Davide Zizza : riflessioni a proposito di Josè Saramago e l’imprescindibile denuncia della poesia

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Sostiene José Saramago. O dell’imprescindibile denuncia della poesia

“Meu coração não se cansa de ter esperança”
Caetano Veloso

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Prendo il libro di poesie di Saramago, vado alla quarta di copertina, leggo la biografia e trovo “José Saramago (Azinhaga, 1922)”. Non c’è la data di morte. Mi restituisce una piacevole impressione prendere un libro e leggere solo la data di nascita, sotto alcuni aspetti riporta indietro nel tempo, alla vita dell’autore. L’edizione si è fermata alla sua epoca prima che venisse a mancare; l’autore pertanto è da ritenersi vivo.
Autore dai versi allegorici e duri simili alla pietra, i suoi testi rappresentano una rivolta verso la ferocia “dell’uomo verso l’uomo”. Voce che chiama dal silenzio. Ascoltare le poesie samarghiane poiché la lettura è ascolto mi rievocano certe melodie del fado, una profonda malinconia fatta di sentimenti crepuscolari e tenaci. Tuttavia se dovessi ritrovare una consonanza con un autore o un genere musicale portoghese senza dubbio li accosterei a Caetano Veloso per quelle rarefazioni estive che sfumano in un colore popolare e intimo.
Saramago è un poeta triste, ma perseverante, non si abbandona al malessere e in cerca di sossego medita sul suo tempo. Lucido, disincantato, a tratti crudo (“Al popolo la musica che merita” dice nel Salmo 136), la sua è speranza della scrittura finalizzata al riscatto, non grido disperato, bensì voce critica sulla superficialità dei tempi moderni e sulla perdita di valori.
Il suo stile si configura nell’allegoria e nella denuncia, non a caso intitolò la sua prima raccolta Le poesie possibili, fornendo così un indizio di una dittatura, quella di Salazar, che imbavagliava scrittori e poeti al cospetto di un ignominioso fascismo per cui “Qui, sulla Terra, la fame perdura”. E qui conviene ricordare un dato comune, in quanto sia Veloso che Saramago subirono la persecuzione dell’epoca, e persino il fado incontrò la censura dittatoriale.
Il suo percorso creativo è teso a recuperare un significato mitico e originario: comunicare la bellezza e la saggia semplicità dei giorni (“L’uomo più saggio che io abbia conosciuto non sapeva né leggere né scrivere. […] Talvolta, nelle calde notti d’estate, dopo cena, mio nonno mi diceva: “José, stanotte dormiamo tutti e due sotto il fico” […]. In piena pace notturna, tra gli alti rami dell’albero, mi appariva una stella, e poi, lentamente, si nascondeva dietro una foglia, e, guardando da un’altra parte, come un fiume che scorre in silenzio nel cielo concavo, sorgeva il chiarore opalescente della Via Lattea. E mentre il sonno tardava ad arrivare, la notte si popolava delle storie e dei casi che mio nonno raccontava: leggende, apparizioni, spaventi, episodi singolari, morti antiche, zuffe di bastoni e pietre, parole di antenati, un instancabile brusio di memorie che mi teneva sveglio e al contempo mi cullava”).
Il lavoro di scavo parte da un esercizio essenziale che elimina i barocchismi per trovarvi la nudità, la durezza e il profumo salino della pietra del mare.
In una poesia (Fantascienza II) sembra persino esservi una rievocazione montaliana per cui “i cocci aguzzi di bottiglia/che ricoprono i muri,/quando ci corriamo sopra,/ci riducono a brandelli.” Ma la vita non è vuota di senso, “dev’esserci un colore da scoprire […] una chiave per aprire […] un’isola più a sud”; anche laddove troviamo “poesia secca” o poesia “detta a bocca chiusa”, il poeta “non può morire senza dire tutto” e pertanto le parole si adoperano per divenire “ponti che abbracciano distanze” e possano far ritrovare la direzione di una ritualità quotidiana e piena (“Sorseggia il vino, mangia il pane, […] porta rose alla fronte, copri gli occhi,/hai imparato il rituale e sai già tutto”).
Nel suo tentativo di scendere “fino al midollo”, il suo scopo è “centrare con cura la semente” come quando si coltiva un terreno e bisogna saper piantare bene il seme che darà frutto.

Davide Zizza

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Da Poesie, Josè Saramago.

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RIFERIMENTO IN RETE: http://niederngasse.it/rubriche/recensioni/sostiene-jos%C3%A9-saramago-o-dell%E2%80%99imprescindibile-denuncia-della-poesia

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 Josè Saramago, Poesie – Einaudi 2002

6 Comments

  1. Grazie a tramedipensieri per la lettura del post e a fernirosso per averlo proposto.
    Con riconoscenza.
    Davide

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