Nelle terre di mezzo abita la vita e

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disegna senza sosta un corpo, atlante dei segni omessi.  Perché questo è il corpo, un abito abitabile,  una casa organizzata. Il corpo è una città che si moltiplica in periferie e centri, in sobborghi dimessi e radure, paesaggi con ferrovia e altari, angoli ortogonali e fughe prospettiche. Il corpo è il sensibile agrimensore che guarda e sta di guardia a se stesso senza sapere i suoi confini, solo costruendo l’illusione di saperlo , di questo convincendosi. Il corpo chiede una casa e un dominio e resta dominato, nasce nuovo ad ogni mattone che s’incastra nell’acciaio dei suoi tendini e dei suoi sogni, plasticamente crede a tutti i credi osannandone uno solo e ne distrugge uno dopo l’altro. Il corpo sa che è il corpo a creare idoli e gli altari ma ci crede, così profondamente che lo dimentica e crea il gioco dei giochi illudendo la regina invisibile col suo giogo. Mette la mente dentro un laboratorio e quello elegge a para-d’osso. In-ven(t)a la lettura e là decifra i suoi zeri. Il corpo tesse e ritessera se stesso in viali e lunghe isole di pedoni in scacchiere di tanti secoli, formula magie dai sogni sognando oltre se stesso. Il corpo non vede che il suo sogno attraverso il segno riversato nell’illusione. Si, sogna spesso e capita che non si veda se non attraverso questo segnarsi. Il corpo è l’Amazzonia, una foresta pluviale d’acque iride-sc(i)enti, una foresta di fiati che s’impiantano nel pneuma, com-premendo i respiri al mantice del cuore, una turbopompa che intuba l’ossigeno nel fluido scorrere della solidità di un corpo insieme al pulviscolo del creato. Ad ogni passo sollevato in questo pianeta, infestato di miliardi di stelle cadute e batteri in colonie invisibili di caos, noi diciamo che stiamo solo camminando per una via della città, o in mezzo ai filari di vite. Il corpo è sbadato e va riconsegnato usato, senza sapere qual è l’arma-d’io in cui riporlo al limite di questo stato in luogo.

fernanda ferraresso
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greeneyed

greeneyed1

6 Comments

  1. […] L’obbligo ha per oggetto i bisogni terreni dell’anima e del corpo degli esseri umani quali essi siano. A ogni bisogno corrisponde un obbligo. A ogni obbligo corrisponde un bisogno. Non c’è altra specie di obbligo relativo alle cose umane. […] Chiunque ha la sua attenzione e il suo amore rivolti di fatto verso la realtà estranea al mondo, riconosce allo stesso tempo che è tenuto, nella vita pubblica e privata, all’unico obbligo di porre rimedio, nell’ordine delle sue responsabilità e nella misura del suo potere, a tutte le privazione dell’anima e del corpo che sono suscettibili di distruggere o mutilare la vita terrena di un essere umano, quale egli sia.
    Simone Weil

    … Perché certo il corpo è l’unico abito abitabile, l’unica casa organizzata che abbiamo.
    F.F.

  2. il corpo a cui faccio riferimento in questo breve e rapido testo, in cui ho cercato di sintetizzare ciò che invece è così ampio e complesso e semplice appare ai nostri modestissimi sensi, è il corpo immenso che non ha un corpo a cui essere in obbligo perché nulla è e tutto è al medesimo tempo, distruggendo tutte le barriere che le idee, dee della vanità con cui spesso ci balocchiamo hanno eretto in ogni frammento di una storia a dir poco in-voluta in meno di un grammo di sabbia. Tutto mi appartiene e niente è mio nel corpo e anche nell’anima di cui sono meno di eco.
    Ma.”Niente di quello che è umano mi è estraneo”
    f.f

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