Quando Natta mandò in pensione la canapa

gianluca martucci

Catabasi

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Quando Natta mandò in pensione la canapa e ogni altro materiale allora davvero riciclabile non sapeva in cosa sarebbe incorso il nostro pianeta, i mari, la terra, l’aria e la vita stessa. Le parole sprecate sono state tante, troppe e il ciclo continua con una dispersione di risorse e ricchezze, immiserendo per tasse inutili che non risolvono che l’ingordigia di chi le ha inventate. Servono progetti davvero intelligenti in cui l’impatto con l’ambiente, per  ogni sua forma di vita, compresa quella umana, sia nullo, non si può ancora e ad oltranza rubare materia vitale perché è alle nostre vite che stiamo preparando un lauto e salatissimo conto prima del collasso.
Non è più possibile pensare di risolvere il problema alla fine del percorso, serve modificarlo all’origine dell’equazione, là dove s’innesta immediatamente la perdita. Ciò che è naufragato è un mondo vivibile, lasciando in eredità a tutti un luogo avvelenato da guadagni che non servono, da speculazioni che abbrutiscono i luoghi e gli uomini, da traffici,  rifiuti tossici e radioattivi che di certo non allungano il nostro tempo.

fernanda ferraresso

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5 Comments

  1. l’allungare il nostro tempo…l’allungare il tempo della terra su cui camminiamo, non è mai stato tra i pensieri umani. Non c’è traccia di coscienza, persino l’istinto conservatore, di sopravvivenza è stato soffocato. Addirittura prendere la strada all’indietro, ripercorrere e spianare e tappare gli errori altrui, l’ignavia e la meschinità di chi ci ha preceduti…io non riesco a crederci fernanda. Nemmeno se ne fossimo realmente in grado. Non più. Non dall’essere umano almeno…in questa fase della nostra evoluzione siamo piccoli e stupidi rispetto all’immenso danno inferto.

    1. usare la tecnologia avrebbe dovuto servire per dare più tempo per sé agli uomini, senza costringerli al lavoro.L’otium è un allungare il tempo,che diventa fisico nel momento in cui lo si vive pienamente. La corsa in cui ci si è spinti a favore di un elemento che è solo speculativo ha portato dalla parte opposta della speculazione in cui i nostri avi avevano intrapreso il cammino.Anche nostro.Ora suu quel cammino serve trovare gli errori e modificare il comportamento. Oppure è meglio quello che stanno facendo? Tra un poco ci decimeranno dando il calendario dell’operazione, oppure più comodamente ognuno lo potrebbbe fare da sè.Che dici?

  2. Chi, dotato di buon senso e giusto senno non sa trovare gli errori? Ciò che stanno facendo è scempio, brutale rimpallo di false responsabilità, ricatti, marciume che non si può più seppellire se non sotto una coltre d’ignoranza, la nostra. Il comportamento da modificare non è il tuo, né il mio, credo che chi prenda coscienza di ciò che accade sia indotto ad agire o ad esserne complice. Semmai intravedessi un modo, una voce, un atto fisico (possibilmente non cruento) di reale efficacia che non fosse già stato provato, ti prego di informarmi per essere immediatamente al tuo fianco, nel frattempo faccio quel che posso nel mio microcosmo educando all’apertura ed alla coerenza quel figlio che ho messo su questa povera terra martoriata dandogli immani responsabilità (ben lontane dall’ozio) ancor prima di rendersi conto del suo essere umano. Posso ripulire la spiaggia che frequento e quella vicina, posso curare e sfamare un profugo che bussi alla mia porta, ma dimmi con quali armi posso difendermi dalle false notizie di dispersioni nucleari, dai rifiuti tossici seppelliti nel campo da calcio, dagli attacchi con armi chimiche e dio sa cos’altro? sono per strada con te fernanda e tutti quelli che mi chiameranno per alzare insieme la nostra indignazione.

  3. Esiste un mondo di ecosostenibilità grazie alla Canapa sativa. Noi ci lavoriamo da anni e le risposte, sia in termini di resa che di risposta dalle persone, sono eccellenti. E’ una pianta straordinaria su cui investire sia in termini economici che ovviamente ecosostenibili! Riprendere tecniche antiche e innovarle per un futuro “green”

    Se può esservi di interesse, vi segnaliamo il nostro blog sull’utilizzo della canapa in bioedilizia e non solo http://www.equilibrium-bioedilizia.it/it/blog

    1. ringrazio per il link, farò certamente visita, potrebbe essere una coltivazione che qui,al nord lungo il Po, era frequente ed ora è stata dismessa.Ancora si vedono i maceri perché un tempo la lavorazione era davvero faticosa per trarne poi pochissimo, solo fibra per cordami o tessuti grezzi,per sacchi agricoli e per i poveri.fernanda f.

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