Aurora Castro- Poesie

Proponiamo in anteprima una raccolta di poesie, di prossima pubblicazione, inviateci da Aurora Castro. La scrittura incide e solleva ciò, che sembra nascondersi porge la sua essenza.Viva, carica di energia, la parola trasmette qualcosa che ciascuno ha in sé, quasi a travalicare le sillabe delle letture, invitandoci ad afferrare le forze più antiche e segrete che ancora ci ritrasmettono spazio e nel tempo, in un guscio embrione dove la vita si riscrive.

f.f.
.

java suberg

 java suberg 3a

.

I

Mi sono spaccata
come un’onda
la mia carne
nella sua carne
un colpo d’erba
oblio
l’altra foce del vento

non ho aria per dire
volo per il sangue
ma questo seno aperto
il latte dei morti.

Dopo solo dopo

canne nere
e fiori immobili

inchiodo i passi
dove il verde ci scarna
dal suono

nessun riparo
sotto l’acqua
le alghe
ci coprono
i polsi
ci fondono
agli argini
sulle rocce.

Mio figlio
ha gli occhi aperti
con le mani trasfonde
segni su segni
questo vuoto della forma

la natura che mi impera
ha un nome freddo
ciò che incastra le correnti
oltre il fuoco
ogni bocca diafana
lambisce in superficie
il centro perfetto dell’inverno.

.

java suberg

 java suberg 001

II

La marea mi chiude i fianchi
questo parto di sale
ascende come un canto

intreccio un’ala
alta e oscura
un colpo
sul suolo
amore con un colpo
cedo alle stelle
al riflesso del fiume
per ogni rosa in seno

un colpo mi ha scavata.

Non sento

metà delle ossa
hanno un altro freddo

si incurvano le spighe
amore che resti
orizzonte intatto
occhio fiorito
dall’inferno.

 .

java suberg

 java suberg c

 .

III

Dammi l’insieme
la pioggia risuona
il fischio rotto dell’oceano
come un’estasi
ci ferisce
quando torniamo mossi
dalle rive

le fibre più occulte
delle foglie
incatenano
arene e rami
gli alberi rossi
attraverso il mare

la scia si gonfia
infrange
ogni superficie muta
nel fuoco.

Ascolta questa colpa
mi segue
senza eco
lunare
si ferma al vertice
sui fiori pallidi
una rosa d’acqua
trattenuta sulle labbra.
Ogni goccia
si fa sorgente
frantuma
cede sotto terra
la luce pura dei campi.

.

 java suberg

java suberg14

 .

IV

Sono falene
che rompono
la superficie
o fili nevralgici

sono volo
e lasceremo la città alle spalle

mi spoglio
dove la luna
filtra
verde e verde
sono un’altra donna.

Parlami ancora
per miglia
una chiglia
sbanda
luce

anemoni
fioriscono
ai miei piedi

ascolta
qualcosa
di santo
cresce
dal tuo respiro
di latte e vene.

 .

  java suberg

Jaya Suberg02

 .

 V

Non c’è folla
non aspettarti
che un passaggio
ameno

ci incurviamo
per ore
su lati
impuri come ombre

conosciamo
ogni spada
tempo
ogni squarcio maledetto
ci rivolta

vedi?
corolle
aprono sangue
il mio petto
nudo e bianco.

Vivo
questi fiori muti
e il faro
accende
spegne
un’orazione

l’ultima rotta.

 

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