
Anything that leaves her mouth sounds like sex.
Our mother has banned her from saying God’s name.

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bellezza

Mia sorella maggiore si insapona tra le gambe, i suoi capelli
una preghiera di riccioli. Quando aveva la mia età, ha rubato
il marito alla vicina, ha bruciato il suo nome nella sua pelle.
Per settimane lei puzzava di profumo a buon mercato e carne morta.

Sono le 4:00 e lei mi strizza l’occhio, piegando sopra il lavandino,
i suoi seni piccoli lividi  per essere stati succhiati.
Sorride, scoppia la sua gomma prima di dire
i ragazzi sono haram (proibiti), non dimenticatevelo mai.

Certe notti la sento nella sua stanza che urla.
Noi cantiamo Sura Al-Baqara per tirarla fuori.
Tutto ciò che esce dalla sua bocca sa di sesso.
Nostra madre le ha vietato di dire il nome di Dio.

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Your Mother’s First Kiss

The first boy to kiss your mother later raped women
when the war broke out. She remembers hearing this
from your uncle, then going to your bedroom and lying
down on the floor. You were at school.

Your mother was sixteen when he first kissed her.
She held her breath for so long that she blacked out.
On waking she found her dress was wet and sticking
to her stomach, half moons bitten into her thighs.

That same evening she visited a friend, a girl
who fermented wine illegally in her bedroom.
When your mother confessed I’ve never been touched
like that before, the friend laughed, mouth bloody with grapes,
then plunged a hand between your mother’s legs.

Last week, she saw him driving the number 18 bus,
his cheek a swollen drumlin, a vine scar dragging itself
across his mouth. You were with her, holding a bag
of dates to your chest, heard her let out a deep moan
when she saw how much you looked like him.

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Il primo bacio di tua madre

Il primo ragazzo che ha baciato tua madre in seguito violentò le donne
quando  scoppiò la guerra. Lei ricorda di aver sentito tutto ciò
da suo zio, poi andando nella tua stanza e cadendo
giù sul pavimento. Eri a scuola.

Tua madre aveva sedici anni quando lui la baciò.
Lei trattenne il respiro per così tanto tempo che svenne
Al risveglio ha trovato che il suo vestito era bagnato e incollato
al suo stomaco, morsi come mezze lune tra le cosce.

Quella stessa sera ha visitato un’ amica, una ragazza
che  fermentava il vino illegalmente nella sua camera da letto.
Quando tua madre ha confessato Non mi ha mai toccato
così  prima, l’amica rise, la bocca sanguinante d’ uva,
poi ha immerso una mano tra le gambe di tua madre.

La scorsa settimana, lei lo vide che guidava l’autobus numero 18,
la  guancia gonfia come una collina, una cicatrice della vite
sulla bocca. Tu eri con lei, stavi con un sacchetto
di date sul tuo petto, l’hai sentita emettere un profondo gemito
quando ha visto quanto gli somigliavi.

*

Things We Had Lost in the Summer
(on FGM)

The summer my cousins return from Nairobi,
we sit in a circle by the oak tree in my aunt’s garden.
They look older. Amel’s hardened nipples push through
the paisley of her blouse, minarets calling men to worship.
When they left, I was twelve years old and swollen
with the heat of waiting. We hugged at the departure gate,
waifs with bird chests clinking like wood, boyish,
long skirted figurines waiting to grow
into our hunger.

My mother uses her quiet voice on the phone:
Are they all okay? Are they healing well?
She doesn’t want my father to overhear.

Juwariyah, my age, leans in and whispers
I’ve started my period. Her hair is in my mouth when
I try to move in closer– how does it feel?
She turns to her sisters and a laugh that is not hers
stretches from her body like a moan.
She is more beautiful than I can remember.
One of them pushes my open knees closed.
Sit like a girl. I finger the hole in my shorts,
shame warming my skin.

In the car, my mother stares at me through the
rear view mirror, the leather sticks to the back of my
thighs. I open my legs like a well-oiled door,
daring her to look at me and give me
what I had not lost: a name.

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Cose che avevamo perso in estate
(MGF)

L’estate  i miei cugini  ritornano da Nairobi,
ci sediamo in cerchio  sotto la quercia nel giardino di mia zia.
Sembrano vecchi. I capezzoli rigidi di Amel spingono attraverso
la camicetta stampata paisley, i minareti chiamano gli uomini al culto.
Quando se ne andarono, avevo dodici anni ed ero piena
di emozione per l’ attesa. Ci siamo abbracciati al cancello di partenza,

derelitti con  ceste di uccelli che tintinnano come il legno, fanciulli,
figurine a lungo sfiorate nell’ attesa di crescere
nella nostra fame.

Mia madre parla tranquilla al telefono:
Sono tutti d’accordo? Stanno tutti  bene?
Lei non vuole che mio padre senta.

Juwariyahla mia stessa età, si china e sussurra
Ho iniziato il mio ciclo. I suoi capelli sono sulla mia bocca quando
cerco di concludere come ci si sente?
Si gira verso le sue sorelle e una risata  non sua
si estende dal suo corpo come un lamento.
Lei è più bella di quanto io possa ricordare.
Una di loro spinge le mie ginocchia  aperte e le chiude.
Sedetevi come una ragazzaHo un buco di un dito nei miei pantaloncini,
la vergogna mi fa arrossire la pella .

In macchina, mia madre mi fissa attraverso
lo specchietto retrovisore, la pelle mi si attacca al sedere.
Apro le gambe come una porta ben oliata,
sfidandola a guardare e mi danno
quello che non avevo perso: un nome

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Maymuun’s Mouth

Maymuun lost her accent with the help of her local Community College. Most evenings she calls me long distance to discuss the pros and cons of heating molasses in the microwave to remove body hair. Her new voice is sophisticated. She has taken to dancing in front of strangers. She lives next door to a Dominican who speaks to her in Spanish whenever they pass each other in hallways. I know she smiles at him, front teeth stained from the fluoride in the water back home. She’s experiencing new things. We understand. We’ve received the photos of her standing by a bridge, the baby hair she’d hated all her life slicked down like ravines. Last week her answering machine picked up. I imagined her hoisted by the waist, wearing stockings, learning to kiss with her new tongue.

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La bocca di Maymuun

Maymuun ha perso il suo accento con l’aiuto del suo Community College locale. Quasi tutte le sere mi chiama da lontano per discutere i pro e i contro della cottura della melassa  nel forno a microonde per eliminare i peli del corpo. La sua nuova voce è sofisticata. Ha preso a ballare di fronte agli estranei. Vive accanto a un domenicano che si rivolge a lei in spagnolo ogni volta che s’incontrano nei corridoi. So che gli sorride, i denti anteriori macchiati dal fluoruro nell’acqua dietro casa. Sta sperimentando cose nuove. Si capisce. Abbiamo ricevuto le foto di lei in piedi su un ponte,  i capelli del bambino che aveva odiato per tutta la vita tirati giù come rapide. La settimana scorsa prese la sua segreteria telefonica . L’ho immaginata issata per la vita, che indossava calze, mentre imparava a baciare con la sua nuova lingua.

*

Ugly  

Your daughter is ugly.
She knows loss intimately,
carries whole cities in her belly.

As a child, relatives wouldn’t hold her.
She was splintered wood and seawater.
She reminded them of the war.

On her fifteenth birthday you taught her
how to tie her hair like rope
and smoke it over burning frankincense.

You made her gargle rosewater
and while she coughed, said
macaanto girls like you shouldn’t smell
of lonely or empty. 

You are her mother.
Why did you not warn her?
hold her like a rotting boat
and tell her that men will not love her
if she is covered in continents,
if her teeth are small colonies,
if her stomach is an island
if her thighs are borders?

What man wants to lie down
and watch the world burn
in his bedroom?

Your daughter’s face is a small riot,
her hands are a civil war,
a refugee camp behind each ear,
a body littered with ugly things.

But God,
doesn’t she wear
the world well

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Brutta

Tua figlia è brutta.
Lei conosce la perdita intimamente,
porta intere città nel suo ventre.
Come un bambino, i parenti non avrebbero voluto tenerla.
Lei era  il legno scheggiato e l’acqua di mare.
Lei faceva ricordare loro la guerra.
Al suo quindicesimo compleanno le hai insegnato
come legare i capelli come la corda
e ad affumicarli sopra l’incenso che brucia.
Hai fatto il suo gargarismo all’acqua di rose
e mentre lei tossiva, hai detto
che tesori di ragazze come te non hanno odore
di solitudine o vuoto.

Tu sei sua madre.
Perché non l’hai avvertita?
tenerla come una barca in disarmo
e dirle che gli uomini non la amano
se lei è coperta di continenti,
se i suoi denti sono piccole colonie,
se il suo stomaco è un’isola
se le cosce sono confini?
Cosa vuole  l’uomo  per sdraiarsi
guardando il mondo che brucia
nella sua camera da letto?
Il viso di tua figlia è una piccola sommossa,
le sue mani sono una guerra civile,
un campo profughi dietro ogni orecchio,
un corpo disseminato di brutture.
Ma Dio,
non si usura
il bene del mondo.

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RIFERIMENO IN RETE

http://www.africanpoetryprize.org/winning-poems

The Brunel University African Poetry Prize

 

9 Comments

  1. sì, un lavoro interessante. ci devo tornare con calma.
    grazie.
    (anche per le immagini che Fernanda accosta sempre con un occhio particolarmente attento.)

  2. leggerla cresce sempre più la mia dipendenza da lei. Ed è così giovane. Queste traduzioni sono preziose, grazie.

  3. ringrazio tutte per la lettura e per la comprensione.Non sono una traduttrice…ho solo appreso, o per meglio dire preso un male di famiglia!
    vi abbraccio da qui dove il mare brilla anche con un cielo grigio verde
    veevera

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