C’era una volta una scuola

sonia marialuce possentini

Sonia MariaLuce Possentini.

C’era una volta una scuola
Bisognerebbe ormai iniziare così, proprio con un “c’era una volta” perché ormai, nelle condizioni in cui si trova, non sembra proprio più una scuola e la tanto declamata autonomia in realtà è una continua interferenza sui programmi, una cronica carenza di fondi, una disfunzione obbrobriosa relativa alla continuità dei lavori che gli insegnanti propongono, ora uno ora un altro come in una giostra fin dopo metà anno ogni anno scolastico. Perché tutti vogliono ( nel mondo della “realtà lavorativa- il mercato) che la scuola si interessi a loro ma nessuno s’interessa alla scuola. E poi fiumi di riunioni che non sfociano da nessuna altra parte che nel logoramento della qualità fondamentale di un insegnante: la pazienza, la capacità di resistere alle assurdità di una classe, non solo scolastica ma soprattutto ministeriale e governativa che non offre direttiva, che non sa che pesci pigliare e butta troppi ragazzi a mare, non ad amare la conoscenza, la condivisione del reciproco essere diversi e allo stesso tempo uguali, perché umani, ricchi di ogni diversità.

Una volta c’era una scuola che iniziava il 2 di ottobre e non era considerata un parcheggio da parte di nessuno, era un luogo in cui si aprivano porte e si aprivano le menti, gli occhi e anche il cuore…Dov’è andata quella scuola, certo elementare rispetto all’avanzata tecnologia di adesso ma una lim non lima  ancora oggi le tante, troppe angherie di un mondo mercato e mercante che più spesso riduce in miseria, soprattutto di spirito e intelletto, non solo materialmente.

A tutti quelli che iniziano il cammino in ogni tipo di scuola l’augurio di un buon cammino, con la lentezza che serve al passo,  in un aperto percorso, in cui si impari a perdere se stessi, non a trovare cose, ma entrare nei luoghi, incontrare mondi e genti, come una condizione essenziale per trovare anche l’altro, che di certo si è, tutti.

f.f.
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sonia marialuce possentini

Sonia ML.Possentini-cara maestra

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Cara maestra…
Ricordi?
In silenzio tutti in piedi
Padre nostro che sei nei cieli…
Cara maestra l’appello
e un abbecedario senza orpello.

Cara maestra la lista dei buoni e dei cattivi
Il tuo grembiule nero
Il mio grembiule nero.
Il tuo niente e il mio fiocco.

Cara maestra,
fuso pungente tra gli stipiti delle porte .
Di tutte le maestre che ho avuto, di te ricordo solo il viso.
Non ricordo il tuo nome…
Ci provo sai a ricordare?
Ma no, solo la tua immagine mi rimane.
Le tue scarpe,
la tua gonna

I capelli spettinati
lisci
sgraziati
cotonati
Com’eri brutta…
Com’eri fragile.
Quando ti ho vista all’angolo delle scale tutta intenta a colorarti le labbra
di una sola macchia rossa che unisce le labbra alle orecchie,
ho riconosciuto la stessa solitudine.

Cara maestra
Ricordi?
Le parole
Le note e quel cinque nel dettato che non ho mai dimenticato.

L’apparecchio ai denti e due codini pendenti
Un fiocco rosso di raso e la paura attenta, mia cara maestra posso uscire?

Le mie ali e il tuo filo
Avere un premio o avere un castigo?
Ma la bellezza dimmi non è una questione di volo?

Cara maestra
intransigente e muta
triste e sola.

In silenzio
Tutti in piedi
Un Padre nostro
Anche per te.

Sonia MariaLuce Possentini
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RIFERIMENTO IN RETE:
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7 Comments

  1. c’erano una volta i maestri…pochi, amati o detestati..adesso molti insegnanti segnano dentro..proprio quel che un Maestro non farebbe mai..e restano così solo risposte troppe e gratuite , ognuna per l’interesse che rappresenta

  2. …… e se si stabilisse, tutti d’accordo, di non parlare, neanche in privato, di scuola e annessi, per almeno un anno, giusto per vedere cosa succede … in attesa che sia la Scuola a dare segni di vitalità?
    Cordialmente F.

    1. purtroppo la scuola è stata taccheggiata, tagliata, vivisezionata e ancora non c’è cenno di cambiamento. Se gli insegnanti cambieranno da oggi fino a dopo dicembre, praticamente al secondo quadrimestre, lasciando nella precarietà ragazzi già ferocemente precarizzati nella famiglia, nel lavoro di chi non riesce a mantenerli, in una scuola cadente fisicamente e intellettualmente priva di poter rendere efficaci le risorse culturali che pur ha qui e là, doverosa nei confronti di tutti fuorché degli obiettivi suoi precipui, se non smetterà la ghigliottina dei fondi e ancora tanti troppi se, che sgozzano la scuola allora si potrebbe con un impegno di tutti, allievi e genitori compresi, della stampa spesso idiota nel trattare i fenomeni legati alla scuola, se il ministero preposto facesse meno mistero e più lavoro meno impotente beh magari si potrebbe, forse, forse…

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