Idillio con cagnolino- lettura di Nadia Agustoni

mario giacomelli- questo ricordo lo vorrei raccontare

giacomelli-questo ricordo lo vorrei raccontare.

Notte di San Lorenzo

Dormite insieme nello stesso letto
con i vostri ottant’anni di differenza,
del mondo non sappiamo più niente:
non ascoltiamo i telegiornali
né tantomeno compriamo un giornale,
abbiamo scelto il silenzio, l’accadere del giorno,
lo spazio intorno alla nostra casa.

Se c’è da andare in farmacia, andiamo
se c’è da andare alla posta, anche
ma per il resto abbiamo deciso
di coprire a grandi passi il selciato
davanti alla porta e di salire e scendere
le scale tante volte per prendere e portare.

Poi quando vengo a dormire vi separo:
ti metto nel letto piccolino e io prendo
Il tuo posto nel letto matrimoniale.
Salgono gli spiriti nella stanza
attratti dalla mancanza di rumori,
anche un’aria stellata avvolge le mura
e noi veleggiamo tutta la notte,
tu alla ricerca della Strega Malefica,
Io di te, e tua nonna di te, di me, e del suo primo amore.

Da Idillio con cagnolino, di Alba Donati. Fazi Editore, 2013.

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È uscito, dopo una lunga assenza, il nuovo libro di poesia di Alba Donati Idillio con cagnolino. Sono passati quasi dieci anni da Non in mio nome e Alba Donati è sempre la voce chiara nei cui versi leggiamo uno spaccato del tempo, senza il gridare ossessivo di molti, solo con la pacatezza della propria vita, scelte e parole. Parole che non cadono per caso, parole accolte, meditate, vicine alla linea di confine in cui privato e pubblico si incontrano per dire ancora una volta come sia necessaria, non la poesia in sé, che siamo pieni di libri uguali l’uno all’altro, ma quella pausa che lascia al silenzio il tempo di imprimersi con immagini nuove e lo condensa infine in versi che non cercano di stupire ma traducono uno stupore, per le cose belle e semplici come per l’orrore di morti insensate.

La poesia che apre il libro, “Fernando”, sembra un po’, ma solo un po’, staccarsi dalle pagine dei libri precedenti, specialmente dove erano le figure del paese natale a dare corpo ai testi. “Fernando” inscrive qui i cambiamenti avvenuti che portano nella voce di Donati un “Perché”, ma senza punto di domanda, forse semplicemente affermativo:

Perché un vecchio…
dal suo letto
in cima al paese urli e chiami mamma
(p.9),

e subito i versi prendono respiro raccontando per quadri; abbiamo così frammenti che danno il profilo di una vita e insieme la suggestione di una magia-radice, pur senza la nostalgia a fondamenta:

Perché ci sia questa magia dell’uomo che cammina,
in un tempo che a dispetto di molti, non si ferma non finisce,
e si assottiglia per arrivare a domani.
(p.10-11)

“La magia di Pegaso”, prima corposa sezione del libro, è composta da testi in apparenza privati, tuttavia recano quasi sempre tracce di un altrove che non arriva da notizie dei giornali o dalla televisione, ma da un cercare/cercarsi. Non a caso la prima poesia della sezione è uno sguardo su tre generazioni di donne, la madre la nipotina e l’autrice stessa, madre della bambina. Gli ottant’anni che separano nonna e nipote sono occultati dal non sapere del mondo “più niente” perché

abbiamo scelto il silenzio, l’accadere del giorno,
lo spazio intorno alla nostra casa
(p. 15).

È proprio in queste poesie però, che Alba Donati registra, col passo tra “vecchie” favole e cartoni animati di oggi, la mutazione avvenuta nelle abitudini e nell’immaginario; se non il nostro, in quello delle generazioni di giovanissimi.

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3 Comments

  1. D’altronde di un’autrice che ha scritto qualcosa di indimenticabile come “La ballata della Repubblica contadina” è giusto e doveroso continuare a parlare, soprattutto se ci ha donato altri libri così toccanti per qualità di scrittura e di tematiche.

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