DIARIO- Anna Maria Farabbi

jamie haiden

jamie heiden

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Si parla di ecologia ambientale:
io dico che la lingua fa parte dell’ambiente. La lingua abita noi e noi abitiamo la lingua. La nostra attenzione non può soltanto illuminarsi e concentrarsi su plastiche, petrolio, cementi ma anche su quanto il nostro pensare dire scrivere subisca inquinamento in ogni attimo della giornata. Quanto si svilisca depotenziando la nostra capacità lessicale, la nostra ricerca espressiva, la nostra profondità esistenziale e, perché no, anche il piacere e la pratica sapiente della scrittura manuale.
Intenzionalmente ho scritto e scrivo con lentezza, la via è sempre lenta nella qualità della crescita. Forse esigo la stessa andatura per l’occhio che legge. La lentezza è biologica: il nostro elettrocardiogramma vivente manca di eterna, rilassata, pianura.

anna maria farabbi

seme da un colloquio del 14 dicembre 2013, ad Assisi.

9 Comments

  1. oggigiorno parliamo tutti di riscoprire la lentezza, nell’agire, nel pensare, nel parlare, nel vivere, …in realtà in questa società consumistica ed ipermediatica, la lentezza è difficile da realizzare concretamente; corriamo affannati dietro a milioni di stimoli che ci lasciano costantemente insoddisfatti, la superficialità e precarietà ormai la fanno da padrone, ed allora ci imbottiamo di pillole antistress, ginnastica yoga e pilates, cibi macrobiotici ed ipocalorici, ci sentiamo dei novelli profeti quando riusciamo a comprare verdura a chilometro zero, anzichè in bustine confezionate e precotte..forse le corse ai regali inutili di Natale mi hanno ulteriormente intristito.. bisogna fare qualcosa , agire, ciascuno come può , o come sa, per uscire da questo circuito vizioso . Concordo nella necessità di dare importanza alle parole, perchè possano riappropriarsi di significato, perchè i concetti non siano più vilipesi, perchè possano esprimere profondità e leggerezza

  2. …eppure è velocissimo il pensiero! Istantaneo, corre più rapido della luce, che è la velocità con cui vediamo! E’ l’agire che crea difetto, perché tra il pensare il dire e il fare ci entra di mezzo l’ingordigia, l’egoismo,l’avidità, anche l’indifferenza che stringe un cenacolo di altri millantatori a cui volentieri cediamo quanto è stato intuito per un baratto d’oro invece che d’ore!

  3. proprio perchè il pensiero è velocissimo si sente forte il bisogno di fermare l’attenzione verso l’interiore, proiettandovi immagini calme …come ben sa fare Anna Maria, con la sua Voce carezzevole come la neve.
    bellissime immagini, grazie!

  4. Leggere Anna accende, rafforza la speranza nell’utilità del
    pensiero, della riflessione comune; lei possiede il dono di cogliere
    sempre qualcosa di essenziale, di profondamente vero.

    La lingua è la nostra manifestazione autentica, ci presenta, ci qualifica e differenzia secondo l’uso che ne facciamo, il linguaggio come “casa dell’essere”, è il detto sentenzioso di Heidegger; per avere consapevolezza del nostro ambiente umano, del pezzo di storia che ci troviamo a vivere, dobbiamo studiare, analizzare anche la lingua.
    Siamo tutti immersi nella lingua e la lingua a volte ci sovrasta con i suoi vuoti di significati e di parole, parole spesso cariche di sottintesi, di collegamenti nascosti, forti della loro diffusione e consuetudine che ne amplificano la persuasività. Bisogna saper resistere alla forza omologante del linguaggio, cercando di evidenziarne il pericoloso intrigo, utilizzando una lingua “pulita”, che sia espressione della nostra coscienza e strumento di un’altra cultura da innalzare. Leggo e scrivo con una sorta di venerazione per le parole, non per quelle che emergono semplicemente per far suono, per dare voce a qualcosa, ma quelle belle, corrette, quelle cercate, scelte, coltivate, amate, che comunicano conoscenza, creano, pensiero, producono il racconto della vita. Questo uso specialissimo e raro delle stesse, nasce solo da una mente realmente serena, calma, ferma, non distratta dalla reazione, dalla velocità del pensare, che guarda, vede, diretta, semplice. La lentezza appartiene al nostro corpo, è il ritmo naturale del suo respiro: essere consapevoli, coscienti di sé è sufficiente per essere, per aprirsi attenti e sensibili allo straordinario movimento della vita.

    Grazie Anna, condividere il tuo stesso spirito mi rende sempre
    felice.”

    Questo è quello che mi ha suscitato l’ascolto delle tue parole.

    Un abbraccio.

    BUON ANNO, BUON ANNO!!!!

    Elvira Aglini

  5. la parola come un respiro calmo, il ritmo di un germoglio, la luce di un’alba che piano copre la notte. lo stiamo dimenticando. ma di sicuro la poesia ci aiuta in questa augurabile lentezza. grazie della tua densa lenta parola, Annamaria!

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