TRASMISSIONI DAL FARO N. 60- A.M.Farabbi: MARINO DI CARLO, disegnatore calligrafo e decoratore grafico

thomas zakowski- frozen lighthouse st.joseph- lake michigan

faro ghiacciato6

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E’ uno strano paese il nostro: l’arte di qualche testa geniale, solitaria, brilla con generosità ostinata fino a morire affogata dentro il biancore freddo della neve e della comunità attorno.
Ogni volta mi commuovo e mi addoloro quando incontro personalità intense, non capaci a promuoversi abbastanza, non in grado di gestire la propria capacità artistica, battute dal sentimento, dall’etica per il filo della propria ricerca, oneste come creature infantili, perennemente sorprese dalla vita. Qui, in questa lavagnetta virtuale, posso solo indicare un bel libro elogiando un editore (guarda caso piccolo e tenace come un filo d’erba eroico) che ha investito energia e denaro, apprezzando il lavoro paziente e rigoroso dei curatori, e di chi inseguirà il testo cercandolo trovandolo leggendolo.

Incontriamo Marino di Carlo.

La sua vita come una parabola artistica e esistenziale. Nato il 22 luglio 1898 in un paesino abruzzese come un pugno di pietre appenniniche: Loreto Aprutino. Attraversa l’Accademia di Brera, apre uno studio privato a Firenze, lavora incessantemente ottenendo riconoscimento e gratificazione: lavora per manifesti, calendari, copertine di riviste e libri, etichette, illustrazioni, marchi aziendali e grafica pubblicitaria d’occasione. Improvvisamente negli anni trenta, decide di tornare al paese natìo. E’ accolto ma è ritenuto strano anche se si intuisce la sua cultura, il suo passato celebre. Al paese, sopravvive poverissimo, creando insegne e soprattutto motivi floreali su veline per le ricamatrici del paese.
Finisce così l’eleganza colta della sua mano tra le lenzuola della gente come un’anonima creazione viva tra sonni e sogni.
Viene trovato riverso nella neve, assiderato. Bianco nel bianco.

Fausto Roncone, presentando la sua ricerca e il volume, ha detto:

Da bambino, nel letto di mia madre, ricordo le candide lenzuola rimboccate che, al tatto, offrivano disegni ricamati: fiori a rilievo, bianco su bianco. Io giocavo a sentirne, sotto i polpastrelli, le curve. Ridisegnavo, ripercorrendone i tratti, gli steli, le foglie, i petali. A volte s’interrompevano, altre volte mutavano diventando più spessi o più sottili… svanivano. A distanza di anni ho scoperto che i rilievi erano frutto dei disegni di Marino Di Carlo, pazientemente ricamati da mani felici e appartenevano alla piccola dote di mia madre.
Una sorta di curiosità mi ha spinto a ricercare, indagare su Marino Di Carlo; sentivo di dover approfondire e raccontare la storia di quest’uomo, forse perché accomunati da studi paralleli nella grafica pubblicitaria e il mondo delle arti della stampa. E’ stata un’esigenza, un po’ come scrivere di se stessi. Un esercizio, un sollievo, una liberazione per dare voce a una vita, a una storia sospesa…mai stata narrata.
Diciamo che in questi anni me lo sono sentito vicino.

Accanto al libro, ricco di illustrazioni e dettagli, una mostra in paese sta offrendo la possibilità di un maggior approfondimento. Sono e siamo qui per imparare la bellezza di chi affonda nella neve, preciso, geniale e quasi sconosciuto.

Uno come tanti in questo strano, amato, nostro paese.

anna maria farabbi

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 copertina Di Carlo

 *MARINO DI CARLO* disegnatore-decoratore grafico, Loreto Aprutino 1898-1959
A cura di Fausto Roncone e  Giacomo Vallozza
Valentina Editrice 2013

per avere il catalogo si può richiedere direttamente alla casa
editrice, oppure all’Associazione Culturale Lauretana
Via dei Mille, 5 Loreto Aprutino (Pe)

info@teatrodelparadosso.it

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