POESIA CONTRO LA GUERRA- postazione permanente [II]

antonio palmierini

antonio palmierini.-miniature.

tre haiku al fronte

Bimbe infrante
Che sia seme sterile
sesso di guerra

*

Rami spezzati
Si contano i bambini
di bianco avvolti

*

Parole forti
una strada diversa
La pace albeggia

Mariangela Ruggiu

vangelis bagiatis

vangelis bagiatis-set_my_mind_free.

PER UNA CULTURA DELLA PACE

In questa caldana d’enfasi esantematica
che tifa per la pace senza meritarla
la pace tiene duro e latita
come è giusto che sia :
è più che mai uno zombi
scettico per tutto questo fervore di circostanza .
Questi tarantolati dalla colomba bianca iconografica
non sanno neanche dove sta di casa
quel battito di pietas quotidiana
che è la sola premessa
per andare in piazza con le carte in regola
e dare alla pace quello che si merita .
Sono lontani mille miglia
dall’essere sfiorati dall’idea
di un rendez vous
che faccia il contropelo alla retorica
e i conti in tasca a un empito
cui manca la benzina e il firmamento
per andare a segno e legittimare un’istanza.
La pace a gogo’ non è una cosa seria
quando ci si scanna fino a cinque minuti prima
di farne un avamposto fideista.
La guerra ha bisogno di interlocutori all’altezza
non di aria fritta che starnazza e blatera .

Leopoldo Attolico

.

.


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9 pensieri su “POESIA CONTRO LA GUERRA- postazione permanente [II]

  1. Lieti di ospitare persone che condividano questa postazione. Pensiamo sia doveroso non continuare a credere che gli altri, i governanti, siano gli unici detentori di una scelta comportamentale così importanteme riguarda tutti. f.f.

  2. oltre al mio grazie, porto le parole di un caro amico Elio Scarciglia
    “Un grazie a Fernanda che riesce sempre a comporre una pluralità di voci altissime e in perfetto equilibrio tanto da sembrare un’orchestra che emana suoni di bellezza”

  3. altre sono già pronte per aggiungersi a queste e ancora man mano che arriveranno le accoglieremo tutte. Grazie per mettervi in viaggio e restare qui, con noi, in questa permanente postazione contro la guerra.
    f.f.

  4. grazie di questo spazio prezioso, e di questa luce accesa sulle guerre anche quando se ne parla così poco, e sottovoce.
    grazie Antonio di aver tolto l’enfasi ad un pacifismo contingente e di avergli dato la concretezza della coerenza,
    grazie a Elina, che supera ogni formalismo per arrivare al cuore in cui lascia il seme della parola, e tutto il mondo, ora il dolore, che riesce a racchiudere in ogni verso.
    grazie a fernirosso, grazie di spendersi in queste cose grandi.

  5. crediamo sia necessario lasciare segni costanti, di posizione, di scelta durevole, non solo manifestare quando ormai è tardi, serve che cresca il numero delle voci che si schierano e dicono con chiarezza ciò in cui credono senza inidietreggiare, senza dimenticare
    .

  6. IL PAESE DEI PASSI PERDUTI

    Passeranno queste ore, questi giorni
    e qualcuno sara’ morto per sempre.
    Passeranno i mesi e gli anni
    e forse di nuovo c’incontreremo
    e ci ricorderemo di adesso e ci diremo
    tu votasti la guerra, tu facesti
    morire tanti innocenti
    e nulla varra’ piangere ora insieme.

    Da editoriale “Centro di ricerca per la pace” 27.3.2007

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