DIARIO- Alessandra Piccoli – Dismorfofobia*

cathy rose- demons

cathy rose-demons

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Così la chiamano. Quante volte hai chiesto amore digeribile , che ti potesse aprire lo stomaco e invece solo parole traverse, né su né giù, che non ingrassano la pancia né i pensieri.

E’ solo toccandoti, che capisco che non rifletti la vera me ma inciampi, in giochi di luce che entrano bastardi dalla finestra alle mie spalle, ingigantendo ogni cosa. Io che odio essere guardata, scoperta, frugata. Io che vorrei sparire, essere solo uno dei tanti riflessi. Me ne sto lì, davanti, con un piatto sempre più pieno e le mani vuote, come non mai, e non distogli lo sguardo un secondo facendomi arrossire di un sangue che non so più dove cercare, tanto sono secche le mie vene . Non bevo da giorni. Ho dato tutto e non riesco più a ricevere nulla, non c’è posto per una goccia. Ti lascio il piatto. Continua con lui.  Me ne andrò dove nessuno potrà osservarmi. Non fare complimenti. Il cibo è ancora caldo, l’ho scelto con cura, preparato a dovere, per il tuo occhio.
Ora devo andare.

 .

 Alessandra Piccoli

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*Dismorfofobia (dal greco antico dis – morphé, forma distorta e φόβος, phobos = timore) è la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea

9 Comments

  1. Chi decide quando la preoccupazione è eccessiva quando tutti si allontanano da te, non ti vogliono, ti allontanano per la tua oscenità? Chi dice che la preoccupazione è eccessiva quando ti hanno battezzata Medusa? Lo capiranno mai che non sai tu a distinguere immagine esteriore e tua interiorità,che per te sono tutt’uno? Che la tua oscenità è esteriore solo perché tanto forte da erompere fuori dal guscio sottile che ti hanno concesso per coprirla?

  2. è una pagina che mi ha toccato
    la ricevo qui, tra le mani e gli occhi sono punti
    punti o puntini per dirti grazie, per averne scritto, per le tue parole antiche e moderne, aperte sulle “stanze” del corpo che tutti (ci) ospita e ama

    elina

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