ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Dorinda Di Prossimo – Quaderno millimetrato

animated gif la bicicletta.

I vetri dell’inverno ho spazzato
il bastimento dei rami
i millimetri dei calendari
.

Comincia da qui il percorso per quadretti, tutti millimetrati, per misurazioni di profondità rappresentate in scala, millimetrica appunto, dove la parola sta, orizzontale e perpendicolare, cartesiana, senza dare la soluzione, semplicemente mostrando i punti, tra le ascisse e ordinate, le parole, chiamano, chiamano ciascuno con una voce che s’intona al colore dello sguardo di chi guarda.

.

Al mattino l’occhio, le spalle perfino, sono
una cosa sola. La voce non ha stile,
il gesto non è colmo. Col chiarore, poi,
le mal educate cose. La tazza nel lavandino,
le foto, la rigida maniglia, il conto senza sconto,
i gesti andati a male. Stolti, incompiuti

.

M’aggiusto coserelle senza ambiguità,
al mattino. Due righe di luce rubate ai vetri,
quattro versi di pensieri (un viaggio, la cura
d’una fuga), la polpa del caffè. Mi faccio chiara,
senza il lusso della speranzella. Pitagorica,
direi. Una moltiplicazione di molliche di buona
educazione (parlati piano, Dorì, lavati gli occhi
di ieri, metti la linda parananza). Rinvio
il sommario del freddo, la tenacia d’una felicità.
Alla poetica sgrammaticatura, m’affido,
alla colletta della nicotina; bionda, sulla ritmica
unghia, andantina.

.

E continua, continua così scrivendo sui vetri appannati, come facciamo un po’ tutti liberando la piccola notte che abbiamo dentro,  e che ci pungola ad essere ciò che siamo, che ci invita ad essere liberi dai doveri della pancia, della dispensa colma. Scrive, lei dice, da destra a sinistra e ne farlo si porta, o meglio la porta la apre e ci entra, dentro ogni stanza in cui tutto sta in attesa, di mostrare ciò che (si ) è, ciò che  “ci riguarda”. E’ un appuntamento con la vita e le cose, meglio, con la vita delle cose, tutte, dalla soffitta a ciò che sta chiuso in una cassa, cose del sottosuolo o di un altro mondo, quello che è caduto sul pavimento o sta a portata di sguardo, appena accanto al nostro occhio a cui non diamo mai ascolto che basti.

.

Restasse così il giorno. Due macchine quasi
per scherzo, tra un lampione e l’altro. La paura
di niente. Poiché niente accade. L’immobilità
delle rose tramortite in testa, potature
che giovano per allungare il cielo. Lo desidero
d’assempre il cielo. Me lo gioco come un buon
affare. Assi nella manica perdendo. L’asse.
Restasse così. Balcone senza inquilini
i pomeriggi di nicotina la fretta delle lucertole
nel calendario d’erba estiva. Parlano gli anni,
accasati, amorevolmente moribondi. Metto
fra un po’ trucco di gioielli, il brillante di mammà.
L’orlo fino al ginocchio. D’una seta speciale.
Che struscia, fra le cosce, tintinna, io so bene,
silenziosa.

.

E ad ogni pagina qualcosa cattura, millimetrato misura per misura l’essere, il sentirlo, percepirlo e anche guarnirlo di quei connotati che servono a rendercelo meno acerbo dentro il nostro sguardo, ad avvicinarcelo, un rigo alla volta, dentro il millesimo del codominio di ogni parola.
.

È complessa una pausa. È un’onorificenza
alle labbra, all’immaginaria resa d’una tonsilla.
Per gola. Per feconda avarizia che risucchia
l’occorrente. E svillana la fretta. I fiocchi
che altrimenti sgualcirebbero. Non posso, certo,
ancora dire: – Scusate, ho visto
un’amministrevole consapevolezza,
camminarmi accanto, un applauso di passi, un
cesto di fortunate giaculatorie. – Qui c’è solo
un’architettura d’echi. Un imbarazzato orecchio
che si consegna alle mani. Poi, nel poi, le
benedizioni. Il piccolo inchino. Ai giorni
congiunti. Ai sì dei no. Alla cortese attenzione.
Al post scriptum. Forse a inverno. Una sera.

.

Un libro da leggere senza metterci premure, senza volers sapere quale è l’impianto, prima di aver percorso tutto il perimetro ed aver praticato tutte le planimetrie dei verbi e le sezioni della sintassi, prima di aver controllato l’assonometria e il planivolumetrico, l’ingombro nelle nostre vie, già piene di traffico.  Affascina ogni quadretto, carta per carta, fino all’ultima segnatura.

fernanda ferraresso

**

Dorinda Di Prossimo, Quaderno millimetrato- incertieditori 2012

4 thoughts on “ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: Dorinda Di Prossimo – Quaderno millimetrato

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