TRASMISSIONI DAL FARO N.66 – A.M.Farabbi: Prima o poi. Poesie di Gabriella Maleti

 

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fari del mondo

 

Esco dalla giornata con questo libro in mano come una ricchezza trovata, mangiata, bevuta. Sei anni di lavoro per quest’opera, dal 2007 al 2013. Gabriella Maleti è nata a Marano sul Panaro (MO) nel 1942. Artista a tutto campo: fotografa, autrice di video, film, documentari e video d’arte, narratrice, poeta. Dal 1984, con Mariella Bettarini, cura le Edizioni Gazebo, lavorando pure nella redazione della rivista l’area di Broca. Queste pochissime coordinate bastano per far intuire una personalità artistica complessa, non abbastanza elogiata, non sufficientemente illuminata per qualità, rigore, onestà intellettuale.
Gabriela Maleti canta qui la sua verticale nell’abisso, partendo dalle radici familiari, passo a passo, fino agli attimi del presente. Nessuna retorica, niente sentimentalismo. La limpidità cruda e tensiva della sua penna scrive con precisione il sangue di ogni carneficina vissuta tra un respiro e l’altro, tra la ritmica delle domande a fuoco vivo in cui l’io è stato interrogato, impallinato, assassinato e risorto.
Entriamo in un arco di vita cantata, girata come un cerchio di compasso appoggiato sulla punta del proprio ago esistenziale. Il verso è libero, originale.
Finalmente una poesia che esce da un lirismo fine a sé stesso, spogliata di ornamenti e bigiotterie ammiccanti, precipitata sui fondali della vita per urgenza di fare somme, sottrazioni, significati, bilance di vuoti e di pani, per questione sempre di vita e di morte. Corpo a corpo, dunque, con vita e con morte, con la sorella luminosa e con quella cinerina.
I ritratti del padre e della madre si stagliano, tra strappi e amara conciliazione, riverberando nel pozzo del cuore e tra le tempie come presenze fondamentali da cui imparare e prendere misura. Misurarsi in permanenza fino allo scorticamento, fino alla soglia dell’estinzione. Risanarsi poi per forza e forza d’inerzia, tornando al canto, con concentrazione, rigore, passione.
Gabriella Maleti ascolta con orecchio assoluto il proprio battito cardiaco e lo canta con disincanto, con umiltà che mantiene dignità e identità. Forte identità, mentre espone fragilità scoperchiate e tremore. L’io cantato diventa quello di tutti. E’ il nostro. La voce di Maleti non permette fughe e nostalgie né fantasticherie, mai cedimenti verso un facile autobiografismo lamentoso e sentimentale.
Tre gradini per scendere nel mondo vegetale come risorsa esistenziale, studio, meditazione, confronto, esercizio della meraviglia, insegnamento silenzioso della sapienza. Il piccolo, infinito, quadrato della terrazza, è dimora di energia: piante, semi, fiori, foglie, colori, fiori, resine, odori. E’ il polmone profondo, salvifico. L’artista compara la propria vita così, assimilando. Con intensità e tenerezza, colloquia intimamente con quel linguaggio non verbale, immersa in una quiete vegetale dentro cui abitare la minima tregua interiore.
Il libro va comprato. Va diffuso.

anna maria farabbi

 

 

Prima_o_poi_Gabriella_Maleti

Gabriella Maleti, Prima o poi- Gazebo 2014

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6 pensieri su “TRASMISSIONI DAL FARO N.66 – A.M.Farabbi: Prima o poi. Poesie di Gabriella Maleti

  1. Cara Anna Maria,
    che grande dono questa tua nota critica per il mio libro! te ne ringrazio sentitamente, mentre colgo l’occasione per inviarti un affettuoso augurio e un abbraccio
    Gabriella

  2. Pingback: Ricordando Gabriella Maleti | CARTESENSIBILI

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