ULISSE (Il mio Ulisse)- Valeria Serofilli

antonio mora

antonio mora.

ULISSE
(Il mio Ulisse)

“Felice come Ulisse chi ha varcato i mari,
o chi fino alla Colchide si è spinto, Giasone,
che poi tornando esperto e ricco di ragione
il tempo che gli resta si gode fra i suoi cari!”
J.Du Bellay, Les regrets

 

Fuori piove. Ma io a combattere la mia tempesta privata, il mio uragano personale con te,che mi prendi e mi lasci come l’onda che sbatte sullo scafo. Ulisse sirena, naufragio d’anime. O Adamo e la sua donna, dai tempi. Mi chiedono di scrivere, ma questa delusione blocca i miei sensi e la mente, mentre mi trovo a ragionare con la parte debole della testa, che viene chiamata cuore, con la viva convinzione che se tutti cominciassimo a pensare e decidere col cuore, l’intero universo ne trarrebbe giovamento.
Poi un lampo, uno squarcio di luce, un cambio di rotta: una telefonata ad aprire un nuovo mondo.
E torni da me, ed io a riprenderti ancora, perché anch’io ho tanto da farmi perdonare. Anche se mai quanto te. E’ che l’amore lo riconosci dall’odore e tu hai l’odore dell’uomo della mia vita, un po’ macchiato d’inchiostro e penna.
Quest’ultimo periodo abbiamo avuto grossi problemi, è vero, così accettando ogni compromesso che possa portare un qualche vantaggio, tra il vissuto e l’immaginato io in cucina a comporre inutili poesie e racconti dalla brevità calviniana, e tu romanzi nella camera da letto.
E a sprazzi riemerge la nostra storia, mentre sempre più labili i confini tra dentro e fuori, coscienza frammentaria di una unione. Ed è ancora poesia.
Ora e da ora , con te, sarà un nuovo viaggio. Riprende il volo d’Icaro, ma con ali che non siano di cera, che non si sciolgano al fuoco di nuove passioni: basi più solide per nuove fondamenta.
Così ti dico – Buon viaggio, mio Ulisse – .
Con l’augurio, più che altro a me stessa, che tu sia un Ulisse omerico, che torna a casa dopo il varco delle colonne d’Ercole, e non dantesco, a perdersi nell’illimitato.

Valeria Serofilli

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Un pensiero su “ULISSE (Il mio Ulisse)- Valeria Serofilli

  1. L’Odissea, il canto e il racconto di Ulisse, è l’archetipo di ogni testo, luogo di partenza e di ritorno di ogni esperienza umana vissuta e narrata.
    Anche a livello tematico il ritorno è il nucleo di questo coinvolgente racconto di Valeria Serofilli. Ulisse riesce ad affrontare insidie feroci, ciclopi, mostri e bufere, solo grazie al pensiero di Itaca e di Penelope. Sopravvive a innumerevoli insidie perché ha dentro di sé, ad ogni passo, l’idea e la sete del ritorno. Ulisse ha senso e vita solo se sussiste la possibilità di rivedere Itaca e Penelope. Senza di loro il folle eroe è morto, e i Proci possono davvero sghignazzare trionfanti. Ma l’amore è più forte della violenza, della sopraffazione e perfino del Fato. Ulisse ritorna alla sua Itaca, riabbraccia la sua unica e vera Penelope, e tutto il sudore e la fatica del viaggio trovano senso e compimento.

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