Poesie a Terezin- fernanda ferraresso

isabelle cochereau

Isabelle Cochereau d

Chiedere perdono non basta se in tutta la terra l’infamia continua, se continua la guerra che è omicidio di genti diverse in nome di un potere che nessuno possiede, in nome di una falsa giustizia che non può iniziare  e fondarsi su atti di violenza. Ricordare non basta, non basta celebrare la memoria serve guardare dentro ogni pensiero e ogni gesto dentro ogni parola che si pronuncia ancora a cuor leggero e sempre a vanvera se la terra viene avvelenata con continue sparizioni e omicidi di bambini e donne e uomini, se si perpetua la tortura l’oppressione e l’uccisione vantandosi di un profitto che è sole che brilla di terrore e abominio, immergendo i propri inutili pensieri in un calcolo che è calco del niente.

fernanda ferraresso.

*

Terezin

Sono stato bambino tre anni fa.
Allora sognavo altri mondi.

Hanus Hachenburg

*

Nostalgia della casa

E’ più di un anno che vivo al ghetto,
nella nera città di Terezin,
e quando penso alla mia casa
so bene di cosa si tratta.
[…]
Che arrivi dunque quel giorno
In cui ci rivedremo, mia piccola casa!
Ma intanto preziosa mi sei
Perché mi posso sognare di te.

1943 Anonimo

*

Una sera di sole

In una sera di sole, sotto l’azzurro del cielo,
sotto le gemme fiorite di un robusto castagno,
me ne sto seduto nella polvere del cantiere.
E’ un giorno come ieri, un giorno come tanti.
[…]
Ogni cosa fiorisce e senza fine sorride.
Vorrei volare, ma come, ma dove?
Se tutto è in fiore, oggi mi dico,
perché io non dovrei? E per questo resisto!

1944 Anonimo

*

Vennero deportati a Theresienstadt circa 144.000 ebrei, dei quali un quarto (33.000) morì nel campo principalmente a causa delle pessime condizioni (fame, stress, e malattie, principalmente di tifo esantematico verso la fine della guerra). Circa 88.000 vennero deportati successivamente ad Auschwitz e presso altri campi di sterminio. Quando la guerra finì solo 17.247 erano sopravvissuti.

RIFERIMENTO IN RETE: http://www.biblioteche.mn.it/Sezione.jsp?idSezione=1938

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7 pensieri su “Poesie a Terezin- fernanda ferraresso

  1. quando leggo questi testi penso ai bambini che hanno vissuto i disastri atomici, quelli che abitavano all’ombra delle decantate sicurezze e del benessere delle centrali nucleari poi esplose, ai bambini che abitano le zone di guerra, troppe sempre, in ogni tempo, ai bambini che vivono nelle città inquinate dall’ideologia di una ricchezza che non guarda in faccia nessuno e avvelena e ammazza le acque la terra e l’aria. Penso all’ideologia assassina che inietta la miseria del sentire interiore in tutti i giovani e i bambini, a quella lurida volontà di approfittare dell’ignoranza e dell’innocenza e mi dico che i lager non sono solo in un tempo che non ci appartiene più ma tutti ci abitiamo ancora.
    f.f.

  2. Le tue parole sono veritiere. Bambini nei Lager, nelle Foibe, a Hiroshima e Nagasaki, a Čhernobyl’ e in tanti “inferni” esistenti anche oggi.
    Bambini tra le sparatorie dei due ultimi anni di guerra in Italia, ma oggi in Egitto, In Ukraina, ovunque.
    GBG

  3. credo sia più di anestisa è cerebrolesione, per questo il cervello non percepisce niente, specie nei giovani abituati con i videogame a scene di massacro continuo e poi con un cinema di violenza che sembra inneggiare alla forza e alla volgarità, una pornografia squallida in cui il conteggio dei buchi inquadrati e usati è peggio che la conta dei fori da trapanare nell’industria meccanica. E non fa differenza nulla. Squallido ormai il mondo gretto, orrido

  4. penso sempre a Giulia Levi, la figlia dell’Ing. Levi di Milano, assassinata a 5 (dico cinque) anni rea di essere Ebrea così ben ricordata da Primo Levi, non dico altro.
    r.

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