George Simmel: nota di lettura di Barbara Reanda

laurent grasso

Laurent Grasso, Studies into the Past

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Occorre appena ricordare che le metropoli sono i veri palcoscenici di questa cultura che eccede e sovrasta ogni elemento personale. Qui, nelle costruzioni e nei luoghi di intrattenimento, nei miracoli e nel comfort di una tecnica che annulla le distanze, nelle formazioni della vita comunitaria e nelle istituzioni visibili dello Stato, si manifesta una pienezza dello spirito cristallizzato e fattosi impersonale così soverchiante che – per così dire – la personalità non può reggere il confronto. Da una parte la vita viene resa estremamente facile, poiché le si offrono da ogni parte stimoli, interessi, modi di riempire il tempo e la coscienza, che la prendono quasi in una corrente dove i movimenti autonomi del nuoto non sembrano neppure più necessari. Dall’altra, però, la vita è costituita sempre più di questi contenuti e rappresentazioni impersonali, che tendono a eliminare le colorazioni e le idiosincrasie più intimamente singolari; così l’elemento più personale, per salvarsi, deve dar prova di una singolarità e una particolarità estreme; deve esagerare per farsi sentire, anche da se stesso.

George Simmel

da La metropoli e la vita dello spirito

Sociologo formale perché introduce il concetto di forma: la storia umana è il risultato dell’incontro-scontro tra vita: pulsione ideativo- creativa, fluire di pulsioni senza controllo, e forma : capacità di dare forma alla pulsione creativa. Un sapere definitivo ed esaustivo non è possibile perché è il prodotto della storia e quindi anch’esso forma. Per Simmel la sociologia studia le forme tipiche della vita umana nel tempo e la sociazione cioè il rapporto fra gli individui che si fonda su effetti di reciprocità: gli esseri umani sono in relazione tra loro e durante queste relazioni producono forme, visto che si influenzano reciprocamente; la forma infatti è il risultato di un processo continuo (gli uomini entrando in relazione tra loro nel tempo danno forma ad una relazione). La forma quindi è sempre conseguenza della vita e la nuova generazione riconosce la forma della precedente.

La modernità è una delle possibili forme della storia e a sua volta la forma tipica della modernità è il denaro. Nella filosofia del denaro, Simmel illustra come il denaro sia tipico della modernità perché gli I si rapportano tra di loro attraverso un oggettivazione: dietro alla logica di mercato quindi ci sarebbe la logica della calcolabilità. Anche la metropoli è una forma di modernità perché in essa esistono molti modi di organizzarsi ( forme) e l’uomo vive in modo molto più egoistico che nel piccolo borgo o in campagna dove al contrario le forme di rapporto sono molto più libere. Chi vive in metropoli è più libero ma anche più solo perchè i rapporti sono più ampi ma meno profondi; di qui la figura dell’ individuo blasè:  persona annoiata che non vive niente fino in fondo; colui che fa tante esperienze ma non va mai in profondità delle stesse.

Lo straniero: lo studio sociologico di Simmel riguardo l'”altro” mette in luce la rappresentazione dello straniero. Lo straniero per Simmel, non è considerato come un viandante qualsiasi, che un giorno arriva e l’indomani riparte per una nuova destinazione; lo straniero per Simmel è un membro di un gruppo sociale, all’interno del quale vive e svolge normalmente la sua attività lavorativa. Non è quindi considerato come un elemento esterno alla struttura sociale, bensì in tutto e per tutto, parte integrante di una società. Inoltre lo straniero simmeliano è vicino e lontano allo stesso tempo. E’ vicino perché occupa spazi lasciati liberi dalla società ospitante, lontano perché non conosce i modi e i meccanismi di relazione nei rapporti intersociali. Questa ambivalenza che Simmel attribuisce allo straniero, cioè l’essere allo stesso tempo vicino e lontano, interno ed esterno ad una società, mette in evidenza una delle caratteristiche più importanti, se non la più importante della figura dello straniero per Simmel: l’oggettività. Egli è convinto che l’obiettività dello straniero costituisca una peculiarità fondamentale all’interno di una società: gli stranieri, per Simmel, rappresentano i giudici ideali nelle controversie di una comunità, trovandosi all’interno di essa e al contempo non essendo coinvolti in relazioni personali o legami intimi.

Barbara Reanda

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ALTRI RIFERIMENTI:

http://www.unimc.it/dsef/working-papers/home/l2019appartenenza-alle-cerchie-sociali-e-la/filePaper

http://www.recensionifilosofiche.info/2013/12/federici-maria-caterina-picchio-marta.html

http://www.cristosapienza.it/gds2011/10%20Simmel08.pdf

http://www.fupress.net/index.php/smp/article/viewFile/10605/9993

http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/010731k.htm

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