Anna Maria Curci- traduzione e lettura da “Maremarmo”

joselito sabogal- el minotauro mira y ve

joselito sabogal- El Minotauro mira y ve .

alla fine sempre adesso
lei è lì e non è più lei
del linguaggio l’enigma sciolto nel corpo l’essere
viva nel mondo e nodo dell’altro
lei nera con la stessa mano bianca e ferma
volata via né il volto è
se non un buio un’era
di marmo l’inarrivabile vena
oltre il passato il salto
un luogo violato nel silenzio di un passo lasciato
acqua avvelenata memoria che torna
e nessuno può berle quel baratro
l’alveo la radice secca da cui il futuro s’intreccia

Fernanda Ferraresso, da Maremarmo-  LietoColle 2014 ( p. 43)

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am Ende immer jetzt
sie ist dort und sie ist nicht mehr sie
das im Körper aufgelöste Rätsel der Sprache das lebendig
in der Welt und Knoten des anderen Sein
sie schwarz mit derselben weißen und festen weggeflogenen
Hand auch ist das Gesicht nichts anderes
als eine Düsternis eine Ära
aus Marmor die unerschwingliche Ader
über die Vergangenheit hinaus der Sprung
ein in der Stille eines verlassenen Schrittes geschändeter Ort
vergiftetes Wasser zurückkehrendes Gedächtnis
und keiner kann ihr jenen Abgrund trinken
der Schoß die trockene Wurzel aus der sich die Zukunft verflechtet

Fernanda Ferraresso da Maremarmo-  LietoColle 2014 ( p. 43)

traduzione in tedesco di Anna Maria Curci

 .

In “Maremarmo” di Fernanda Ferraresso, il canto, il grido, la parola che assume mandato e responsabilità, il detto, l’intuizione profetica, la riflessione, la denuncia, incisi nella pietra, intagliati nel legno, impressi nel metallo, sottratti alla furia degli elementi e alla sistematica azione di chi persegue innocuo oblio, affidati a un verso potente, formulano, con la pazienza di chi conosce il dolore e non lo nega, un quesito e un appello, non già di astratta, ma di vigile e concreta umanità a chi legge e chi ascolta. L’indifferenza non è data, si può scegliere se dare risposta concreta a quesito e appello e, a propria volta, di condividere mandato e responsabilità, di cercare strade e costruire ponti, lastricate le une e fabbricati gli altri anche, perché no, in altri idiomi.
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Anna Maria Curci

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maremarmo

Fernanda Ferraresso, MAREMARMO- LietoColle Editore 2014
lettera di Anna Maria Farabbi

in copertina- Joselito Sabogal, El sueño anómalo de Noe

Riferimenti in rete:

http://fernirosso.wordpress.com/2014/02/11/maremarmo-anteprima/

http://www.lietocolle.info/it/anteprime_editoriali_1.html

 

13 pensieri su “Anna Maria Curci- traduzione e lettura da “Maremarmo”

  1. Sto cominciando a leggere; sono appena entrata nel primo girone; l’inchiesta difficile quanto l’interrogazione (su una umanità che sembra tradire se stessa); non posso improvvisare alcun commento ora; drammatica cifra, purgatoriale (non voglio dire infernale perchè l’umanità di cui si denuncia indifferenza crudele potrebbe ancora salvare se stessa dall’oblio). Un’ apocalissi fredda (direbbe altra voce, G.G.) che implode, esplode, palpita, cercando un varco (verso la luce?)

  2. L’ha ribloggato su Unterwegse ha commentato:
    In “Maremarmo” di Fernanda Ferraresso, il canto, il grido, la parola che assume mandato e responsabilità, il detto, l’intuizione profetica, la riflessione, la denuncia, incisi nella pietra, intagliati nel legno, impressi nel metallo, sottratti alla furia degli elementi e alla sistematica azione di chi persegue innocuo oblio, affidati a un verso potente, formulano, con la pazienza di chi conosce il dolore e non lo nega, un quesito e un appello, non già di astratta, ma di vigile e concreta umanità a chi legge e chi ascolta. L’indifferenza non è data, si può scegliere se dare risposta concreta a quesito e appello e, a propria volta, di condividere mandato e responsabilità, di cercare strade e costruire ponti, lastricate le une e fabbricati gli altri, anche, perché no, in altri idiomi.
    .
    Anna Maria Curci

  3. ho solo dato un segno a una voce molteplice che pare non trovare ascolto presso chi invece dovrebbe meglio comprendere il guasto che si porta dentro e addosso a causa di una mancata coralità umana.Grazie per allargare difendere e diffondere quelle voci. f

  4. sento un dolore così grande che non trovo parole. Leggo e rileggo. Poi le parole verranno.

  5. sono qui a ringraziare Anna Maria per la sua consegna, in voce, così puntuale e feconda e dico ancora il mio grazie a Fernanda per averci portato in viaggio, un lungo e oscuro viaggio, impenetrabile con occhi sonnolenti che ci pone al bivio di noi stessi, voci ugualmente sole e tragiche, “scene di uno stesso luogo”.

  6. per scriverlo mi sono messa nel “ghiaccio” perché il tempo trascorso lì, dentro il marmo, toglie parola e forza mentre invece c’era necessità di sguardo e di apertura. Spero di essere riuscita almeno a portare sulla schiena anche una sola domanda, quella che ci riguarda tutti insieme e ognuno individualmente. f

  7. Tutto molto molto bello, la poesia forte di Fernanda, la traduzione di Anna Maria,la lettura a voce alta.
    Grazie per questi momenti così preziosi.

  8. MAREMARMO è un libro capace di consonanze e risonanze complesse ed è una sorta di grido lanciato attraverso un’Italia ed un’Europa sorde ed egoiste; la nota di Anna Maria è illuminante e profonda, la sua traduzione perfetta e, nella maestria di chi scrive anche poesia in proprio, sa accogliere gli echi della migliore poesia tedesca di questi ultimi anni.

  9. Pingback: MAREMARMO- Lettura di Milena Nicolini | CARTESENSIBILI

  10. Pingback: A proposito di MAREMARMO – Donato Di Poce | FERNIROSSO webBLOCK

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