Quando dentro la memoria- due poeti da oriente: Jalal alDin Rumi e Shams o-Dīn Moḥammad Ḥāfeẓ

.

 

Quando io sono in Amore, mi vergogno
di tutto cio’ che ho potuto dire a proposito dell’Amore.

 

 

COSA SARO’

Più e più volte sono cresciuto come erba,
ho sperimentato settecento e settanta forme.
Morto alla mineralità divenni vegetale,
morto alla vegetalità divenni animale,
morto all’animalità divenni uomo.
Perché allora paventare la dispersione nella morte?
La prossima volta morirò generando ali e piume di angelo;
poi salendo più in alto degli angeli
sarò quello che voi non riuscite ad immaginare:
quello io sarò.

*

POLVERE SULLO SPECCHIO

La Vita/Anima è come uno specchio nitido, il corpo è la polvere che lo ricopre.
Non si distingue la bellezza che è in noi perché siamo sotto la polvere

Quando smetterai di adorare ed amare la brocca?
Quando comincerai a cercare l’acqua?

L’usignolo è venuto nel giardino, e i corvi sono fuggiti;
andiamo insieme nel giardino, luce degli occhi miei.
Come il giglio e la rosa sbocciamo nell’estasi;
come l’acqua che corre corriamo da giardino a giardino.

Non puoi contemplare la pala del mulino
senza guardare l’acqua che la muove.

*

POEMA DEGLI ATOMI

Oh giorno, sorgi!
Gli atomi danzano,
le anime, perdute nell’estasi, danzano.
All’orecchio ti dirò
dove la loro danza li conduce.
Tutti gli atomi nell’aria e nel deserto
la sentono bene, come se fossero inebriati.
Ogni atomo, felice o miserabile,
è innamorato del Sole,
di cui nulla può esser detto.

Jalal alDin Rumi

 .

dmitry konradt

dmitry konradt.

Ascolta, o cuore dalle facili illusioni
(ruy benmay-o vojud-e khodam az yad bebar)

Mostra il tuo volto
e lascia che si trascini nell’oblio
la mia esistenza,
e fa che la porti via con sé il vento
la casa di chi ha in fiamme il petto.

Lascia che l’impeto del petto
nella Parside estingua del Tempio del Fuoco
le fiamme,
e dagli occhi scorrano sul viso
le acque del Tigri
di Baghdad.

Cedemmo il cuore e gli occhi, noi,
alla tempesta della rovina,
lascia allora che scorra il torrente
di dolore
e che sradichi le fondamenta della casa.

Chi potrà mai annusare
i suoi capelli di pura ambra,
che vano incanto!
Ascoltami, o cuore dalle facili illusioni,
e lascia che si estinguano dalla memoria
queste pallide parole.

Che trionfi la sorte del Vecchio dei Magi,
tutto il resto è cosa effimera,
che spariscano gli altri
e dimentichino il mio nome.

Non giungerai mai ad alcun luogo
per questa via
senza esserti misurato con lo sforzo,
rispetta devotamente il Maestro
se vuoi raggiungere l’onore cui aneli.

Il giorno della mia morte
per un respiro
concedimi la promessa dell’incontro,
e poi
accompagnami alle lastre del sepolcro,
io, serenamente libero.

– Ti ucciderò prima o poi
con le mie lunghe ciglia –
mi diceva ieri sera,
o Signore, spazza via dal suo animo
questi pensieri di terrore.

Pensa, Hafez,
al corpo sottile
dell’animo dell’amico,
e porta via dalla sua soglia
lo strepito di questo lamento.

Khāje Shams o-Dīn Moḥammad Ḥāfeẓ-e Shīrāzī

Traduzione  Domenico Ingenito

.

Riferimenti in rete
http://www.absolutepoetry.org/Hafez-Ascolta-o-cuore-dalle-facili

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