1 Comment

  1. Molto interessante: un foglio d’apertura, potrei dire (o, in altri termini: il piacevole e scontatamente necessario ritratto di questo eterno ricominciare che è la vita dello spirito).
    Dal mio piccolo mi sento di aggiungere solo una cosa: hegelianamente, facciamo che questo “io” – in quanto frutto di questo “tu” – sia, in prima battuta, semplicemente “questo qui”. Eccoti, ti vedo, sei ovvio, non ci sono questioni.
    E’ perché tu mi parli e nel parlarmi sei per me la parola, con tutta la sua generazione di spazi, con tutto il suo s-velare questo “io”, come giustamente dici, non come ente, ma come luogo e processo trascendente, che poi l'”io”, appena trovato, si smarrisce. Con esso, anche il tu. Di qui, la necessità di questo scriver-si.

    Comunque bello; appena avrò tempo leggerò il saggio completo sul tuo blog.

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