STORIE DEGLI UOMINI OMBRA- Stesso giorno, mese e anno- di Carmelo Musumeci

meghan howland

Meghan Howland  (9).

Stesso giorno, mese e anno.

Erano nati nello stesso giorno, mese e anno.
E nella medesima città.

Avevano frequentato la stessa scuola elementare.
Fin da subito erano diventati amici.
Avevano qualcosa in comune: erano infelici tutte e due.
Poi erano andati insieme alla scuola media.
E alla fine finirono per frequentare le stesse scuole superiori.
Da adolescenti si erano innamorati della stessa donna.
Quando entrambi avevano scoperto di amare la stessa ragazza l’avevano lasciata.
L’avevano fatto per scambiarsi un favore a vicenda.
E la ragazza era rimasta senza fidanzato.

Uno si chiamava Luca.
L’altro Andrea.
Erano di carattere diverso.
Uno chiuso.
L’altro più aperto.
Uno ombroso.
L’altro solare.
Erano però entrambi bei ragazzi.
Uno aveva i capelli castani.
E occhi neri.
L’altro aveva i capelli biondi.
E gli occhi azzurri.
Uno pensava di essere cattivo.
L’altro credeva di essere malvagio.
Uno veniva da una famiglia povera.
L’altro proveniva da una famiglia agiata.
Entrambi erano figli unici.
L’infelicità era diffusa nelle loro vite.
E nei loro cuori.

Dopo il ventunesimo compleanno si erano persi di vista.
La vita aveva scelto per Luca.
E l’aveva fatto diventare un rapinatore di banche.
La famiglia aveva scelto per Andrea.
E l’aveva fatto diventare un giudice.

Luca quella notte era stato nella bisca dello Sfregiato.
Aveva perso tutti i suoi soldi.
E aveva anche fatto dei debiti con lo Sfregiato.
Aveva solo un paio di giorni per restituirglieli.
E se non l’avesse fatto, sarebbe stato un uomo morto.
Quella mattina era uscito presto da casa.
Si era portata la sua pistola a tamburo calibro 38.
L’ufficio postale che doveva rapinare era in periferia.
Era in un posto tranquillo.
L’aveva già rapinato una volta.
Ed era andato tutto liscio.
Non aveva neppure bisogno di rubare la macchina.
Ci sarebbe andato con la sua.
E l’avrebbe lasciata a un paio d’isolati di distanza.
Andrea stava passando un brutto periodo.
Quando amava, lo faceva con il cuore.
Forse per questo era ancora solo.
Purtroppo ancora una volta si era innamorato della donna sbagliata.
E viveva ormai da tanti anni chiuso in se stesso.
Da tanto tempo aveva chiuso il suo cuore alla vita.
E aveva buttato via la chiave.
Si dedicava solo al lavoro.
Quella mattina si era svegliato male.
Ed era andato in tribunale di pessimo umore.

Luca si guardò intorno.
L’Ufficio Postale era a pochi passi da lui.
C’era un po’ di vento.
Alzò gli occhi al cielo.
E vide che era sereno.
Tirò su il colletto della giacca.
Si girò la sciarpa intorno al collo.
Le sue gambe fecero alcuni lunghi e rapidi passi.
Fece un profondo respiro.
Ed entrò nell’Ufficio Postale.

Una volta dentro tirò fuori la pistola.
E con calma disse:- State buoni
Notò che c’erano i soliti tre impiegati dell’altra volta.
Questa è una rapina

E tre persone anziane che facevano la fila alla cassa.
Forse stavano ritirando la pensione.
Luca ad un tratto sentì alle sue spalle il rumore della porta aprirsi.
Si voltò.
E vide un carabiniere in divisa.
Sparò d’istinto.
Il carabiniere non se la aspettava.
Barcollò.
Indietreggiò.
E uscì ferito alla porta.
Dietro di lui c’era una pattuglia.
Luca capì che era spacciato.
Poteva arrendersi, ma decise di no.
Non aveva nessun motivo per farlo.
Si limitò a fare la cosa che riteneva giusta.
Fece uscire tutti dall’Ufficio Postale.
E si barricò dentro.

Arrivarono altri carabinieri.
E dalla Procura arrivò Andrea.
Avevano circondato l’Ufficio Postale.
Poi all’improvviso si sentì uno sparo.
Tutti corsero dentro.
E videro il rapinatore in una pozza di sangue.
Luca si era sparato in bocca.
Andrea lo riconobbe subito ma fece finta di non conoscerlo.
Sbrigò le procedure burocratiche.
Poi tornò a casa.
Tirò fuori la sua pistola che teneva in un cassetto della stanza da letto.
Andò in cucina.
Si sedette in una sedia.
Per un attimo pensò a Luca.
L’unico amico che aveva mai avuto.
Erano nati nello stesso giorno, mese e anno.
Ed era giusto andarsene nello stesso giorno, mese e anno.
Erano sempre stati diversi dagli altri bambini.
Poi dagli altri ragazzi.
Alla fine furono diversi da tutti gli altri anche da grandi.
Fece un grande respiro.
Forte e profondo.
Forse per portarsi un po’ d’aria nell’aldilà.
Sentì una gran pace scendergli nel cuore.
Si appoggiò la canna della pistola nella tempia.
E premette il grilletto.

 .

Carmelo Musumeci

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Meghan Howland  (6)

meghan howland

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6 pensieri su “STORIE DEGLI UOMINI OMBRA- Stesso giorno, mese e anno- di Carmelo Musumeci

  1. bisogna rendersi conto delle condizioni in cui vivono, per un decreto che non raggiunge altro scopo che l’uso della delazione, i detenuti a causa di una condanna all’ergastolo ostativo, cioè con un “fine pena mai”. Una condanna che continuano a pagare non solo da vivi ma anche dopo la morte. L’inciviltà è anche questa: lasciare persone in galera senza che la pena aiuti a cambiarle, a recuperare le loro vite.

  2. Che bella terribile storia. Raccontata con leggerezza e forza e candore e brutalità. Una storia come è la vita: insondabile e stupefacente.”La vita aveva scelto per Luca…. La famiglia aveva scelto per Andrea”: è una sintesi breve e fulminante come lo è questa piccola storia, una di quelle storie che si imprimono nella memoria per la loro capacità di condensare il tanto in poco.

  3. Tristissima storia ma troppo vera, bravo Carmelo, anche nell’agio ci sono grandi solitudini, e a volte il benessere non basta a colmare il vuoto e la sete di affetto che ci si porta dietro.

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