E’ accaduto il 6 gennaio 2011. E non è stata l’ultima- fernanda ferraresso

.

Susana Chávez a Ciudad Juarez, dove gli uomini odiano le donne, dove camminare per strada è un inferno e le donne cadono, morte, è morta il 6 gennaio, forse, perché non è dato saperlo con sicurezza.

Della sua città, perché a Ciudad Juarez era anche nata, se ne parla ormai da tempo, troppo tempo: oltre 20 anni. Al confine con gli Stati Uniti, lo stato del Chihuahua si trova in Messico ed è ritenuto a ragione uno dei posti più pericolosi al mondo per le donne. I femminicidi sono un numero impressionante di omicidi perpetrati sulle donne e anche a quella che aveva formulato uno slogan che aveva tutta la volontà di mettere una linea di confine tra quegli eventi tristissimi e il futuro è stato riservato lo stesso trattamento. Susana Chávez è stata massacrata e abbandonata come si abbandona la spazzatura, per strada, la testa dentro un sacco nero, fino al collo, mutilata di una mano, gli abiti strappati, come a dire lo sprezzo e la volontà di tacitamento di chi comanda a forza e con la forza uccide a suo piacimento. La Chávez si era impegnata non solo con la scrittura poetica ma con interviste e denunce contro coloro che le donne le violentavano e le ammazzavano.  “Ni una muerta mas” – Non una morta di più” era la voce  sulla bocca di tutti coloro che si battevano contro il femminicidio e la violenza sulle donne e molti, come lei, sono stati assassinati.
Nel 2010 nello stato di Chihuahua sono state uccise 446 donne come a dire  una donna ogni  ogni 20 ore. Come dire che il giorno non passa se una donna non muore! Ma in un giorno capita che ne siano uccise 7  tra le quali una incinta, una di 15 anni ed un’altra di 86. C’è da dire che anche gli uomini spesso vengono uccisi in quella città e che dunque la violenza è in prima linea ma le donne uccise hanno età tra i 14 e i 40 anni la maggior parte. Rapite sulla strada, mentre si recano al lavoro nelle  maquiladoras, le piccole aziende che lavorano per i mercati più ricchi, di loro si ritroverà il corpo martoriato e abbandonato, come fosse una firma ripetuta, una volontà riscritta con la stessa parola violenta perché tutte le donne vengono violentate, torturate e mutilate, i loro corpi testimoniano della brutalità subita e delle sofferenze patite prima di morire. E tutto questo abnorme moltiplicarsi di assassini non ha alcun motivo di sussistere, non ci sono regolamenti di conti né killer che fanno pagare qualche loro orribile fobia, c’è una pazzia che non accenna a finire, c’è una degenerata voglia di martirizzare e sentirsi intoccabili.

.

A group of Mexican women arrive on their pink motorbikes in a low-income neighborhood in Ciudad

.guerreras-02

E la polizia, da anni silenziosa, non pare sollevare un dito contro questa barbarie e se anche alcune associazioni chiedono di fare giustizia su tanta violenza subita dalle famiglie e dalle vittime nessuno risponde, nessuno si muove per fare qualcosa. Così la follia continua e sembra sempre più un virus che si sviluppa anche altrove.
….E se le donne, finalmente, senza dialogo, senza mettere in discussine la loro scelta non dessero più figli a questa società violenta?
Ora ci sono le guerreras, girano con le loro moto armate di coraggio per portare acqua, cibo, vestiti e denaro nelle città praticamente sotto tiro dei narcos, i narcotrafficanti. Sono tutte donne, dieci quando il gruppo è al completo. Si muovono tra Ciudad Juarez e El Paso, tutte in motocicletta.

fernanda ferraresso

[]youtube=http://youtu.be/h47slByX7jI]

.

Gli uccelli che volano alto.
Sai come mi sento.
Un sole in cielo
sai come mi sento sai
come mi sento .
E’ una nuova alba. E’ un nuovo giorno. E’ una nuova vita.
Per me.
E sto bene.
Un pesce nel mare.
Sai come mi sento.
Un fiume che scorre libero.
Sai come mi sento. Un fiorellino sull’albero.
Sai come mi sento
è  una nuova alba è un nuovo giorno è  una nuova vita per me e sto bene.
Una libellula fuori al sole sai che voglio dire, o no?
Delle farfalle che si divertono, sai che voglio dire?
Dormire in pace quando il  giorno è terminato e questo vecchio mondo è un mondo nuovo.
E’  un mondo sfacciato per me.
E sto bene.
Le stelle quando risplendi
sai come mi sento.
Il profumo di un pino.
Sai come mi sento.
Yaeh, la libertà è mia.
E so come mi sento.
E’ un nuovo giorno. E’ una nuova alba. E’ una nuova vita.
Per me. E sto bene.

.
.

SANGUE NOSTRO
.
Sangue mio,
di alba,
di luna tagliata a metà
del silenzio
della roccia morta,
di donna in un letto,
che salta nel vuoto,
aperta alla pazzia.
Sangue chiaro e nitido,
fertile e seme,
Sangue che si muove incomprensibile,
Sangue liberazione di se stesso,
Sangue fiume dei miei canti,
Mare dei miei abissi
Sangue istante nel quale nasco sofferente,
Nutrita dalla mia ultima presenza.

 

*

CASTELLO IN ARIA

Soffro,
muta e inerte,
osservando l’addio.

Reprimo
questa necessità di continuare a provare
il sapore del caffè nella sua bocca,
rimango concretamente
con l’evento dell’assenza,
dal quale emerge l’incredulità
di mostrarci altri silenzi,
un’altra verità,
che distrugge i castelli in aria
che abbiamo tessuto senza di noi,
demolendo l’eternità
consumata dall’assenza.

*
.
MADRE INVIDIA

Tutte le sere, secondo te
trascorsero sentendo la mancanza di quegli occhi,
secondo le tue regole
non avvertendo la solitudine.
Secondo te
godendo della vita strisciando.
Non puoi ricostruirti con un’altra ideologia
meno con l’emozione di una parola.

Secondo tutta te
ti soddisfa la televisione,
ti ritrovi nelle parole,
meriti gli istanti altrui.

Madre pazza e sorda
dove cade una lacrima
dove non si distingue il ricordo.
Piccola madre invidia.

Porti la notizia di domani,
incontrando assenza in questo istante di te,
coprendo fosse morte da anni.

Madre invidia
me ne andrò, esiliata con delle regole migliori
di quelle della tua casa.

*
DONNA ASCIA

Donna
lontana,
improbabile
mascherata di ragione,
forza senza sangue.
Piccola incantatrice nata dalle sue tempie
che chiamano dubbio.
Profondità dell’intimo che non conosce maniere
accattivante con i suoi silenzi.
Atroce,
irresistibile, il desiderio di mordere la notte
che barcolla tra delusioni
impreziosita da racconti
immobile nella distanza.

Donna istante,
ascia
che trascini,
che tagli lingue e le spargi
nella mano di Dio che si contorce dalle risate con te.

Fuggitiva dalla tua cattura andrò via
sapendo perfettamente
che sei invincibile.

*

ROVINE

Sulle labbra cresce quest’edera
e la vecchia porta si chiude di colpo.
L’inverno si scopre
in un camminare lento
che porta con sé rumori che sfuggono nel tremito
di una mano che accarezza ritratti.
Brusca fine del viaggio,
che solo lascia completezza
in una sommessa nostalgia nascosta nella penombra.
Ormai nemmeno il vuoto si erge,
né la pietà si mostra allo specchio
ormai tutto fa dissolvere il respiro,
incluso l’eternità.
 
 Susana Chávez

*

I ain’t got no home, ain’t got no shoes
Ain’t got no money, ain’t got no class
Ain’t got no skirts, ain’t got no sweater
Ain’t got no perfume, ain’t got no beer
Ain’t got no man

I ain’t got no home, ain’t got no shoes
Ain’t got no money, ain’t got no class
Ain’t got no skirts, ain’t got no sweater
Ain’t got no perfume, ain’t got no beer
Ain’t got no man

Ain’t got no mother, ain’t got no culture
Ain’t got no friends, ain’t got no schooling
Ain’t got no love, ain’t got no name
Ain’t got no ticket, ain’t got no token
Ain’t got no God

Ain’t got no mother, ain’t got no culture
Ain’t got no friends, ain’t got no schooling
Ain’t got no love, ain’t got no name
Ain’t got no ticket, ain’t got no token
Ain’t got no God

Then what have I got
Why am I alive anyway?
Yeah, what have I got
Nobody can take away

Then what have I got
Why am I alive anyway?
Yeah, what have I got
Nobody can take away

Got my hair, got my head
Got my brains, got my ears
Got my eyes, got my nose
Got my mouth, I got my smile

Got my hair, got my head
Got my brains, got my ears
Got my eyes, got my nose
Got my mouth, I got my smile

I got my tongue, got my chin
Got my neck, got my boobs
Got my heart, got my soul
Got my back, I got my sex

I got my tongue, got my chin
Got my neck, got my boobs
Got my heart, got my soul
Got my back, I got my sex

I got my arms, got my hands
Got my fingers, got my legs
Got my feet, got my toes
Got my liver, got my blood

I got my arms, got my hands
Got my fingers, got my legs
Got my feet, got my toes
Got my liver, got my blood

I’ve got life
I’ve got my freedom
I’ve got life

I’ve got life
I’ve got my freedom
I’ve got life

I’ve got life
And I’m gonna keep it
I’ve got life
And nobody’s gonna take it away

I’ve got life
And I’m gonna keep it
I’ve got life
And nobody’s gonna take it away
.
Nina Simone

Non ho nessuna casa, non ho scarpe
Non ho soldi, non ho nessuna classe
Non ho ricevuto abiti, non ho ottenuto nessun maglione
Non ho avuto nessun profumo, non ho avuto una birra
Non ho avuto nessun uomo
(…)

non ho avuto una madre, non ho ricevuto nessuna cultura
Non hoamici, non ho avuto nessuna scuola
Non ho ricevuto  amore, non ho avuto nessun nome
Non ho avuto nessun biglietto, non ha ottenuto alcun  gettone
Non ho nessun Dio

(…)

Allora cosa ho ?
Perché io sono viva comunque?
Già, che cosa ho ottenuto ?
Nessuno può togliere.  Quindi cosa ho?
Perché io sono viva comunque?
Sì, cos’ho?
Nessuno può togliere

Ho i capelli, ha o la mia testa
Ho o il mio cervello, le mie orecchie
I miei occhi, ho il mio naso
Ho la mia bocca, ho  il mio sorriso

(…)

Ho  la mia lingua, ho il mento
Ho il mio collo, ho il petto
Ho il mio cuore, ho la mia anima
e la mia schiena, ho avuto il mio sesso

(…)

ho avuto le mie braccia, ho la mia mano
le mie dita,   le mie gambe
i miei piedi, ho le dita dei piedi
Ho il mio fegato, e ho il mio sangue

(…)

Ho la vita
Ho la mia libertà
Ho la vita. Ho la vita
ho la mia libertà
ho vita

ho vita
E andando la tengo
Ho la vita
E andando nessuno me la portavia
Ho la vita
E  andando la sto tenendo
Ho la vita
E andando  nessuno la porta via
.
Nina Simone

11 Comments

  1. Su quanto è accaduto e accade a Ciudad Juarez consiglio questo libro
    “Ossa nel deserto” di Sergio Rodriguez Gonzales, uscito diversi anni fa e ora purtroppo in difetto di aggiornamento rispetto alle cifre degli omicidi.
    Libro che racconta ogni aspetto della vicenda. Il giornalista stesso minacciato di morte e di stupro, il libro bandito dalle librerie della città.
    Una vicenda pesante come un macigno su cui intervenne più volte anche il subcomandante Marcos denunciando polizia e autorità complici dei misfatti e spesso più che complici.

    Qui dal risvolto di copertina

    RISVOLTO
    Il delitto seriale perfetto, ci rivela questo libro, è possibile. Basta scegliere una città in cui violentare, torturare e uccidere donne – preferibilmente giovani, e immigrate dalle miserabili campagne circostanti – è consentito. Quindi occorre assicurarsi la complicità della polizia, che si occuperà di dirottare sistematicamente le indagini su alcuni presunti psicopatici. E infine bisogna muovere tutti i pezzi della scacchiera in modo tale che il governo non interferisca e le multinazionali per cui le vittime nella maggior parte dei casi lavorano non facciano domande. È possibile che una storia così concepita risulti troppo oliata e impeccabile per essere una finzione. E infatti è vera, fin nei minimi, e raccapriccianti, particolari. Ha avuto inizio più di dieci anni fa a Ciudad Juárez, nello Stato messicano del Chihuahua, e prosegue a un ritmo orrendo e implacabile. I giornali e le televisioni di tutto il mondo cercano da tempo di raccontarla, ma la prima ricostruzione attendibile, costata anni di indagini e innumerevoli rischi personali, è quella fornita dalla drammatica inchiesta di Sergio González Rodríguez, dove cifre, documenti e testimonianze di prima mano tracciano i contorni fin qui inimmaginabili di un orrore tuttora senza nome, ma da cui è impossibile distogliere lo sguardo.

  2. Scrivo qui il mio commento? Non ho parole né voce. Sono semplicemente ammutolita di fronte a questa tragedia. E la potenza dei versi di Susanna accostati a quelli della canzone di Nina Simone.
    I il video : un notevole post. direi indimenticabile
    Grazie,Ferni,come sempre.

  3. Ho corretto gli errori, ogni tanto wordpress salva di testa sua le bozze. Questa memoria voleva riprendere il filo di una denuncia iniziata tempo fa in cui si chiedeva di dire e prendere posizione contro l’abominio che ormai regge troppi paesi della terra, contro la violenza alle donne, che sono l’origine della vita e promotrici della stessa. L’onda delle voci si è invece fatta silenzio o si solleva solo in momenti telecomandati quando avrebbe dovuto e dovrebbe ad ogni attimo sollevarsi più netta più forte e più chiara senza aspettare le donnefigure del potere stabilizzato che donne non sono più una volta che quel potere le ingloba e le asserve nelle sue troppe luride maglie. Serve invece che le donne, tutte le donne libere di cuore e intelletto, come già detto si facciano forza e riferimento l’una con l’altra e creino soccorso attraverso associazioni per quelle che di aiuto necessitano, non si fermino colpite dalla paura di non poter fare perché la corruzione è dilagante in ogni terra e via del pianeta.
    ferni

  4. Grazie, Fernanda, per l’articolo. Mi chiedo. io che sono padre di una bimba piccola, mi chiedo …
    Nota di cosiddetto pessimismo: cosa cambierà mai? E se le parole diventassero proiettili?
    Non violenza alla violenza, lo so, ma scusate la provocazione: quando le parole diventeranno proiettili?
    Un caro saluto

  5. Parole proiettili? Piuttosto qualcosa che sani e dia forza a quelle /i che lottano, nonostante tutto, armati solo delle loro braccia e della loro vita, che sembra ormai la merce migliore da vendere e non c’è nulla da pagare se si perde qualche pezzo per strada: l’ignominia di quelli che manovrano i fili di questo genere di terrore e dell’assassinio per avere potere pervade i posti di comando e i vertici di potere ed è sordo a qualunque richiamo, cieco a qualsiasi cosa vede, anzi non sente e non vede. I grandi, sprofondati nel lusso del crimine, perché questo è dimenticare l’obiettivo che dovrebbero perseguire: il bene della gente, della popolazione, uno sviluppo sociale etico e poi economico, non di mercato, non guardano che il loro ombelico vermicolante dentro la magnifica torre in cui nulla manca, a spese della vita della gente. Se non è abominio questo come lo si può chiamare? E non c’è giorno che io non lo ripeta e sparga queste mie piccolissime braci di rabbia attorno a me, perché sono assolutamente piccola ma milioni di braci fanno incendi che nessuno può fermare. Questo lo credo fermamente
    ferni

  6. Alzati e vai, alzati e scrivi
    questa ch’è l’ora ottusa dei sombreri
    sotto le tese il grido.
    Le ragazze
    mai ritornate a casa dalle fabbriche
    le donne in quel d’America latina
    vengono violentate seviziate
    sfondate a martellate uccise
    io col fiatone per un cane

    il pomeriggio d’una strana siesta
    penso alle donne di Ciudad Juàrez*
    e a tutte quelle vittime degli uomini
    ad ogni latitudine.

    Essere inermi e povere
    servire da ricambi per la tratta degli organi
    i mostri filmano torture a morte
    i mostri acquistano quel sangue
    di donne massacrate
    __le parole vi sembrano violente?__
    per una strofa in versi forse sì
    ma questa è una spoesia
    ch’è nata per ecchimosi associate
    per sopraggiunte informazioni e per
    terremotare le coscienze il fai da te
    della fomentazione
    il dire
    ché il silenzio
    ne uccide più degli assassini.

  7. __le parole vi sembrano violente?__
    per una strofa in versi forse sì
    ma questa è una spoesia
    ch’è nata per ecchimosi associate
    per sopraggiunte informazioni e per
    terremotare le coscienze il fai da te
    della fomentazione
    il dire
    ché il silenzio
    ne uccide più degli assassini.

    è così. grazie f

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.