Carnage nelle inquadrature di Roman Polanski- Fernanda Ferraresso

antonio palmierini
 
antonio palmierini-spaceout.
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Si tratta di episodi divenuti così comuni che spesso si sorvola su tutto quanto concorre a maturare quei gesti che si fanno momenti di vita violenta, feroce. Gli artefici del fatto sono due giovanissi, entrambi 11 anni. Fanno quello che hanno fatto anche i loro padri, hanno litigato a causa di un diuverbio per le bande. E c’è una storia antica, quanto Caino, anche se ormai entrambi appartengono alla stirpe di Caino. Uno impugna un bastone e ne fa un’arma, anche oggi, primitiva e selvaggia per picchiare in faccia, dove è più visibile il segno che si lascia e nel dopo, nel fare, agire che ne consegue. Sangue, labbra gonfie e denti rotti, non si vedono mai, tutto avviene prima, o dietro la storia, un po’ come nel teatro greco che il gesto non si vede ma tutto il resto attiva l’azione della storia in scena, la stessa scena che è la vita, inquadrata quadro per quadro, gesto per gesto, parola per parola, in un rallentamento di tutto quanto è rapidissimo e non si scorge che con la coda dell’occhio. E’ qui che entrano i genitori, perché sono coloro che generano non solo il figlio ma le sue, loro azioni e quindi sono corresponsabili, come lo è la società di cui fanno parte e imperversa in tutte le sue fitte radici e diramazioni per disgregare non connettere individuo,  famiglia, nucleo, collettività,… Penelope e Michael, sono i genitori della Vittima, e Penelope è colei che tesse, anche qui tesse e incontra i Proci  anche qui. Michael è anche lui, a modo suo, un Ulisse, comelo è l’altro padre, per questo i due si riconoscono e si combattono come già è accaduto nella storia, l’altra, quella che ha condotto Odisseo per mari e per terra per non capire niente di se stesso, tranne di dover andare dentro il viaggio, in un continuo allontanamento.
Sono questi due genitori che invitano nel loro appartamento, nell’elegante quartiere di Park Slope, a Brooklyn, Nancy e Alan, i genitori del l’altro ragazzino, che essi stessi definiscono pazzoide, anche se la madre,Nancy, consulente finanziaria all’apparenza riservata, lo riprende ogni volta, relativamente alle sue definizioni e sottolinea la sua assenza ed è lei che vomita, fisicamente, materialmente,la repressione a cui si è costretta nella loro relazione di falsa co(p)pia. Alan è un avvocato di successo, lui cura tutte le cause che per ottimo motivo dovrebbero andare perse e invece decidono l’infamia della speculazione, le lobbies dei diversi settori, specialmente farmaceutici, che dovrebbero sanare, non ammalare, e come avvocato dovrebbe sanare le relazioni.Dovrebbe perché tutto ciò che fa va in senso contrario. Il suo cellulare non smette mai di suonare e anche quello è motivo di continuo allontanamento dalla relazione che non gestisce che per frammenti, per perifrasi preconfezionate e inutili, disgreganti. Le linee del confronto fra i quattro in una stanza dell’appartamento, sono costantemente ridisegnate,c’è sempre una svolta inattesa  che li ritrae in configurazioni nuove e in alleanze variabili tra loro. Divergenti, divertenti, disperati ma anche falsi, perfidi, contraddittori, profondamente mutevoli e fragili, tutti, anche se si credono fortissimi. L’avvocato, ad esemprio, perdendo il cellulare a causa della moglie, che lo getta nel vaso da fiori, viene di fatto liberato da una ossessione ormai ingestibile, ossessione di entrambi però, lui che lo sua in continuo e lei che lo subisce. La semplicità ingenua che diventa barricata e chiusura degli altri due coniugi all’interno di azioni che non superano mai la soglia di casa…
Vengono mostrate cose dentro le case e ne vengono fatti i casi della nostra mostruosità aberrante, perché sconvolge, un passo alla volta, la genesi di altre vite, oltre le proprie, che purtroppo non cambiano e ancora subiscono la violenza di quel dio dei massacri che tanto spazio ha avuto nel tempo delle scritture e ancora oggi, sulle pagine di cronaca dei giornali.
Vedere il film di Polanski mette la voglia di leggere il testo da cui è stato tratto,  Il dio del massacro di  Yasmina Reza, un’autrice armata di scrittura e uno sguardo taglientì , una parola feroce, corrosiva, dissacrante, che spacca ciò che vorrebbe restare chiuso, incapsulato e diventa esplosivo, mettendo in luce ad arte le tante discrepanze dell’oggi.
Ah! Dimenticavo di dire della chiusa, la scena conclusiva su cui chiude il film , mentre già scorrono i titoli di coda. Campo lungo, all’aria aperta, la scena è  nello stesso parco dove i due ragazzini hanno litigato. Segue un campo corto che in quadrato mette  il criceto, vivo vegeto e curioso, che Michael, il padre della vittima, aveva abbandonato quella stessa mattina fuori dalla porta di casa, dicendo di non sopportare animali di fogna. E ancora visibili, nell’inquadratura, senza mostrare le loro facce, i due bambini che giocano, riconciliati .
 
fernanda ferraresso
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L’episodio è tanto comune quanto terribilmente feroce. Due ragazzini, sugli undic’anni, fanno a pugni in un parco cittadino. Quello più forte e “armato di bastone“ ferisce l’altro. Sangue, labbra gonfie e denti rotti. Ora i genitori della “vittima“, Penelope e Michael, invitano nel loro appartamento nei pressi dell’elegante quartiere di Park Slope, a Brooklyn, Nancy e Alan, i genitori del “bullo“, per chiarire la questione. Penelope, una donna liberale e progressista che sta scrivendo un libro sulla tragedia del Darfur, vorrebbe risolvere il tutto in modo civile, senza rancori. Michael, grossista di impianti da bagno, Nancy, consulente finanziaria all’apparenza riservata, e Alan, un avvocato di successo il cui cellulare non smette mai di suonare, vorrebbero tutti onorare le buone intenzioni di Penelope. Ma non esattamente per le stesse ragioni e non a qualsiasi prezzo. Le linee di combattimento vengono costantemente ridisegnate, finché ognuno a sua volta si rivela per quello che è veramente. Incredibilmente divertenti, deliziosamente perfidi e semplicemente disperati, tutti e quattro i genitori rivelano le proprie contraddizioni più profonde in quella che risulterà la giornata peggiore della loro vita, una resa dei conti davvero massacrante – See more at: http://www.filmakers.me/3257/film/carnage-ita-2011-streaming-nowvideo-wupload-torrent.html#sthash.N9u1J3l8.dpuf

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