POESIA CONTRO LA GUERRA- postazione permanente [III]

antonio palmerini

antonio palmierini2

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Trincea

Viviamo accucciati in posizione fetale,
pronti allo scatto, all’assalto, qui in trincea,
consumiamo tabacco e la razione kappa,

scrutiamo il silenzio, senza mai arretrare
né avanzare, pazienti si attende
– in posizione fetale – la promessa.

Il sole sbianca i tuoi capelli, amore,
il nostro letto è un buco di trincea,
i figli giocano coi ritratti  dei soldati
morti, coi bossoli spenti,
crescono sani e democratici,
destinati a un futuro più libero

e, quando li porti di domenica a giocare,
guerreggiano buttandosi sull’erba,
fingendo la morte che conoscono – i bambini,

che pena mi fanno quando ci guardano,
assorti ci ascoltano, ci studiano il volto
per leggervi il senso della vita .-

Gianmario Lucini
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walter breidenbach
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walter breidenbach-persued-persuers.

.Soldati

C’è un vento forte stasera alla televisione,
un vento antico che muove mostrine e bandiere,
i soldati sono pronti a partire
coi loro assegni pagati, i fucili
lustrati persuasi all’inganno dei giusti soldati che
vanno col fuoco a donare la pace,
a portare ad oriente democrazia e libertà.
E mine antiuomo.

I capi con molte stelle sul cuore
e sul volto il sorriso di Gerione
hanno spiegato in poche parole
il bene ed il male ed il male
l’hanno detto con precisione,
scritto nome e cognome,
sul caricatore.

Hanno parlato di famiglia e occidente,
di radici cristiane ed amore
perché c’è sempre un nemico, un barbaro nuovo
che non sente ragione,
perché la guerra si può fare ancora.

Basta darle altro nome.

I soldati hanno facce pulite e mani
senza tremore, la nebbia densa sotto l’elmetto,
i capelli tagliati alla moda.

Vengono bene i soldati,
alla televisione.

Francesco Sassetto
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antonio palmerini

antonio palmerini..

Respirano corpi
sguardi
arti
capelli scolpiti
nella polvere.

Aspettano.

Carne invisibile
nell’indifferente
sacrificio dei giorni
imbandita
sulle tavole dei potenti
vomitata
nelle tranquille stanze
di più fortunati altrove.

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Armi sottili
operano anche qui.
Un’epidemia dell’anima –
che non riconosce
non si ferma
più non affratella.

Valentina Rinaldin

6 Comments

    1. come già ho scritto anche altrove: carte sensibili hanno voluto aprire questo spazio per tutti coloro che ormai ritengono necessario dire, esporsi con chiarezza, rendersi responsabili di una scelta precisa:DIRE NO ALLA GUERRA e i testi non faranno che dire quali siano gli orrori di tutte le guerre che questa terra, nelle diverse sue popolazioni, subisce ed è costretta a patire. Grazie anche a te Valentina. f.f.

  1. Grazie a ferni per la sua iniziativa. Necessaria, doverosa. Sono convinto che chiunque pratichi una forma artistica abbia il dovere morale di scrivere contro la guerra. E forse oggi ancor più di ieri, oggi che il termine “guerra” è quasi sparito dal linguaggio massmediatico, ma le guerre esistono ancora, eccome. Lontane (e neanche tanto), ipertecnologiche, spacciate per “missioni di pace”, “interventi necessari”, approvate da democratici governi e parlamenti. E sempre più distruttive, terrificanti. Tacere significa essere complici. Grazie davvero ferni, e un saluto a tutti

  2. oltre 200 milioni le persone che non saranno sfamate attraverso le coltivazioni destinate ai biocarburanti, si usa la terra per oliare le banche, le borse, le riserve già auree di cui i popoli con il loro lavoro hanno costruito, una generazione dopo l’altra, con le loro vite, quell’enorme camera dei risparmi.Ma non c’è risparmio alla loro vita, roba da poco, roba che si trova dovunque, più a buon mercato del propellente, per andare oltre, oltre tutta la gente, per sentirsi potente, ottusamente follemente potente salvo poi crepare come tutta l’altra gente.

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