Fernanda Ferraresso: Riti dell’acqua

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“un fantasma dotato di respiro, fatto con un pezzo di cielo,questo l’uomo, un vuoto miraggio.” – (Euripide ,Elena)

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Capita in casa
come tutte le altre volte anche ieri
mentre…
mentre mi lavavo mi sono tornate in mente…
mi  sono     tornate  in mente
sì        mi sono tornate in mente    le parole lontane
hanno un suono di metalli        che tintinnano battono
il ferro del ricordo    hanno carrucole      le memorie e
cordicelle di acciaio temperato scrivono
e ci vuole  tempo       molto tempo molta pioggia
molta acqua  forse è questo è per questo
che capita    capita quando mi lavo
capita quando sto sola
e mi vengono in mente        i pensieri nascosti
forse galleggiano
quando entro nella vasca finché me ne sto a bagno.
I pensieri intrappolati       vengono   fuori e iniziano ad andare e venire
lungo il bordo   lungo il   corpo che lascia andare se stesso lungo il movimento dell’acqua
tra me e lo scorrere l’uno     nell’altro
come  il tempo di oggi     su quello di ieri ieri ieri
e poi poi  li perdo o si perdono        i pensieri non lo so
non lo so
non lo so capita
mi hanno detto che capita
li vedo li vedo che si perdono nell’acqua
scendono e  si coricano
nell’acqua
si scaricano … insieme alle parole si staccano
si staccano l’una dall’altra sì una dall’altra         si staccano
escono da dentro le vedo     mentre
mentre       sto in silenzio sott’acqua    mentre me ne sto in silenzio distesa
perché escano      a livello dell’acqua e anch’io sto sotto
sotto l’acqua delle parole e mi perdo
o mi perdono
finalmente  mi perdo     mi perdo

mi    p e r   d o   n o per  dono   per  dono     per do    no        per dono
e ascolto      ascolto

g   lic

fa così una goccia d’ acqua? Lic no lic

minuscolo    piccolo lic e    le virgole
, , , , ,

galleggiano agganciate ai punti di domanda

???????????
dove    vanno     gli   i n t e r r o g a t i v i ???????????

sembrano un treno tutti quei vagoncini .
di sillabe con   sonagli  e   locali

si liquefano e mi perdo
mi perdo   sì     mi perdo anch’io
ho perso così tante cose      io tante     tante tante    cose
come    le parole       che vanno via   in acqua come lo sporco       anche le parole
chissà che sapone serve per lavarle via per levarle di dosso       una volta per tutte .

Vanno via            scappano
via non si riesce a fermarle e poi
sono ancora lì agganciate agli interrogativi .
A meno che a meno che
non si decida di berle
insieme a quell’acqua
del corpo dove dentro c’è     una parte
del  corpo che se ne va
sciolto come la neve      nell’acqua.

Ribersi le parole le parole  perse
le parole  che ho perso

No No,   no .

Che se ne vadano
le parole come bolle d’aria come gocce d’acqua
le parole e    la loro eco
solo le cose vuote       come la vasca le cose
che si vuotano
le cose     da mettere in acqua
in quest’acqua dei giorni malati
in quest’acqua di parole e giorni    influenzati .

Nello scarico uscite       le  parole
l’influenza si perde
e io e i pensieri
i pensieri    che avevo dentro e si sono gonfiati spariti
spartiti con il gorgo       nello scarico
e  tu       che aspetti che ti dica qualcosa che ti scriva
per esteso una qualunque verità    e non sai
che non ne ho non ne ho     io di verità
nessuna nessuna    verità  no     nessuna
nessuna verità tranne questa      la mia     la sola     l’ unica  verità
la parola     che perdo
dentro l’acqua dentro il  corpo il mio
vuoto come la vasca questa vasca       che adesso è    vuota

.

fernanda ferraresso

Da Riti dell’acqua

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aniamted gif goccia

9 Comments

  1. Una sorta di autoascultazione tutt’altro che vana / effimera , intrigante nella misura della sua capacità rappresentativa a tutto campo , tra il pudore e l’effondersi .
    Una bella lettura , grazie .
    leopoldo attolico –

  2. Parole come sassi nell’acqua, disegnano cerchi di pensieri concentrici che arrivano a lambire le sponde dell’assenza, come a voler rendere fertile il vuoto, oltre la sete, oltre le dighe artificiose delle verità irrisolte.
    Un sorso di poesia che disseta. Un rito – per me, la lettura di queste “carte” – che è sempre come bere acqua sorgiva. Grazie. L

  3. Ringrazio entrambi , Leopoldo e L. che hanno lasciato le loro osservazioni. Sapere come viene percorsa la propria scrittura, è un po’ come riuscire a sentire la mappatura della distanza che ci separa ma ci permette anche di vederci, di guardarci. Grazie ancora.fernanda f.

  4. i “riti dell’acqua” sono segni sul cuore
    sono rami intrecciati tra te e noi lettori
    attraverso l’acqua delle tue parole il mondo (nostro) ci appare in tutta evidenza poco e “benedetto”
    l’acqua è sempre benedizione
    ti abbraccio
    elina

  5. Io che di bagni me ne intendo, perché quando torno dalle stalle sono obbligata a lavarmi anche se a volte non ne avrei voglia (!), posso dirti che mi sono perfettamente ritrovata nelle tue parole… Così è come se avessi fatto un altro bagno: oggi non ce n’era bisogno perché non torno dalla stalla ma dalla presentazione del libro di Carla Bariffi a Bellano. Con me c’erano Gianmario Lucini e Ivan Fedeli e tanta bella poesia.
    Un abbraccio
    Fiammetta

  6. l’acqua per me significa nascita, anche quando, paradossalmente, vi si consuma la morte. Un abbraccio a Elina e uno grande, perché da tanto non la vedo, a Fiammetta. f

  7. complimenti, Ferni! Il tuo liquido,,onomatopeico, e…(tante altre cose )poema mi è molto piaciuto. In altro modo non saprei commentare ma desidero-questo si- lasciare traccia di mio liquido passaggio… lucetta

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