8 settembre L’ARMISTIZIO. LA RESA AGLI ALLEATI

animated gif mare e vento

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” Erano da vedere, le strade dell’Italia centrale in quei giorni; c’erano due file praticamente continue di gente, di qua andavano in su, di là in giù, tutti abbastanza giovani, dai venti ai trentacinque, molti in divisa fuori ordinanza, molti in borghese, con capi spaiati, bluse da donna, sandali, scarpe da calcio … Le due colonne si salutavano allegramente… Pareva che tutta la gioventù italiana di sesso maschile si fosse messa in strada, una specie di grande pellegrinaggio di giovanotti, quasi in maschera, come quelli che vanno alla visita di leva. Guarda, pensavo; l’Europa si sbraccia a fare la guerra, e il nostro popolo organizza una festa così. Indubbiamente è un popolo pieno di risorse.”

L. Meneghello – I piccoli maestri.

8 settembre 1943 – 8 settembre 2013.

La guerra, la miseria, l’ignoranza, allora e ora e la stessa maschera che anche oggi indossa la politica.

SETTANTA ANNI TRASCORSI MANOVRANDO AFFINCHE’ TUTTO CONTINUASSE SULLO STESSO UNICO SENTIERO. Anche oggi si parla di guerra e gli alleati, gli stessi,  lo sono tra loro come lo erano allora, per portare non libertà ma una farsa da recitare ogni giorno arrendendosi ad un pensiero che ipnotizza  e fomenta quell’ignoranza da cui non ci si è, alla fine, mai tirati fuori. Azioni e reazioni, proprio come oggi, anche se la scena pare slittata sull’altra costa del mediterraneo ma è nel nostro paese che stanno basi e postazioni militari degli stessi alleati di allora. Allora il re fuggì, il governo mancava…E oggi? Che cosa riesce a concludere il nostro governo?Produzione di parole e farse ogni giorno. Sgambetti inchini e niente di concluso tranne un radicamento di abbandono nei confronti di una popolazione tirata all’osso, dove la cultura è una scuola e una università per pochi e senza risorse, come ogni settore del lavoro. E la prostituzione al soldo, che cresce.
Si erano tutti persuasi della fine della guerra. Allora. E la guerra invece è ancora sul palcoscenico della nostra incivilissima società, ed è la prima attrice, come allora, prostituta di troppi governi, squillo da richiamo per una valanga di soldi. Neri, nerissimi denari che sono intrisi della sorte nefasta di troppi popoli, di troppi paesi.
Allora c’erano i nazisti, con i campi di sterminio e una  folle politica di dominio,oggi ci sono cose atroci come quelle di Sarajevo,  di Damasco,.. in cui chi si fa paladino di salvezza  si nasconde la paternità reale dell’atto e ancora oggi si macina la stessa follia, anzi, il desiderio di un nuovo dominio del mondo. E le armi sono più feroci, perché più sofisticata e potente la tecnica che le produce. L’unico ad essere rimasto uguale: l’omuncolo che le adopera. Ignora cosa sia davvero vita. Ignora che l’unica alleanza è con la terra e con tutti coloro che la abitano. Mentre muoiono, terra e abitanti che la popolano.
Affondò allora, si affonderà di nuovo? Costasse la sparizione di questo genere, assolutamente incivile e brutale. Sogna, come  i bambini di fare la guerra e di vincere un trono, l’uomo. Basta un suono di piffero dell’uragano, una tarantella del suolo, una surfata dell’oceano, un qualunque accidente nucleare e puf…scompare scena e scenografo.

La liberazione? Chissà quando!

fernanda ferraresso

6 Comments

  1. Condivido in pieno sia l’amarezza, che la rivolta morale espressi in quest’intervento di Fernanda Ferraresso. Le CARTESENSIBILI non potevano e non possono tacere di fronte all’ennesima guerra che si prepara. Mi sconcerta non poco che si parli sempre meno dell’8 settembre: è il nostro essere Italiani che viene chiamato in causa, che esige riflessione e studio costante della storia passata e presente, non rimozione ed ipocrisia.

  2. Ti sapevo vicino Antonio carissimo, come so vicini tutti i nostri compagni di lavoro in questo gruppo. Il fatto poi, come sottolinei bene nel tuo intervento, che di cose atroci si faccia solo teatro, soprattutto nel nostro paese,e affare è quanto amareggia di più perché è chiaro che manca ciò che è sostanziale perchè ci sia vita.
    Grazie. ferni

  3. E’ davvero molto dura questa resa dei conti, questa drammatica scena in cui ogni giorno si avvicenda una tragedia, del singolo o collettiva, in cui la paura regan, il terrore e poi un commercio che riguarda tutto, dal bambino agli organi vitali agli organi di amministrazione politica e sociale.Se c’è l’inferno è qui che lo vediamo ormai ogni giorno.

  4. Per i vecchi è dura, per i giovani è dura, per i bambini, per le donne è dura, per la terra e gli animali è dura. Manca tra tutti una relazione responsabile e onesta, tutto è ormai delinquenza. L’affare fatto con malevolenza e volontà di sopraffare, di derubare, di frodare. La relazione sessuale come un comperare e vendere qualche organo genitale, una oralità carnale. La cultura ridotta alla lettura di codici senza capacità di cucitura e sintesi, analisi di quanto è stato ed è ora per domani. La politica come una prostituta nuda che balla per strada il saltarello ed è solo una carta moschicida disegnata da figurine senza corpo, intrisa di veleno mossa da questo o l’altro vento.Liberazione? Condordo: chissà quando!
    Carlo

  5. Ho letto i commenti e li sottoscrivo tutti. Non c’è ormai alcuna altra scelta che cambiare registro pena l’annientarsi

  6. l’università? servirebbe un contatto con la terra, una relazione diversa, un amore per tutto quanto è così semplice così complesso.dimentichiamo da troppo tempo che se muore lei noi la seguiamo a ruota…o si va su Marte?

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