100Thousand/ poets for change a Bologna-VITTORIA RAVAGLI RACCONTA I LANDAYS NEL GIARDINO DEL GUASTO- Parte 2^

giardini del Guasto

giardini del guasto

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Riprendiamo il racconto sul 28 settembre, quando nei Giardini del Guasto le donne hanno letto landais.

Noi del Gruppo Gimbutas abbiamo voluto dedicare la nostra lettura ed il pomeriggio intero al ricordo delle tante donne uccise dagli uomini che dicevano di amarle e quindi il doloroso inizio è stato un lungo elenco di nomi, come una litania:

“A Eleonora Noventa, 16 anni, uccisa…., a Chiara Brandonisio…., A Roberta……A Debora Palazzo…” poi landais intervallati dalle voci delle nostre giovani e bravissime ragazze, Gea Rigato ed Alice Raffaelli ed il tamburo leggero, come rintocchi di campane.

Dopo aver raccontato brevemente la storia dei landais, questa composizione breve di due sillabe, usata dalle donne afgane, di cui abbiamo scritto su CARTESENSIBILI il Gruppo Marija Gimbutas di Sasso Marconi ha letto landais scritti da altre donne e pubblicati sul blog di Cartesensibili o sulla Pagina di FB gestita da Patricia Darrè e Marco Ribani. Abbiamo voluto rendere così omaggio a chi in rete ha già diffuso questa forma poetica.

Ciascuna di noi ha poi aggiunto qualche suo landai, scritto in questo periodo di preparazione all’iniziativa. Trascriviamo solo questi.

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guasto3 

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Per Lorena Cultraro, 14 anni

Ancora bimba giocavi col tuo corpo,
e con il loro, belve con occhi d’angelo.

.
Non potete più ignorare
che il cielo si oscura sopra la ferocia delle vostre mani.

Marinella Borruso

*

Non ho più voce, non ho corpo
Guardo la tua violenza, come se non fossi io.
.
Io sono il mio corpo
Toccami piano. Non lacerare la mia carne viva.

Cinzia Castelluccio

*

Quante voci aveva il mio silenzio
Nessuno le ha sapute ascoltare, nemmeno io, e ti ho lasciato vincere

Sandra Federici

*

Aborto

Ora il mio ventre è vuoto
come il sepolcro del Cristo a Maddalena
.
Susanna

Non toccatemi con le mani sporche
non toccatemi con le mani
io sono i fiori
il giardino
la fonte

Cristina Nuvoli

*

Tornerà il tempo delle donne

Noi , come Meena Kamal,
siamo le donne che si sono destate
.
Ritroviamoci nelle piazze
a decidere insieme che futuro vogliamo
.

Il patriarcato è morto
tornerà la gilania, la parità, la pace

Vittoria Ravagli

*

Mi fai questo perché sono umana, proprio come te.
No, tu non lo sei. Ma io lo resterò, sempre...

Medea al contrario

I miei bambini avvelenati
nella casa infuocata
dove mi hai baciata

Gea Rigato

*

.

Landays originali di donne afgane dal testo tradotto di Sayd Bahaudin Majruh:

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Sayd Bahaudin Majruh: El suicidio y el canto.Poesia popular de las mujeres pastunes-Traduzione e lettura di Fernanda Ferraresso

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guasto4.

Il Gruppo ANNASSIM di Bologna – con Hend Ahmed e Mariem Parracino Ahmed, Lella di Marco, Alessandra Lazzari, Paola Montanari, Hajiba Radouane, Liliana Ricci.

Le donne egiziane, che vivono in Italia, ma appena tornate dal Cairo, hanno raccontato insieme alle altre donne, con i loro landais e non solo, la terribile realtà che vive il loro paese e le donne in particolare. Le ragazze di Annassim hanno detto in arabo e in italiano, nel silenzio assoluto.

Le loro storie così vere e dolorose hanno reso più concreto questo nostro incontro, ed i landais hanno gridato al cielo. Lella di Marco ha interpretato il bisogno di condivisione, la necessità di una partecipazione politica a questi eventi che ci dovrebbero toccare tutte/tutti.

I Giardini del Guasto hanno ascoltato muti. Ecco i landais:

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انا ام و بنت 

امرآة في كل شيء مصرية في الالام
.

بلدي و وطني مصر 

دمرتها شراسة السلطة

منازل محروقة

فن،ثقاقة و كلّة الكائناة الحية

.
حمزة٤ سنوات

يقلد اطلاق النار والجرحى 

و يعرف آنها ليست لعبة

.

هواء ملوث ،دخان و غبار

الرمال والسحام على الشعر و الوجوه

صراحة في نفوسنا

.

اخوة مستبدة عساكر 

عبيد قتلة للفراعنة الحقييين

من أجل الحرية مو و متفجرات

تدمير لإرادة و أفكار الثورة

.

خطؤنا الكبير في هذه الثورة

كوننا نساء

.

جسم،هواجس،جنس الأنثى

خوف و انتقام م السلطة

.

العنف الجنسي والإغتصاب الجماعي

أفضل طريقة لمعاقبة المرأة في الثورة

.

جنس الأنثى كهدف

إهانته،تعذيبه،لذة لسلطة

.

سارة و أخريات يصرخن بالحرية

جردن من ملاسهن،قيدن،اغتصبن أمامالمارة

.

كل امرأة متمردة تعتبر عاهرة

خطر على النظام و حكامه

.

إهانة،تعذيب و اغتصاب

دون أن يدفع أحد ثمن ذلك أحد

.

رسومات على الجدران؛رسومات ملونة لنساءٍ بُكم

أرشيف في ذاكرة صوت الحرية

.

أعيش في إيطاليا مع أبنائي الإطاليين

ممزقةإلى إثنن من الالآم

.

ـميدان التحرير من أجل الحرية

أكبر هدف في حياتي

.

صرخت مع نساءٍ:شابات و ُمسنّات

شجاعات و قويات

أنا إمرأة مصرية مُهاجرة في إيطال  

.

Traduzione dei landays

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Sono madre e figlia
donna in tutto, egiziana nel dolore
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Il mio paese, il mio Egitto
distrutto dalla ferocia del potere
.
Il fuoco brucia case
arte culture civiltà esseri viventi.
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Hanzma 4 anni
mima spari e feriti. Sa che non è un gioco.
.
Aria irrespirabile: fumo e polvere
sabbia e fuliggine su capelli e volto
candore sulle nostre anime
.
Fratellanza dittatori militari
servi assassini dei veri “faraoni”
.
Per la libertà: morte, esplosivo
annientare volontà e idee di rivolta
.
La colpa più grande nella rivolta egiziana?
Essere donna
.
Corpo, pensieri, sesso di donna.
Sono paura e vendetta per il potere.
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Violenza sessuale stupri di gruppo
Come punire meglio una donna in rivolta?
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Corpo femminile come bersaglio
Dilaniarlo, oltraggiarlo, annientarlo…E’ piacere per il potere
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Sara e le altre gridano libertà
Denudate, stuprate, legate sono esposte ai passanti
.
Ogni donna ribelle chiamata puttana
E’ pericolo per regime e governanti
.
Stuprate, oltraggiate, annientate, offese.
Nessuno ha pagato.
.
Graffiti sui muri, graffi colorati di donne senza parola
della memoria megafono di libertà
.
Sono in Italia.Italiana con figli italiani.
Lacerata dall’atroce dolore.
.
A piazza Tahair per la libertà
la più grande emozione della mia vita
.
Ho urlato con donne: giovani, anziane, coraggiose, forti
io donna egiziana immigrata in Italia.

.

guasto1.

Di seguito il GRUPPO DONNE di POESIA di MODENA, con tanti landais così vari e belli.

.

 Maria Chiara Papazzoni, Donne di Poesia.

Toccami o fiore d’autunno
e lasciati toccare, e mi picchia, mi fa male
.

dolci sulle foglie di rabarbaro
gocce di gelo dell’acqua piovana

dea dell’autunno bacia,
sfiora la nostra pelle, un filo d’aria

(non piangere bambino
tutto rinascerà nel tuo giardino
.
poi la brezza si farà ghiaccio
ma per ora la tua dolcezza
.
o sole d’autunno mi accompagna
come un segreto nascosto in una scarpa vecchia)
.
vento d’autunno accarezza
tutto ciò che ho di più caro,
.
sfioralo appena, così, con delicatezza
e tu, Tatiana, uscita a stento dal vagone
.
lontana dal marito-padrone
di nuovo sorridi, e scrosci di risa
poter lavorare ancora che felicità
.
delle cosce lacerate dal treno
resta solo un ricordo da non ricordare
.
ora è ormai tempo di uve e mele
o sole gentile bacia la fronte di Marika,

sola, Marika cresce due figlie
caccia il marito violento
pòrtatelo via, o vento, o vento.

**

Lisabetta Serra, Donne di Poesia.

Lei:     Vieni – ha detto – parliamone
…………lo sai che t’amo ancora, fidati di me

           No, che non mi fido: dall’auto
………..mi hai gettato la schiena mi hai spezzato

Lui:    Senza di me tu non sei niente
………..sei solo una sozza puttana alla deriva

Lei:    Tu sei un uomo alla deriva
………..che non sa mantenere una famiglia. Non ami nessuno

Lui:     Io ti punirò per la tua lingua malvagia
…………io ucciderò te e i bambini

           E cominciò la gragnuola
……….
di pugni e calci i bambini gridavano

Lei:     Fammi quel che vuoi
………..ma non spaventarli

            Per fortuna accorse un vicino
            veloce chiamò la Polizia

Lei:      Io ero nera di lividi
………….I bambini non smettevano di tremare

            Tremeranno per sempre lui
…………ritornerà. Sarà peggio di prima.

            Questo Landays ti mando cara
…………sorella, vieni a salvarci portaci via

.

vittoria ravagli

Mara Paltrinieri

Il 15 settembre 2012 un drone U.S.A. delle orde crociate (in assoluta bestemmia al nome di Gesù Cristo) sventra 13 giovani donne afgane, nostre sorelle. Dall’alto dei cieli sembrano uomini nemici e perciò roba da eliminare. E qualcuno – o qualcuna – che si crede Dio spinge un bottone, clicca.
Erano 13 ragazze che andavano su per i monti a cercare legna e pinoli, semplici doni di una terra ardua di silenziosi tesori. Si muovevano con grazia di caprioli, ridendo scherzose nel mattino dei loro inermi amori di donne: a casa le aspettavano le nonne, le madri, le sorelline, le figlie non ancora nate. E i nonni, i padri, i fratelli, i fidanzati, gli innamorati ancora segreti e i figli sognati. Esse li amano, nonostante tutto. Esse desiderano che quegli uomini vivano. Nonostante tutto.
Il drone ha strappato loro il burqa, sono state violate senza essere toccate.
Esse sono ora la nuova costellazione delle tredici vergini sorelle, nell’umile gloria a corona del loro cuore che si offre a noi come guida per sorgere sulla via dell’aurora. Ecco i versi del loro coro.

Gravido fico settembre in zucchero s’apre
a te, rosso riso che chiama

Per sentieri di nebbia tredici ragazze
filano a sé in burqa la luna

Ci vela argento all’oro che trema e carezza
la guancia la pancia l’anima

Sorelle il sole ci accende come vergini
stelle che per sé il cielo brama

Io ho occhi verdi di un mare che mai mi vedrà,
lui ieri m’ha detto che m’ama

La più piccola di sonno danza e s’inciampa in
un nido d’uova, pappa buona

Per un fratello di febbre, dalla battaglia
tornato bimbo arto fantasma

La fame si gioca con mille pinoli – e uno:
Sharazad insegna regina

E qui di rami secchi un intero Corano!
Brillerà il buio di occhi in fiamma

Attorno al fuoco festa di flauto la notte
sarà per me a te vicina

Ma nero, ignoto, uccello, tuona. Fulmina. Me.
E’ morte non essere donna.

Drone è il nome di te quando spingi il bottone.
Libera oltre te, io l’umana

Brillando insieme, corona di astri sui monti
sorgiamo in Dio – infine – mamma


*

Vilde Mailli
Gruppo Donne di poesia di Modena

Terra, donna, madre: con quale
violenza ti devasta chi da te vita riceve.

Sorridenti aggredite
la vita, incuranti dei venti di morte.

Tra mare e cielo un velo
di pianto si consuma: ecco la terra.

Nel buio crescono i semi
come nascosta è questa rabbia di vita.

Il passato è una ghirlanda
appassita: nuovi fiori attendono l’intreccio.

Cerca nell’alba la parola
la tua risata rischiarirà il mondo.

*

Milena Micolini

Non strizzarmi più, non ne viene giù nient’altro:
semmai , se insisti, veleno

Per la pace c’è tempo, non strillate tanto:
ora, pensiamo a morire!

Amiche care vi saluto tutte dov’è
che vi siete allontanate

Non ti perdono di impazzire d’alzheimer
di abbandonarmi da viva

Se è rosa di sera bel tempo si spera:
che non sbiadisca a celeste

*

Giovanna Gentilini

se commini insieme alle altre
più chiara e vicina ti sembrerà la meta

con il tuo corpo hai creato il mondo
e ti hanno cucito la vagina

amarla è tenerla per mano e lasciarla andare

se la parola è latitante
chiamala a sostenerti nella lotta

le amiche fanno ponti sulla neve
per toccare il rosso cuore della rosa

sicura sulla terra arata a piedi nudi camminavi
veloce il volo degli uccelli mimando correvi
ora su venti centimetri di tacchi a spillo ondeggi

rosse consumate in punta sono le tue scarpe
raccontano i recinti che hanno attraversato

con la parola hanno creato il mondo
con un sasso ti hanno chiuso la bocca

con le Scritture hanno creato un “ Dio violent”
e ti hanno ammorbato la mente

quale che sia il fine
non c’è giusta violenza “ quanto basta “

riprendiamoci la “ misura”
ritorniamo al corpo che siamo

.

CIMG7376.

Il  GRUPPO dell’ASSOCIAZIONE ARMONIE di Bologna, con Sandra Schiassi, Stefania Ferrini, Giulia Rubicondo,  hanno letto landais che hanno scelto dai siti internet che ho indicato
sopra.
Stefania ha letto: ” Quando Mah Gul è stata decapitata- Il mondo non ha tremato ” di Noorjahan Akbar, contro l’indifferenza che circonda anche le più grandi tragedie, contro l’assuefazione al dolore, contro il vuoto che spesso riempie le vite di chi vive nel benessere.

**

Il  GRUPPO ’98  DI POESIA di BOLOGNA numeroso, vario, colorito: landais spesso  ironici, a volte dolorosi…
.

Ma se adesso mi ammazzi
chi ti farà più le quaglie ripiene?
.
Ammazza piuttosto una gallina
Piantale due spilli sotto ogni penna.
.
Dopo, sarò sempre e solo tua
Però, non profumerò di mirra e sandalo.
.
Fermo, marito mio, lascia la zappa.
.
Aspetta, caro, lascia che mi cambi.
Questa veste nuova, tenetela per dopo.
.
Se proprio devi farlo, gettami in mare
Sotto i tuoi piedi, nemmeno morta.

Paola Cimatti

*

Cacca merda uccidi aiuto me
stronzo amore sempre botte muoio e t’amo addio.
.
Lei dormiva nel letto con lui
lui si svegliava nel letto la notte, la picchiava
.
Scelto per principe azzurro
la faceva blu di notte a forza di botte.
.
Bambina che chiama la polizia e
la mamma diceva non farlo, lo amo, non voglio
.
Cacca merda uccidi aiuto me
stronzo amore sempre botte muoio e t’amo addio
.
Non voglio che vada in prigione
da grande capirai le diceva imparerai a sopportare
.
Cacca merda uccidi aiuto me
stronzo amore sempre botte muoio e t’amo addio.
.
la bambina picchiò il babbo
ora per sempre era libera grande cresciuta
.
diciotto anni e difende la mamma
per sempre è libera cresciuta, se stessa
.
Cacca merda uccidi aiuto me
stronzo amore sempre botte muoio
e morta t’amo sempre botte addio.

Leila Falà

*
minacci di uccidermi
credi sia tua proprietà  questo non è amore
.
durante lo stupro
il corpo era lì  la mente altrove
.
proprio perché donna
portatrice di vita  dovresti rispettarmi
.
dovevi proteggermi
invece mi picchi e uccidi
.
pezzi di stoffa  pezzi di vita
mondo a pezzi  e noi donne spezzate

Serenella Gatti

**

E  lentamente si diventa
sasso strada silenzio, cuore vivo.
.
Quel giorno che volevi dire
non parlasti d’amore ma d’atti violenti.
.
E tu dicesti rabbia, rinuncia
in folle dolore convertita e amara.
.
Ricorda l’antica sentenza:
sii te stessa e sarai illuminata.
.
Come vino scaturiva l’ebbrezza,
e la pelle odorava di una vita nuova.

Loredana Magazzeni

*

Non so perché lui si agita…
La mano si trasforma in arma di odio.
.
Colei che vive nell’angoscia
ha già pronto il sudario della propria fine.
.
Il suo occhio si fa rovente
il terrore mi soffoca, mi paralizza.
.
Nella mano orrida lama
non mi uscì neanche: “Tu, un assassi…”
.
Il mio volto e le grida
perseguiteranno tutte le tue notti.

Graziella Poluzzi

*

Il  viso terreo  ansimava.
Braccata. Le pareti spesse. Prigioniera.
.
Un fazzoletto sulla bocca
freno  i singhiozzi.  Il corpo trema nel buio
.
Se avessi  gridato, la paura
sarebbe fuggita col grido, ma ero muta
.
Mi  accarezzo il petto e il ventre
Mi immergo nella vasca come fosse  mare
.
Davanti allo specchio seppi
che sarei rinata  e mi pensai  lontana

Paola Tosi

*

Dove sono le mie scarpe?
Gemono tra le fiamme, io e loro insieme.
.
Non ti offro più il seno.
Da morta sono diventata striminzita.
.
La tua ascella era nido.
Poi calvario. Adesso nulla più.
.
E no! Questo proprio non si fa.
Mordermi i capelli. Sei stato atroce.
.
Mia sola pura vita
dicevi mentre affondavi la lama.
.
Adesso mi hai ucciso
hai fatto la cosa più strepitosa.
.
A che serve ora la mia mano?
A niente, sta tranquillo. Gocciola di sangue.
.
Mi hai ucciso davvero.
Almeno tu ti senti meglio adesso?
.
È finita. Hai colpito.
Mi hai lasciato stecchita senza parole.
.
Sto per morire d’amore.
Da te non me lo sarei mai aspettato.
.
Ho dato via il mio cuore
troppo presto. Mi si stringe lo stomaco.

Carla Ursillo

*

come vorrei che tu morissi, vecchio scimmione impazzito
ti regalo un corpo castrato perché tu sia felice amore maledetto
.
se ti graffio viso d’angelo che ne sarà della tua pelle di velluto?
Come posso vivere così come una specie di mummia
.
ti ferirò a tradimento
per non essere annullata
.
Alessandra Vignoli

*

Per un uomo senza qualità
dolce vendetta ignorarlo sarà
.
Se ti chiedi com’è finita
sarà l’inizio della vita
.
Solo spazio vuoto a lungo
lungo il solo silenzio nudo
.
Lancia il cuore oltre l’ostacolo
sarà quello il tuo proiettile
.
Senza fare un grn rumore
sai abbattere i tuoi muri
.
E se sogni un disonesto
domattina ti svegli al più presto
.
Dai rifiuti nascon fiori
non nasconderci i tuoi dolori
.
Ma in fondo nulla si cela
fai domande e hai risposte
.
Ecco l’altra sponda del fiume
hai nuotato fino alla riga
.
Il caso accade frequente
tempo di smettere sospiro sospeso
.
Spalanca la porta chiusa
di là ci sono parole di carne.

Vanna Virgili

*

Consigli a una sorella
Spersonalizzalo, scordane
L’odore, il timbro della voce, i connotati.
.
Questo è il trucco se vuoi vivere
E trattalo come una semplice unità.
.
La gabbia è troppo stretta, scappa
Prima che lui ti mostri quanto t’ami.
.
E considera i fatti, quelli soltanto
Non vedere quello che vorresti fosse.
.
Fai rete con le altre, rompi
I silenzi bui dei destini infondati.

Zara Finzi

*

Per secoli hai soffocato la mia voce
ora che grido forte tu la devi ascoltare
.
Le dita delle donne tessono vita
che gli uomini distruggono con ordigni di morte
.
L’amore non ti rende padrone
la gelosia ti offusca la vista non misura l’amore
.
Se siamo la forza che regge la vita
perché ci rendi vittime della tua violenza?
.
Anna Zoli

.

guasto8.

Nel  Giardino del Guasto, tra il pubblico, o un po’ appartati in gruppo, vi erano anche uomini. Ha letto sue  poesie Giancarlo SissaElio Talon e Marco Ribani hanno recitato  landais  della pagina FB. La loro  presenza,  tra il pubblico numeroso delle donne, ci ha fatto piacere. Per ora pochi uomini condividono pubblicamente il  discorso contro la violenza sulle donne. Ma leggo di una iniziativa che si terrà a Bologna il 13 ottobre presso l’osteria del Montesino, organizzata da Giancarlo Sissa… Ed anche uno dei poeti di 100TPC, presente il 28, Bartolomeo Bellanova, ci  ha scritto in vista del  25 novembre per una iniziativa a Pianoro…  e questo dice che  il discorso gira, che si allarga, e  lentamente gli uomini  vincono la timidezza ed un certo imbarazzo,  si espongono  per  cambiare, insieme a noi, una realtà non più accettabile.
Come ai Giardini del Guasto,  termino  con un grande  abbraccio corale per  chi si impegna  con l’intento di  migliorare le vite, e  non solo le nostre.    Vittoria

Un grazie  caloroso da parte di tutte/tutti  agli organizzatori dell’iniziativa 100TPC.

*

RIFERIMENTI IN RETE  PARTE 1^

https://cartesensibili.wordpress.com/2013/10/06/100thousand-poets-for-change-a-bologna-vittoria-ravagli-racconta/

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