TEMPIQUIETI- Vittoria Ravagli- Intervista ad Alba Piolanti su “Bologna a modo nostro”.

giorgio migliari

portci secondo.

BOLOGNA A MODO NOSTRO – trame, percorsi, emozioni a cura di: Maria Beatrice Masella e Alba Piolanti  – Biblioteca di  ScriviconloScrittore * – 2012

 Le Autrici: Alessandra Bartucca, Roberta Brintazzoli, Silvia Brizio, Teresa Buzzi, Enrica Cameruccio, Paola Elia Cimatti, Alessandra Della Fonte, Leila Falà, Paola Fasano, Alessandra Galeotti, Serenella Gatti Linares, Nicoletta Maldini, Maria Elisabetta Mancini, Cristina Orlandi, Graziella Pagani, Maria Paoloni, Lorena Scagliarini, Roberta Zioni.

 Intervista ad Alba Piolanti   di Vittoria Ravagli

 V – Questo libro mi è piaciuto in modo particolare per molti motivi e tutti importanti:

si racconta la città di Bologna ed a farlo sono donne che la città la vivono da tempo: ci sono nate o l’hanno scelta.  Così non si parla solo di monumenti ma tutto è illuminato da emozioni, ricordi, convinzioni, storie personali, e immagini bellissime. Un libro autoprodotto – altra cosa importante – che sa di solido, con una scrittura chiara e ben leggibile, nitido, un invito a leggere, a lasciarsi portare per mano da queste donne dalle scritture diverse  e piacevolissime.

 Alba come è nata questa idea?

 A – Questa l’idea originaria da cui il libro nasce. Guardare la città con occhi nuovi, portando con sé il proprio vissuto, i sentimenti e le emozioni che hanno accompagnato la nostra vita di donne  a Bologna. Non certo una nuova guida, ma un abbraccio ai luoghi che l’animo femminile attraversa ricevendone sensazioni e stimoli che, insieme ad altre esperienze, fanno crescere e creano l’identità dell’essere donna. Ripercorrendo momenti felici o drammatici, scoprendo angoli e storie con una consapevolezza nuova che viene dalla partecipazione diretta o indiretta agli eventi della vita cittadina: una rinascita individuale e collettiva, una condivisione di idee e di emozioni che ci fanno sentire meno sole e ci accompagnano nel quotidiano verso il futuro. E’ un modo per riappropriarsi degli spazi della città, di riprendere confidenza con quei luoghi in cui abbiamo vissuto  passaggi importanti, nelle diverse età del vivere. E’ anche un modo per far circolare le proprie esperienze, trovando connessioni e coincidenze fra loro, fra il privato e il pubblico, fra il pensare e l’agire. Ma tra un luogo vissuto e raccontato c’è di mezzo la riflessione su di sé, sul proprio cammino, sulla maturazione del pensiero individuale e collettivo, sulla crescita. C’è di mezzo la scrittura.

 V – Vi siete rifatte a qualche esperienza del genere nell’organizzare, Beatrice e tu, questo interessante lavoro?

 A – Lo spunto per la forma di laboratorio ci è venuta dall’esperienza della Casa delle donne di Trieste dove Gabriella Musetti ** ha guidato per un  anno, con due incontri settimanali, un gruppo frequentato da donne diverse per età, interessi e professioni, e che ha prodotto il volume Guida sentimentale di Trieste, Arbor Librorum Edizioni, Trieste, 2011.

Maria Beatrice Masella ed io avevamo da anni condiviso esperienze di teatro e scrittura, nonché un felice sodalizio in occasione delle rispettive pubblicazioni, per cui è stato quasi naturale misurarci con questa forma collettiva di narrazione. La Libreria Trame di Bologna ci ha accolto per i nostri incontri serali, ha pubblicizzato l’iniziativa raccogliendo  fin da subito un numero di adesioni che superava il limite di venti che ci eravamo poste, per cui ci siamo viste costrette a dover escludere alcune amiche col criterio della data di iscrizione.

 V – E’ stata una vostra  scelta l’aver coinvolto solo donne?

 A – La partecipazione è stata esclusivamente femminile anche se due  giovani uomini erano presenti al primo appuntamento, pur sapendo già di non poter seguire il laboratorio per motivi di lavoro.

Le partecipanti erano accomunate dal piacere della scrittura: alcune avevano già pubblicato dei testi, altre erano curiose e desiderose di misurarsi con questa arte le cui prove tenevano chiuse nel cassetto o soltanto nel loro cuore, come si legge nelle note biografiche.

Il percorso è stato così strutturato: un incontro al mese  di due ore- dalle 20,45 alle 22,45- per un totale di otto incontri da ottobre 2011 a maggio 2012, con gli interventi esterni di Gabriella Musetti che ci ha raccontato l’esperienza delle donne triestine, e di Francesca Ciampi, a proposito del suo “La casalunga di Corticella”, Ed. Perdisa.

V – Come avete organizzato il lavoro di coordinamento e raccolta?

A -Una volta presentati gli obiettivi e il progetto in generale, abbiamo ritenuto opportuno non influenzare il lavoro  con indicazioni specifiche riguardo gli argomenti, volendo con questo privilegiare il sentire di ciascuna, il modo di vivere e leggere la realtà, le emozioni e le scelte.

Siamo rimaste in attesa limitandoci ad offrire spunti di diverso genere, accogliendo  tutti i testi che i mezzi informatici ci permettevano di ricevere mensilmente, finché perplessità, riflessione, consapevolezza  e maturazione si sono fatte percorso del pensiero e del progetto comune.

Un canto fatto di voci diverse in cui ogni donna ha raccontato se stessa, in relazione col gruppo  e con i luoghi che ha ri-attraversato.

 Sono ricordi intimi forse mai esplicitati, sentimenti ora emersi dal buio del tempo, desideri e sogni sepolti che hanno visto la luce, personaggi e scorci oggi illuminati dalla parola, e tanto altro. I mondi delle donne a Bologna.

V – Avete  pubblicato tutto il materiale prodotto?

A – Terminato il lavoro collettivo, è iniziata per noi la revisione dei singoli racconti, e la loro collocazione nei capitoli, a seconda del tema dominante. Cento storie racchiuse in cinque capitoli: Battiti, Passi, Sguardi, Luci e ombre, Segreti, corredate da fotografie della città che ci hanno regalato le due giovani Beatrice  e Isabella Bignardi.

Il lavoro di impaginazione è stato gentilmente realizzato dall’amico Ettore Bianciardi che ci ha accompagnato nella pubblicazione  del volume, che ha visto la luce nel dicembre 2012.

V – Ho apprezzato particolarmente le fotografie, a partire da quella in copertina: il “gatto in movimento” . Quale rapporto con le due sorelle Bignardi?

A – Le giovani fotografe sono figlie di un’Autrice del gruppo, che ha fatto da tramite fra la scrittura e gli scatti delle ragazze.

Ci piace sottolineare la foto di copertina che vede il gatto in movimento, mentre quella che la precede ci mostra il gatto fermo: una chiara metafora del nostro percorso.

V – Scrivono tra l’altro nella loro presentazione Maria Beatrice Masella ed Alba Piolanti:

” Bologna in questo libro è l’abbraccio fra le donne e la città, lo scambio di doni reciproci, l’intreccio di vite private e pubbliche, di storie personali e storia cittadina. Non solo:le parole di questa guida sono le emozioni, i passi, gli sguardi, le luci e le ombre che la città regala a chi sa guardare, ascoltare, sentire.”

Per me, che sono nata a Bologna, dove ho vissuto per 24 anni, dove sono poi ritornata  per una breve parentesi lavorativa proprio nel centro, questa lettura è stata un tuffo nei ricordi, un piacere ritrovato.

Propongo  ai lettori di Cartesensibili alcuni brani, ma questo è un libro tutto da leggere: ci sono passi illuminanti in cui politica, problemi sociali, rimpianto e amore per i luoghi vissuti e amati, arricchiscono le informazioni pur importanti e accurate su Bologna e i suoi monumenti, librerie, biblioteche…

 Potrà essere acquistato presso le Librerie di Bologna:  Trame, Irnerio, delle donne, e dal giornalaio/libraio di via del Pratello.

.

giorgio migliari

.

SCRITTI DONNE

Da “Trame di un percorso” di Maria Elisabetta Mancini – pagg.10/11
In cerchio in una stanza, di sera,
mille volumi a fare compagnia ad una schiera
di donne sconosciute.
Comune fine comporre questa guida, sentimentale
per chi l’ha pensata.
Occhi curiosi, accorti o un po’ smarriti
truccati, lindi o dietro a delle lenti
mandano sguardi in cerca di un’intesa
femminea e forte,
pronta a germogliare.
Partenza…….

….

Fuori la luce tarda a congedarsi,
dentro la stanza invece è la padrona:
guida le menti, traccia nuove vie,
dal coro finalmente condivise.
Ieri timori, ansie e irrequietezza
oggi profonda complicità, armonia.
Fine del tempo di quest’avventura:
bilancio positivo…….

*

da “Un’ansa segreta nella città: la Cirenaica” di Leila Falà – pagg. 44/45

……Un’ansa segreta nella città al riparo dal trambusto cittadino. La Cirenaica sembra finta. Entrarvi è come varcare una porta e penetrare nel cuore di un’umanità popolare e vera. E’ che questa zona, delimitata da ponti sulla ferrovia, non ha un collegamento diretto con il centro della città. Non collega qualcosa a qualcosa d’altro. Forse per questo la Cirenaica è salva: un giardino senza caos. Alti alberi e rumori attutiti……La Cirenaica è una rete di viali silenziosi con alberi alti oltre i 10 metri, piccole case di primo novecento con giardino, palazzi garbati arancio e giallo di tre, quattro piani: erano le case per gli operai di fine ‘800. Ora sono case popolari….. Segreto nel segreto è il museo all’aria aperta: al civico 32 si apre un giardinetto con un percorso museale all’aperto con resti villanoviani preziosissimi……

*

da “Bologna, città nascosta” di Alessandra Bartucca – pagg. 46/49

Bologna, città dell’Anima, Bologna, città degli ultimi, dei senzatetto, delle storie magiche e degli incontri inaspettati, Bologna, città delle Donne che si affacciano faticosamente alla Vita e che in essa ne scoprono il senso, Bologna, città dei matti che vagano, senza importunare, per le vie del centro, Bologna, città di chi sceglie vie alternative alla conoscenza, Bologna, città degli artisti di strada e dei saltimbanco…. Vivere questa città, curioso viaggiatore, non è mai solo un ripercorrere vie di un passato denso e carico di storia.

E’ molto di più….
Ti rivelo un segreto, viaggiatore ormai caro…
Non fermarti alle apparenze.
Bologna è molto di più di ciò che vuol fare credere…

*

da “Chiesa evangelica metodista-valdese” di Paola Elia Cimatti – pagg. 106/107

In una Guida come questa non può mancare un riferimento alla Chiesa valdese-metodista. Si trova in Via Venezian, a due passi da piazza Maggiore, in un edificio ottocentesco…..La Chiesa valdese-metodista non discrimina le donne neppure nell’esercizio dei ministeri più alti ed è accogliente con i gay: in estate organizza incontri per donne a cui partecipano singole e gruppi senza appartenenze religiose, fra cui la libreria delle donne di Bologna. Ha una struttura democratica e partecipativa in cui tutte le decisioni vengono sottoposte a discussione comunitaria e il bilancio è reso pubblico. Sostiene con determinazione le battaglie per la laicità, la non ingerenza della chiesa cattolica nella legislazione italiana, i diritti civili, il riconoscimento delle famiglie di fatto e il testamento biologico…..

.

giorgio migliari

.

da “Il salotto di pietra” di Maria Paoloni – pagg. 117/118

A fine giugno 2006 lo scultore Pinuccio Sciola ha donato alla città di Bologna un salotto davvero speciale, in trachite, roccia arcaica della Sardegna. Una scultura, dentro il cortile di Palazzo d’Accursio, di pietre nude e grigie, senza alcun tentativo di abbellimento, commoventi nella loro essenzialità. Tre divani a due posti, una poltrona e un tavolino basso……..

Sembra una scultura fredda, quel salotto, che non possa attirare più di uno sguardo veloce. Invece tanti usano abbondantemente quei divani per far chiacchiere, per riposare, per leggere e i novelli sposi, che scendono dalla Sala Rossa emozionati e un po’ storditi, si polleggiano mollemente sulla dura pietra per un tot di scatti, prima di uscire/entrare in piazza……

*

da “Bologna e il Teatro” di Serenella Gatti Linares – pagg. 184/186

Forte e importante è il rapporto fra Bologna e il Teatro….Inizio parlando di uno conosciuto, ma non abbastanza, secondo me, in rapporto allo straordinario interesse che riveste: il Teatrino inaugurato nel 1763 di Villa Aldrovandi Mazzacurati, in Via Toscana 19…..il Teatrino si presenta come struttura autonoma e completa di tutti gli elementi teatrali. La sala è rettangolare, circondata da due ordini di balconate. Fungono da sostegno ventiquattro eleganti cariatidi e telamoni in gesso, ognuno diverso dall’altro, con la parte inferiore a forma di tritone. Le pitture presentano figure floreali e mitologiche. Sembra di vedere nel breve palcoscenico muoversi gli attori goldoniani…..L’acustica è una delle migliori d’Europa. Ricordo che ci andavo con mia madre, tutta contenta di ascoltare l’opera lirica…..

*

da “Càpita” di Paola Fasano – pag. 190

Una seccatura al lavoro, una frase storta di lui, un momento di allegria. Càpita.
Allora si sente la voglia di chiacchierare con un’amica all’osteria del Sole, in vicolo Ranocchi 1, una stradina stretta nel dedalo del mercato, a due passi da piazza Maggiore.
L’insegna dice: “Vino”. Entri e ne senti in gola l’odore umido. C’è solo quello, niente altro: un calice, due euro. Te lo versano sul bancone in legno marrone finché non deborda. Ti scegli un posto a caso tra i tavoli lunghi come ei refettori, su sedie di legno spaiate, magari con un buco tappato da nastro adesivo. Chi è di casa si porta dietro la focaccia fresca del fornaio vicino per non sbronzarsi subito…..

*

da “Un nuovo arrivo” di Maria Elisabetta Mancini – pagg. 238/239
Fresco di stampa, la copertina lucida…ora è sotto gli occhi della proprietaria di una libreria, non grande ma ben fornita….
…il campanello segnala l’ingresso del primo cliente della giornata: Nicoletta alza lo sguardo e sorride.”Ciao Claudia, come va? Posso consigliarti qualcosa di speciale?” Mentre le tende il libro, traspare dalla sua voce tutta la passione che mette in questo lavoro che svolge da tempo.
“E’ una guida sentimentale. Bologna vista attraverso gli occhi, ma soprattutto l’anima di un gruppo di donne unite quasi per caso in questo progetto. Ci trovi ricordi, sensazioni, profumi e sapori della nostra città. Non male. Allora, pacchetto regalo?”.

 .

* è la collana che raccoglie i libri autopubblicati dagli Autori selezionati nel concorso Scriviconloscrittore, indetto da Ettore Bianciardi. La vendita dei  volumi pubblicati viene gestita dagli/lle Autori/trici o, in questo caso, dalla Libreria Trame che  ne ha richiesto la pubblicazione

** Gabriella  Musettihttp://festivalitineranteinternazionalepoesia.wordpress.com/i-poeti/gabriella-musetti/

http://rebstein.wordpress.com/category/gabriella-musetti/

BOLOGNA A MODO NOSTRO – trame, percorsi, emozioni a cura di: Maria Beatrice Masella e Alba Piolanti  – Biblioteca di  ScriviconloScrittore * – 2012

 Le Autrici: Alessandra Bartucca, Roberta Brintazzoli, Silvia Brizio, Teresa Buzzi, Enrica Cameruccio, Paola Elia Cimatti, Alessandra Della Fonte, Leila Falà, Paola Fasano, Alessandra Galeotti, Serenella Gatti Linares, Nicoletta Maldini, Maria Elisabetta Mancini, Cristina Orlandi, Graziella Pagani, Maria Paoloni, Lorena Scagliarini, Roberta Zioni.

*

LINK DI RIFERIMENTO:

5 Comments

  1. le interviste di Vittoria non sono mai una celebrazione né dell’autore né del testo che si trova a avolte presentare, ma un lavoro che va a fondo e partecipa con vivo interesse e attenzione a quelli che sono i passaggi chiave di un percorso facendolo proprio e indicandolo ai lettori, perché anch’essi continui su tali tracce il proprio esame critico. Per questo sono sempre molto grata a Vittoria per il lavoro estremamente preciso che svolge all’interno delle cartesensibili
    f.f.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.