Giampaolo De Pietro- poesie da scoprire

gianni berengo gardin

Gianni Berengo Gardin_VeneziaLieve, sottile, ironica e quasi in trasparenza la parola di De Pietro fa della realtà una surrealtà di cui stupire, in cui abita anche il dolore, come un colore che s’infiltra tra le cose ed è nel fondo delle righe, nella scrittura, di cui l’impermanenza dice l’effimero del mondo e di noi tutti, l’incapacità di restare a lungo fermi, anche con la parola che sembra involarsi via, arrotolandosi al vento, pur di sé impregnando lo sguardo, i pensieri e il corpo, facendone un mondo che, uno dietro l’altro, scivolano dal palmo lasciando spazio all’improvviso, quel breve soffio di follia, di poesia che ci rende vivi.

fernanda ferraresso

.

gianni berengo gardin

Gianni Berengo Gardin2.

Fumo di notte
scopro il buio
sotto le porte
non dico addio

*

Un ora a scala.
Un’ora a scale.
Fronte(a)fronde.
Capriole di cose,
capriole delle cose.

*

il paesaggio è una questione alfabetica
Daniele Alberto Morello, Libro della vaganza (Giuntina ed.)

.

Tempi soffrono
direzioni,
dimensioni
indicazioni.
Effettivo l’uscio
al cuor. Un
signore in zoccoli
fuma. Dice il
manifesto da
bere, “fortuna è
un’attitudine”.
Poco più in là dal
centro abitato il
sole s’era
dedicato un
discorso al quasi
periferico
rivolto, se a
distanza colora
l’ombra le ombre
a risollevarsi
quasi tutte dai
distratti ai posti
scomodi. La
signora apre la
valigeria. Chiudo
gli occhi estendo
le mani, chiudo le
mani e stendo gli
occhi. Cosa
succede a una
micro distanza.
Non cancellando
nomi da declini.
Il prato scende
discorso fra tre
corsie differite.
Sarà più
ombreggiata la
strada del bruco
o l’eco di farfalla.
Ho, come capito

*

Anonimi e altri eroici.

Un semino piantato
– di carrubo, tra il fiato
e il braccio. Col sole
fiutato nel volino di
farfalla, a una spalla
bianca spolverata ap-
pena, un’onda di schiena
e velluto sul dorso
fondo di una mano,
un arcobaleno a
tratto sotto le borse
degli occhi tra
la scintilla severa
e quella serena dei casi
autorizzati dal dato
al fato di accorgersene
e viceversa il capo
chino di bacio
nell’onda di un abbandono
cascato dal vortice
dei capitoli e il libro
dei capitomboli
registrati in acqua
dai tuffi perenni e
saluti in forma
di avanzi di tempo
..

gianni berengo gardin

Gianni Berengo Gardin4

.

specchi in
avanti gli occhi di
tutti quanti i
giorni questi. No
no, dio non è il
tempo, forse un

Certo aperto,
titolo cielo, il.
Tetto, vetta,
letto, rincorsa.
Cielo, tuo ri-volto
buio, coperta di
risvolto e risvolto
di copertine

.

gianni berengo gardin

Gianni Berengo Gardin - Al Lido.

Da Abbonato al programma delle nuvole – L’arcolaio Editore

Quella nuvola ha
il profilo liscio di
balena e le ali da
passero, si sta
assottigliando.
Ce n’è un’altra
più rapace ha ali
divise. Abbonato
al programma
delle nuvole, per
il cane la porta
che si apre è
la scena madre.

*

Ce n’è un’altra
più rapace ha ali
divise. Abbonato
al programma
delle nuvole, per
il cane la porta
che si apre è
la scena madre.

*

Oggi le penne non scrivono
sarà lo sciopero loro, il tuo
vi aderiscono pure le tazze
non ancora lavate dentro il lavabo
– e il sit-in delle espressioni delle cose
sulle mensole che si uniscono immobili
alla manifestazione
o corteo del silenzio
come morti sull’attenti
nessun vigile nessuna forza dell’ordine
le frasi indette al loro processo
di sedimentazione stanno
in seduta dodecasillabica stagna.

*

La sig.ra capra e la sig.ra anatra,
il signor gatto baffuto
dal tono dimesso, elegante,
lui sì che ha sempre saputo
riconoscerlo quel sapore
di sollievo che la sera ha in serbo,
e io che dal cespuglio di questi mustacchi
neppure tanto ben potati, o
particolarmente amati, perdo
ancora l’orientamento.

*

Letargo delle piccole ombre.
La testa tartaruga.
L’ombra tenerezza
di una preghiera
con la testa rivolta al muro,
dio ci sarà pure dopo il duro.
Pelo d’acqua, acqua al contrario.

*

Le foglie cambiano pelle,
me lo hanno detto loro.
Chiedono, inoltre, di dire
ai bambini che, poi, tutte
andranno in cielo, dato che
provengono da lì, loro e i
loro genitori, gli alberi, ma
proprio da lontano, quando
terra e cielo erano un solo ramo.

*

Arrampicare il fiato al buio
attraversare il campo a filo d’aria

.

gianni berengo gardin

Gianni Berengo Gardin5.

RIFERIMENTO IN RETE

http://profilodiuncappello.wordpress.com/

13 Comments

  1. sì “da scoprire”, da intuire con occhi sospesi e rapidi
    ci sono passaggi di corsa, che saltano, e danzano come il dialogo con le foglie racconta di noi

    grazie
    elina

  2. si sta
    “assottigliando”;
    con la parola mancante entro e ringrazio, sorpreso (e tanto) te, cara Fernanda! Mi trovo qui e leggo – e salto sul posto a sedere, di domenica.
    Grazie, davvero.
    Mi sono emozionato, capita sempre per fortuna!
    A presto presto, cari saluti
    G*

  3. Quella nuvola ha
    il profilo liscio di
    balena e le ali da
    passero, si sta
    assottigliando.
    Ce n’è un’altra
    più rapace ha ali
    divise. Abbonato
    al programma
    delle nuvole, per
    il cane la porta
    che si apre è
    la scena madre.

    (Eccola, così com’è nel libro, libro a cui sono affezionatissimo, anche per la sua “bella forma” per grazia dell’editore, Gianfranco Fabbri che ho il felice destino di avere incontrato e di avere per amico!)

  4. Grazie e…adesso ho scoperto il modo per farti arrivare! Taglio un pezzettino di stoffa di parola e …aspetto, che tu venga a ricucirla. Ciao e grazie, grazie per la “poesia”. ferni

  5. Sì! Giampaolo è sarto! con carta e penna fa abiti per ogni stagione e per ogni istante –

    la sua poesia è poesia dell’aria – anche quando esprime sassi –

    è un acrobata libero – il suo stile poetico è per me attento ed elegante – prende con cura la particella più piccola di vita e ne fa compagna da ascoltare e scoprire – seguire – fino a un corpo intero –

    quando leggo le poesie di Giampaolo De Pietro ho la sensazione speciale di sfogliare un libro nel cielo –

    grazie sempre!

    Saragei

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