IL SUB- Valeria Serofilli

cinzia marotta

cinzia marotta

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“L’inconscio è un particolare regno della psiche
con impulsi di desiderio propri, con una propria
forma espressiva e con propri meccanismi psichici
che non vigono altrove”.
S.FREUD, Introduzione alla psicoanalisi,1915/32

La Sarda la chiamavo, la mia compagna d’Università con cui studiavo Lettere e Teatro. Conviveva, e per quel periodo non era così usuale tanto che altre mie amiche mi chiedevano- Ci hai studiato insieme? E’ vero che ha il letto matrimoniale nella stessa stanza vicino alla scrivania?-. E la Sarda, con quel suo parlare preciso, essenziale, ben scandito,  senza saperlo mi rivelò la più grande delle verità: – di giorno litighiamo, peggio, non mi guarda; la notte però mi cerca. –
Ne è passato di tempo. In quest’ultimo periodo di giorno litigavamo, peggio, non mi guardava; la notte però mi cercava.
Poi nel buio alcune sue parole tra l’interrogazione e la discolpa, come svelare un segreto, mettermi al corrente di un qualcosa d’importante.
Perché l’uomo è antico. Ma io non gli diedi peso. Poi lo strappo definitivo, perché una donna dovrebbe capire da sola quando è il momento della scissione da tanti piccoli infiniti indizi, ed io non l’avevo capito. Forse perché in fondo non lo era, la fine. Perché l’amore vero va “oltre”: e dopo giorni eterni il tuo richiamo forte – ”La casa senza di te non ha senso né vita. E non solo la casa”- e quella canzone con dedica speciale.
Sono tornata.
E la notte il sub, piccola anima errabonda, mi ha chiesto scusa con un bacio e un dolce abbraccio. Per poi diventare di notte in notte sempre più acceso.

E mentre rifletto se il campo d’esperienza dell’inconscio sia una realtà propria o vi influisca la quotidianità, mi trovo a chiedermi se succederà ancora che il giorno litighiamo, peggio non mi guardi, e che la notte però mi cerchi.
Ed a rispondermi – pazienza, la notte aspetterò il sub – o meglio – Attento amore, non dirò pazienza aspettando la notte il sub. –

Valeria Serofilli

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Secondo le più recenti ricerche il subconscio
sembra essere una specie di ghetto dei pensieri.
Ora molti di essi hanno nostalgia di casa.”
Karl Kraus, Di notte, 1918.

 

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