Tanto per ammazzare il tempo – Carmelo Musumeci (continuazione L’Amore perfetto)

aron demez

aron demetz- biennale.

L’AMORE PERFETTO

Carmelo Musumeci

(continuazione)

Terzo capitolo- Nessun giorno all’alba

 

Nico guardò il portone chiudersi.
Sorrise amaramente.
In quel posto non lasciava nulla di suo.
A parte sette anni della sua vita.
Si voltò e rimase abbagliato.
I suoi occhi non vedevano da anni la luce dell’aria aperta.
Nel cielo c’era il sole.
L’aria odorava di uno strano profumo.
Di fronte al carcere c’era un parco.
Nico voltò le spalle all’Assassino dei Sogni.
Attraversò la strada e lo raggiunse.
Si levò le scarpe e i calzini.
Camminò con delicatezza sopra l’erba.
Tutto quel verde gli faceva girare il cuore di felicità.
Andò all’albero più vicino e lo abbracciò.
Lo desiderava da sette anni.
Provò una sensazione di felicità come quando anni prima abbracciava Giovanna.
Il verde in tutti quegli anni di prigione gli era mancato.
Forse più di quella puttana.
Andò subito dal suo amico.
Prese il libretto di banca al portatore.
Lo portò all’avvocato per Nico Junior.
Poi andò dove teneva nascoste le armi.
Erano ancora lì, dove le aveva lasciate.
Prese una pistola con un caricatore.
E andò da lei.
La vide, dove la doveva vedere.
La troia cambiava amanti ma non le abitudini.
Era dal parrucchiere.Di sabato andava sempre a farsi i capelli.
Era ancora bellissima.
Il suo cuore accelerò il battito.
Provò insieme rabbia, amore, odio e nostalgia.
La bloccò mentre usciva dal negozio.
Aveva la gola secca.
Ciao!
La voleva toccare.
Il suo cuore batteva tanto che pensò che potesse scoppiare da un momento all’altro.
Non immaginava di amarla ancora così.
Sentì il bisogno disperato di baciarla.
Si trattenne.
Se l’avesse baciata, non sarebbe più riuscito ad ammazzarla.
Lei  spalancò gli occhi e gli fece un sorriso da troia sorpresa.
Lo guardò per alcuni lunghi istanti ed esclamò:
-Tu?
E con voce rauca aggiunse:
-Sei già uscito?
Nico rimase sorpreso dalla brutta battuta.
-Sei già uscito?
Come se sette anni fossero pochi.
Era proprio una puttana e pure svitata.
Lei sorrise convinta.
-Sono contento di vederti.
Nico provò la voglia di darle un pugno in bocca.
Si trattenne.
Era venuto a cercarla per ammazzarla e non per picchiarla.
Nico scrollò le spalle e le disse.
-Vieni! Facciamo due passi.
Lei non si fece pregare.
Fu lei a prenderlo a braccetto come se niente fosse.
Lui la portò nei giardini a due isolati più avanti.
L’avrebbe ammazzata lì.
Era un bel posto per morire.
Si sedettero in una panchina.
Più la guardava più sentiva battere il cuore negli occhi. Era ancora bellissima.
Se l’era già detto.
Se lo ridisse un’altra volta.
Averla accanto gli faceva venire più voglia di baciarla.
Ad un tratto pensò di fare l’amore prima di ammazzarla.
Scrollò subito la testa.
Se l’avesse fatto, non avrebbe poi avuto il coraggio di ucciderla.
Nico alzò gli occhi al cielo e le domandò.
-Perché, Giovanna,  mi hai lasciato?
Lei piegò la testa da una parte.
-Non lo so  Nico!
Poi abbassò gli occhi per terra.
-Credo che non riesco  a vivere senza un uomo accanto.
Alzò le sopracciglia.
-Non ti ho mai realmente tradito … è che non riesco a stare sola.
Era tesa.
-Sono ciò che sono.
Lei guardò gli occhi di Nico.
-Non ho mai finito di amarti … quando dicevo di amarti lo pensavo davvero … come lo penso adesso …
Lui ascoltava teso.
Aveva la gola e il cuore chiusi e respirava a fatica.
Lei con voce bassa continuò a parlare.
-Ma non riesco a dormire senza un uomo accanto … se vuoi, ci possiamo rimettere insieme.
Nico pensò che quella fosse la cosa più stupida che poteva dire.

.

 aron demez

 .

Quarto capitolo- Giorno zero

 

Nico in quel momento capì che forse non l’avrebbe ammazzata.
Le lanciò uno sguardo malinconico.
E nostro figlio?
Nico s’interruppe per pochi secondi.
Le lanciò un’occhiata.
Poi ricominciò a parlare.
Perché hai abbandonato anche lui?
Sapeva la risposta ancora prima di sentirla.
Nico con la coda dell’occhio vide che la mano di Giovanna si spostava verso la sua.
Senza volerlo la afferrò.
Sentì la mano vellutata di lei sulla sua.
Giovanna sorrise mesta.
Io non lo volevo … a me non piacciono i bambini … l’ho fatto nascere solo per te.
Nico scosse la testa. Si mise la mano in tasca. Sentì il calcio della pistola.
Quello era il momento giusto per spararle in bocca.
Come aveva sempre sognato in tutti questi anni.
Incrociarono i loro sguardi.
Poi lei gli disse:
-Nico perché sei venuto?
Lui non rispose. Non voleva spaventarla.
Dondolò la testa avanti e indietro.
Rispose dentro di sè.
Per ucciderti.
E si disse con calma.
Moriremo tutti e due … ed io muoio per te.
Intervenne il suo cuore.
E lei per chi muore?
Si guardò intorno confuso. Nico non si aspettava da parte del suo cuore quella stupida domanda.
Invece se la doveva aspettare, lui era ancora innamorato di quella troia.
Con rabbia Nico rispose.
Muore con me.
Il suo cuore cominciò a battere più forte nel suo petto per farsi sentire.
No! Non voglio che muoia. Non è giusto, non permetterò che accada.
Nico lottò per qualche istante con il suo cuore.
Aveva voglia di ammazzarla ma aveva pure il desiderio di salvarla.
Alla fine decise di salvarla. L’amore vinse sull’odio.
Decise che sarebbe morto solo lui e che lei si sarebbe salvata. Lei aveva vinto ancora.
Non l’avrebbe uccisa. Si sarebbe ucciso da solo. Forse lei non era solo una puttana.
Probabilmente era anche una creatura che aveva bisogno di amare e di essere amata.
Decise di non ammazzarla. Nico sospirò e si rivolse a lei senza guardarla negli occhi.
Fammi pensare da solo … vai a casa … forse verrò … e forse sparirò per sempre dalla tua vita.
Lei alzò le sopracciglia.
Si alzò dalla panchina. Gli sorrise.
-Ti aspetto.
Nico si sentì gli occhi addosso.
Il suo cuore fece un salto.
Giovanna si voltò.
Fece un passo per andare via. Ci ripensò.
Si girò di nuovo. S’inchinò. Gli diede un bacio sulle labbra.
Gli fece una carezza e se ne andò.
Nico, vedendo come muoveva il sedere, le sorrise dietro.
Era contento.
Quel giorno aveva salvato una vita. Ed era abbastanza.
N
on poteva certo salvarne due. Non poteva salvare anche la sua vita.
Sarebbe stata … “Troppa grazia Sant’Antonio”.
Ora lui poteva morire tranquillo.
Nico non credeva nell’aldilà.
Però  non escludeva che qualche cosa di lui sarebbe rimasto su questa terra.
Sperava che fosse l’amore per Nico junior. Si ricordò quando suo figlio era nato.
Quando l’aveva visto per la prima volta. Si ricordò il suo sorriso. A un tratto una lacrima gli spuntò dall’occhio sinistro.
Gli rigò il volto.
Gli andò sulle labbra. L’assaggiò. Sembrava di sale.
Impugnò la pistola.
Gli tremavano le mani.
Non aveva paura, era solo ansioso di fare presto, prima di ripensarci.
Era difficile scegliere di morire invece di correre a fare l’amore con la donna che amava.
Il suo cuore gli suggeriva di lasciar stare e di andare a scopare Giovanna.
Lui non voleva dargli ascolto.
E non gli diede retta.
Questa volta voleva fare di testa sua. Si puntò la pistola nella tempia.
Sorrise.

Voleva morire sorridendo.

.

(continua)

 

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