L’uomo (in) ombra – Poesie di Carmelo Musumeci

a.j.coley

a.j.coley

.

Da L’uomo  ombra, di Carmelo Musumeci

.

Prefazione

Cosa  rimane ad un uomo spogliato della libertà, costretto a vivere rinchiuso fra le mura fredde di una cella d’isolamento, tenuto lontano dalla vita, dal sole, dal riso e dal pianto dei suoi figli e dall’amore della sua compagna?

Come fa a sopportare – «vivo fra i morti» – la terribile angoscia del «fine pena mai»?

Cosa può dare un padre ai suoi figli, quando non gli è permesso di regalare una caramella alla bambina in visita, quando le visite stesse vengono usate come strumento di ricatto: «O fai il bravo (= sottomesso al punto da perdere la stima di te stesso), o revochiamo il permesso di visita ai tuoi figli (non importa, se è il loro compleanno)»?

Come può essere affettuoso, «l’uomo ombra», che non ha più diritti, né modo di comunicare il suo amore per la donna della sua vita?

A queste domande che torturano chi sta in carcere, Carmelo durante gli anni non ha mai smesso di cercare delle risposte – non è uno che si arrende, che si fa cadere nell’oblio delle giornate «fotocopie», sempre uguali. Per Carmelo è una questione vitale, lottare contro le quotidiane ingiustizie, inflitte a lui ed ai suoi compagni, come lo è aiutare chi è più debole di lui, e studiare per educare se stesso. Ma quello che più conta per lui, sono le tre persone che ama con passione e sincerità: la moglie Sandra, la figlia Barbi ed il figlio Mirko. E se il sistema giudiziario ha tolto tutto a quest’uomo, gli sono però rimaste le parole. Parole che trasforma in poesie – piccoli raggi di sole e luna che lo portano a casa, vicino alle tre persone che ama tanto. E anche parole che raccontano il dolore e la solitudine, l’abuso sofferto, l’angoscia ed il silenzio inflitto come punizione.

Ringrazio l’amico Carmelo per avermi insegnato che la dignità, l’amore e la forza d’animo non si fermano davanti alle mura del carcere, ma che sono parte di noi, in ogni circostanza ed in ogni momento.

Helma Felzer- Sa Cadrea, Giugno 1998

 

*

Lupo triste

Solo e stanco
cammino
in fondo all’anima
gonfio di amarezza
cerco
la felicità nascosta
fra le ombre
del mio dolore
come un lupo
infelice
con il cuore
da lupo
trovo
la mia tristezza
che mi aiuta a vivere

– Sezione Fornelli –

***

Vivo fra i morti

I ricordi mi svegliano
l’anima, per miracolo o magia
mi porta lontano
felice nella tristezza
vivo fra i morti

– Sezione Fornelli –

.

a.j.coley

a.j. coley

.

Fantasmi

Ora che vivo più nel passato
Che nel presente, la paura
Mi segue dovunque perché
I fantasmi di ieri visitano
Spesso la mia anima
Per sfuggire ai fantasmi
Del domani

– Cella di rigore, Cuneo –

***

L’uomo ombra

Nell’oscurità della notte,
perduto nella solitudine,
la mia ombra innocente
mi guarda negli occhi
con il sorriso triste,
mi prende per mano,
mi porta alto nel cielo,
lassù fra le nuvole,
libero nella fantasia
dove trovo il mio cuore
dentro la mia anima
con i primi raggi di sole
la mia ombra cade prigioniera
lasciandomi di nuovo solo
senza neppure l’ombra
che mi rende  felice
l’infelicità

– Sezione Fornelli –

***

Solitudine

Dentro la mia anima tormentata
gli incubi affiorano per
rubarmi gli ultimi sogni,
lasciandomi questo scuro di
eterna solitudine

– Sezione Fornelli –

***

Il cuscino

Tutte le notti ti abbraccio
ti stringo e confido le mie
paure e i miei dubbi.
A volte raccogli le mie lacrime
e i miei sospiri.
Stai a guardarmi senza mai
stancarti di ascoltarmi.
Solo tu sai tutti i miei pensieri
e combatti con me i rumori
e le ombre della notte
senza mai avere paura.
Peccato, peccato davvero,
che il compagno di tutte le mie
notti sia solo
una cuscino.

***

Riflesso allo specchio

Pensandoti riesco a vederti
e a vedermi in un futuro,
dimenticando questo
presente
fatto di tristezza.
Amandoti riesco a vivere
E a soffrire,
allora ringrazio questo
dolore
che mi ricorda che sono
vivo
e che esisto per te.

***

Vivere

Nell’ombra del nulla,
vittima di un’atroce
solitudine che mi paralizza
la volontà
cerco disperatamente
di vivere come
se non ci fossi…

.

a.j.coley

a.j.coley

.

Quando scende il buio…

Quando scende il buio,
cammino sui miei ricordi.
Sento il rumore dei miei passi
prigioniero in un lettino
che naviga in un mare in tempesta
che mi bagna il viso
si confonde con l’amaro
delle mie lacrime.
Quando scende la notte
la voglia di fuggire
mi fa sorridere
ricordandomi
che sono ancora
vivo
e che qualcuno
da qualche parte
pensa a me.
Quando scende la tristezza
nel mio cuore
la mia mente si riempie
di mostri
che hanno paura
della mia voglia di
vivere
e di amare
e di vedere nascere
un nuovo giorno di
speranza.

***

Se fermo tutti i pensieri…

Se fermo tutti i pensieri
brutti dentro la mia mente
e il mio cuore si ferma e
divento prigioniero di questa sofferenza
che mi ricorda questa realtà.
Sfoglio il libro del passato
per nascondermi dietro quei giorni
dove guardo
Senza trovare un muro
davanti ai miei occhi.
adesso che mi è difficile
guardarmi allo specchio
riesco ad amare anche
questa sofferenza
In attesa
del domani.

***

Il letto

Che vita può essere
una vita in una stanza
chiuso e solo
senza speranza
seguendo sogni con occhi
stanchi e spenti
e quando siedo nel letto
e mi preparo per alzarmi
mi sdraio pensando
che domani sarà
un giorno come questo.

***

Risveglio

Sono nato nel momento
in cui ho potuto specchiarmi
nei tuoi occhi, eri già mia
nei miei sogni!
Ti sentivo dentro il mio cuore
esistevi nella mia mente
e solo con il tuo amore
riesco a esistere.

***

Fine pena mai
.
La mia vita se n’è andata
nella mente c’è solo il passato
non più futuro.
il passato mi è diventato una
memoria confusa,
il futuro senza speranza.
La mia vita non è più necessaria
è finita. Adesso che il peggio
è  già accaduto
vivo tra illusione
e delusione.
solo rifugiandomi
nell’ombra del domani riesco
a essere sereno o quasi
perché solo la sicurezza della
morte mi tiene in vita
perché solo con la morte
la mia pena finirà.

***

Il Carmelo invisibile

Felice nell’infelicità
aspetto il giorno
che è passato…

Novara, 22-9-1999

**

Annunci

4 pensieri su “L’uomo (in) ombra – Poesie di Carmelo Musumeci

  1. imparo da queste parole la fatica del silenzio, del buio, l’infelicità che rompe il filo e non vi è sorriso ma consapevolezza che fa male
    sento la luce che resta in un tuo ricordo, breve faro limpido ascolto per noi qui

  2. Quanta umanità e quanto desiderio di riscatto nei versi di Carmelo! Vorrei segnalare, se la cosa può interessare, un’intervista sull’ultimo numero dell’Espresso ad Aniello Arena, condannato all’ergastolo, ma la cui attività come attore di riconosciuta bravura sta contribuendo alla sua rinascita come persona ed il film dei fratelli Taviani “Cesare deve morire” che racconta dell’umanità, della sensibilità, della dedizione, dell’intelligenza con cui un gruppo di reclusi porta in scena la tragedia shakespeariana.
    Quanto poco sappiamo noi “liberi” di queste persone recluse…..

  3. Ecco, vedi, quanto hai fatto tu ora è aiutare ad aprire quelle porte chiuse per non sentire più, per non vedere, per lasciare cadere, non certo per aiutare qualcuno a riformarsi, a rinascersi, a conoscersi. Grazie Antonio. Da parte mia auguro a Carmelo, che si è sempre dichiarato innocente tra l’altro, di avere finalmente almeno un declassamento di pena. Non è possibile che la giustizia che lo ha condannato, e lo libererebbe se facesse delazione,anche a vanvera (vedi caso Tortora) si creda davvero giusta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...