TELEGRAMMA- Mittente Ko Un

cathy rose

cathy rose-patience

 

Rifiuto le mode recenti tendenti a interpretare una poesia conside­randola un testo.
Nessuna poesia può rimanere su una scrivania o su uno schermo di Internet.
Le poesie non esistono in antologie materiali.

L’universo, lo spazio, l’immensità del tempo sono il loro palcoscenico più consono.

.

Ko Un

10 Comments

  1. suggestivo, ma, nei fatti, non è così: nemmeno per i grandi, figurarsi per la galassia di meteoriti poetiche che è lo spettacolo di oggi. essere un testo è una cosa invece fondamentale: significa essere testimone: di un momento, di un tempo, di un frammento di realtà, di società. testo è la parola più seria che si possa attribuire alle cose scritte

    1. poesia non è storia, è qualcosa che supera la storia e resta in qualsiasi epoca.Il testo, al quale tu ti riferisci, è la scrittura storica, che tra l’altro, da quando è diventata traduzione cioè interpretazione dei fatti, non è più testuale,compito che invece assolve la geo-grafia dei luoghi, capaci di non perdere la memoria di quanto l’uomo trasfigura dalla sua barbarie.Condivido invece con Ko Un il fatto incontrovertibile che la POESIA E’ MOVENTE di tutto quanto riguarda l’umano e anche questo supera la scrittura perché è già corpo, oltre ogni formula e formato, grafica dell’essere. ferni

      La vela bianca

      Certo, nessuno anela a una tempesta!

      Eppure tu, bianca vela lì fuori nel mare,

      tu, nel profondo del cuore, desideri che la tempesta arrivi.

      Perché solo nella tempesta

      riesci ad essere viva.

      Oh, bianca vela di pazienza e desiderio nello scuro mare blu!

      Battaglia!

      Il mio sguardo non si stacca da te.

      Per l’erba sotto i miei piedi,

      anche una brezza gentile è tempesta.

      Ko Un

      **

      a proposito di storia e testimonianza, porto Zanzotto ma questo non è poesia

      http://www.youtube.com/watch?v=uKnXcreM9mA

  2. Lycypestifera…non sono daccordo…il testo è una traccia e una matrice di segni e sogni, una nuvola d’inchiostro pronta a solcare il cielo dell’anima e del mondo, una domanda che ci interroga. Credo che Ko Un, ci invita ad andare oltre, ad attraversare e dilatare i confini, a stare dentro ed ascoltare il respiro delle cose e della vita…

  3. ..penso che la poesia “inchiostrata” non ha confini dal momento che decide di intraprendere il viaggio per il mondo…non è più di chi l’ha scritta… il testo viaggia bene con la rete…e con la carta….
    Evviva chi se ne nutre e chi condivide…

  4. il testo a cui io mi riferisco non è la scrittura storica. rifiuto la trascendenza, e ogni idea di poesia come qualcosa di quasi miracolistico. io non so dirmi da dove venga né dove vada: ma sono certa che non sia in nulla e per nulla diversa nella sostanza , ma solo nelle forme, molteplici, un modo di recare testimonianza. quanto al fatto che siano recenti le mode di considerarla un testo, credo che siamo un po’ indietro con l’aggiornamento. credo invece si sia tornati di recente proprio a questa terribile idea dell’oltre alla maniera degli ermetici: che si parlarono, in molti casi, addosso. ma non voglio insistere, è una mia posizione nettissima: per gusto, per studi, per pratica e, peraltro scomoda e poco condivisa

  5. c’è, e c’è solo nelle forme della poesia, qualcosa che non riusciamo a toccare e di cui non possiamo essere testimoni se non come percorrenti un solco che è antichissimo, percorso da miriadi di parole uscite dalle bocche e dalle mani, scivolate nei fiati o trascritti nel nero degli inschiostri ,che non è chi l’ha scritto e non è nemmeno chi l’ha letto, quel testo, che da miliardi di uomini insiste ad essere riscritto. Se così non fosse, se non superasse l’esiguità di ciascuno di noi, avrebbe già concluso il suo percorso e sarebbe carta straccia quale molto spesso ormai è.Se un pregio ha la poesia è proprio quello di non bastare ed essere pro-ducente.Dove? Dove ognuno riesce a camminare sulle sue impronte, sue perché le riconosce proprie e le calpesta e le supera formandone altre, senza per altro avere riferimenti. A tutt’oggi nessuno, dico nessuno, nessuna disciplina, nessuna parola definitiva ha ancora risposto alla domanda: chi sono?

  6. la poesia è la dolce a volte feroce smania di togliere la crosta alle cose.
    alla vita stessa.
    essa vuole più vita della vita.
    sono d’accordo con te.

  7. Interpreto il messaggio di Ko Un come un voler ricordare che la poesia nasce per essere libera, sia come interpretazione che come collocazione, può trovarsi ovunque nel mondo, anche nei pensieri e nelle emozioni di insospettabili.

  8. è sottile e profondo il messaggio, lo rileggo da tempo
    sembra quasi dire che le poesie trovano scena (scena-casa direi) nel tempo immenso
    mi chiedo quanto poco possiamo raccogliere di tale infinità o solo per approssimazione dire

    1. già questo è l’oltre che intendo anch’io, l’oltre che supera la parola di chi ha scritto, perchè ha ascoltato prima ciò che poi ha avuto quella forma ma è solo una delle tante impronte in cui scompagina e compone la memoria di chi l’at-tra-versa
      f

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