A Venezia “I Landays – Poesie per la libertà delle donne”

steve mccurry

Steve McCurry-libano

I Landais

Poesie per la libertà delle donne

Un percorso poetico promosso da Vittoria Ravagli del Gruppo Marija Gimbutas di Sasso Marconi (Bologna) in occasione di 100Thousand Poets for Change che prosegue a Venezia e nel suo territorio.

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/06/25/tempiquieti-e-i-landays-vittoria-ravagli-presenta-il-percorso/

Venezia, 25 Marzo 2014, Scoletta dei Calegheri, ore 17-19

(partecipano le poete che sostengono l’iniziativa, le/gli studenti del gruppo poesia dell’Algarotti, saranno letti i landais del Giardino del Guasto di Bologna, lettura aperta con i nuovi contributi)

Care poete dei Landais ai Giardini del Guasto,
stiamo cercando di far proseguire a Venezia l’iniziativa sui Landais promossa da Vittoria Ravagli a Bologna e abbiamo ricevuto da lei i vostri indirizzi per invitarvi a partecipare alla lettura ‘Landais – Poesie per la libertà delle donne’, che si svolgerà il 25 marzo prossimo alla Scoletta dei Calegheri di Venezia (dieci minuti a piedi dalla Stazione ferroviaria).
Se vi sarà possibile partecipare, da singole o come gruppo, fatecelo sapere per favore entro l’8 marzo.
Stiamo cercando anche di organizzare un secondo appuntamento a Marghera, del quale ancora non abbiamo la data e del quale vi daremo notizia. Qui sotto l’invito che inviamo alle poete che non hanno ancora lavorato sui landais.
Un caro saluto,
Antonella Barina – Lucia Guidorizzi – Giorgia Pollastri

Info:

Antonella Barina, Lucia Guidorizzi, Giorgia Pollastri

377-4495491 340-5100201 338-1638430

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/10/06/100thousand-poets-for-change-a-bologna-vittoria-ravagli-racconta/; https://cartesensibili.wordpress.com/2013/10/09/100thousand-poets-for-change-a-bologna-vittoria-ravagli-racconta-i-landays-nel-giardino-del-guasto-parte-2/
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steve mccurry

afghan girls-Steve McCurry

I landays sono una forma di poesia breve, popolare e antica che le donne pasthun utilizzano in segreto per denunciare le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte. Landays – o landai – è un distico in cui il primo verso è di nove sillabe, il secondo di tredici. Ma non vi è rigidità nel comporre. La poesia semplice, comprensibile a tutti e che tutti possono scrivere, è certo uno dei mezzi più potenti e liberi per dare messaggi immediati, forti, che si fissino nelle menti in modo indelebile. Con la poesia si sono fatte conoscere nel mondo le lotte dei popoli oppressi, si sono tramandate per secoli le storie delle genti dimenticate. Un amico poeta, Marco Ribani, ha pensato alla possibilità che i landai vengano usati “come arma internazionale di denuncia delle donne contro la società maschilista e le violenze famigliari”: io credo che la sua intuizione sia preziosa. La violenza sulle donne è un fatto di inciviltà insopportabile. E’ il frutto della volontà cieca dell’uomo che vuole sopprimere la voce delle donne e la loro partecipazione alla vita attiva e alle decisioni comuni. Il patriarcato sta mostrando il peggio di sé sia a livello privato che pubblico. Ora se questo mezzo così semplice può essere la trama che unisce le voci delle donne sulla terra e dà loro potenza formando un’unica tela, partiamo da là, dalle donne afgane – così terribilmente provate – e facciamo girare questo messaggio senza stancarci, coinvolgendo amici, associazioni, istituzioni, giornali, blog, rete. E gli uomini, perché sono loro prima di tutto che debbono cambiare. (Vittoria Ravagli)

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La proposta lanciata da Vittoria Ravagli:

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/06/25/tempiquieti-e-i-landays-vittoria-ravagli-presenta-il-percorso/

Prima lettura ai Giardini del Guasto di Bologna:

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/10/06/100thousand-poets-for-change-a-bologna-vittoria-ravagli-racconta/

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/10/09/100thousand-poets-for-change-a-bologna-vittoria-ravagli-racconta-i-landays-nel-giardino-del-guasto-parte-2/

Letture e partecipazione nella scuola:

https://cartesensibili.wordpress.com/2014/01/07/tempiquieti-vittoria-ravagli-i-landais-a-scuola/

10 thoughts on “A Venezia “I Landays – Poesie per la libertà delle donne”

  1. Mi permetto di dire che il termine corretto è “landai”, senza la s finale, che è la tipica desinenza con cui l’inglese forma il plurale di sostantivi in lingue straniere e che non ha motivo di essere mantenuto al di fuori di un ambiente anglofono. (Come “chakras” ad esempio, che è “i chakra” e non “i chakras”.) Mi scuso, ma mi pareva importante.

  2. da http://www.poetryfoundation.org/learning/glossary-term/landays

    Landays

    A form of folk poetry from Afghanistan. Meant to be recited or sung aloud, and frequently anonymous, the form is a couplet comprised of 22 syllables. The first line has 9 syllables and the second line 13 syllables. Landays end on “ma” or “na” sounds and treat themes such as love, grief, homeland, war, and separation. See Eliza Griswold’s extensive reporting on the form in the June 2013 issue of Poetry, in which she explains how the form was created by and for the more than 20 million Pashtun women who span the border between Afghanistan and Pakistan.

    L’italianizzazione ha portato a questa forma in cui la y si è trasformata in i proprio perché si tratta di testi in cui si parla di violenza alle donne dovunque, non solo nel paese in cui i landays sono fioriti

    https://cartesensibili.wordpress.com/2013/06/25/tempiquieti-e-i-landays-vittoria-ravagli-presenta-il-percorso/

  3. Sì sì Fernanda, lo so. Infatti l’avevo già scritto sul gruppo Facebook all’epoca.
    Ma perfino in inglese, quando si vuole mantenere la fedeltà alla forma originale, si usa “landai” (“landay/landays” è traslitterazione inglese in alfabeto latino di un termine in lingua pashto)
    Vedi l’articolo sul New York Times o quello di Kate Hutchinson.
    http://6thfloor.blogs.nytimes.com/2014/05/12/reading-landai-in-new-york/?_php=true&_type=blogs&_r=0
    http://poetkatehutchinson.wordpress.com/2012/04/29/landai-the-afghani-womens-poetic-form/
    E’ sempre la mia deformazione professionale!

  4. abbiamo mantenuto la dicitura del sito del pulitzer del poetry foudation che ha dato il via alla relazione con le donne pashtum, poi Antonella lo ha fatto suo come hai visto, ma lì non è mia o nostra ( di cartesensibili) la scelta

  5. Ragazze, io non ho fatto mio niente proprio niente, eh! Prima di diffondere la locandina di Venezia (dove avevano posto tutte le poete, dalle prime che hanno letto e sono state lette a Bologna a tutte quelle che si sono aggiunte fino a marzo scorso) l’abbiamo – rpt: abbiamo – sottoposta a tutte chiedendo ripetutamente revisione (anche specifica del termine), nè mai l’avremmo diffusa senza approvazione, trattandosi di un percorso già avviato. Però… che esperanto la ‘traslitterazione inglese in alfabeto latino di un termine in lingua pashto’ e, aggiungo, lo scivolone veneziano della pluralizzazione all’inglese di quel termine! E non è che l’inizio! Le lingue si stanno mescolando come le razze, molto si perde, è vero… ma…ma?

  6. in ogni caso il centro Pulizer che ha pubblicato i LANDAYS dalla lingua originale li definisce appunto così: LANDAYS, e abbiamo mantenuto la stessa dicitura per non creare confusione. Ciao Antonella. Devo scappare ad una riunione. ferni

  7. Pingback: CONTRO LA VIOLENZA. LANDAI- Antonella Barina | CARTESENSIBILI

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