Dentro l’asterisco del tempo tutta la polvere e le impronte delle cose, del giorno, di noi – Fernanda Ferraresso su INTANTO IL TEMPO

doll’s house
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doll's house
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La poesia?  Parte dalle cose, non è resto o risulta, semmai noi siamo la risultante.
Così nei testi di INTANTO IL TEMPO, di Mia Lecomte, si va per portare alla luce ciò che sta dentro, sotto, una terra che non permette, senza scavo, di vedere il senso, di vedere tutto, dell’intero o del dettaglio.  La parola è un mise en abyme, un labirintico gioco di luci e riflessi di enjambements in cui il mondo ci galoppa dentro attraverso gli oggetti, at-tra-versando in noi una via materica e viva in cui possiamo sfiorare il senso  nascosto del reale e, contemporaneamente, l’estraneità a cui siamo sottoposti risultando noi non soggetti ma il prodotto di un continuo consumo, i consumati, coloro che la vita supera in un salto lunghissimo, lungo le cose di cui sembra comporsi, in un archeologico parco di cui siamo gli oggetti de-calco-mania e giocattolo.
Mia riesce a dare voce agli oggetti, alle cose di ogni giorno. Riesce, attraverso quadri della quotidianità, a far parlare animali domestici e  fantastici, quelli delle fiabe, delle filastrocche o delle  ninna-nanne. Sembra che non faccia altro se non immergersi, completamente, nel mondo della materia e dell’infanzia guardando i corpi in una nudità magica perché parlante. E niente sfugge al suo occhio che vede, alla sua mano che afferra e mette in luce, nemmeno le cose di poco conto, che spesso s’intrufolano nei luoghi più dimessi delle nostre case. Quell’oggetto vive per essere stato visto, per aver avuto la sua cornice dentro una scrittura poetica che costruisce memoria a ciò che invece resta riposto, discosto, ma non potrà essere dimenticato perché anch’esso contiene le parole che formano, formulano il nostro mondo e il nostro modo di vivere il mondo. Costruendone relazioni, allacciando noi  tra loro, le misuriamo e si delinea in ciascuno lo spazio della nostra individuale e collettiva esistenza. Mia Lecomte guarda questa materia organica che si è organizzata dentro le nostre vite e  di cui la stessa vita è parte, come se la durezza e l’indecifrabilità degli oggetti, tutti gli oggetti,anche i più insignificanti, potesse racchiudere la ragione per esistere, per cui esistere e  solo la poesia dimostra di essere capace di scavarne la sostanza.  Nella casa, negli oggetti che la rendono tale, che la rendono gesto e azione e la rappresentano, attraverso scorci da altri percorsi di scrittura si spacca come in una assonometria oggettiva Casa di bambola e l’autrice  attraversa  i piani, gli spazi, le stanze, ne crea la luminosità adatta per osservare quanto si sviluppa: «Sezione della casa./ Frontale. Mezza in ombra./…Tutti i passi dei figli, a migliaia. Dei gattiprimo piano comincia il dolore./ Lei è tutta sul letto, decomposta./ Lui la aspetta nella vasca da bagno./» Dove sta lei e lui sta l’autrice,  indaga, nelle zone di confine, nella minuta che dice la materia e l’umano, tutti catalogabili in Ikea-manuali di montaggio, con vite di serraggio e viti che semplificano l’unione tra cose che sembrano apparentemente distanti, differenti, indifferenti a ciò che noi siamo con loro.
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fernanda ferraresso

doll’s house

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Da INTANTO IL TEMPO, di Mia Lecomte

Casa di bambola

Sezione della casa.
Frontale.mezza in ombra.
Il terzo piano è soffitta.
Rotola una palla,costante, e la polvere è viola.
Il secondo piano si flette.
Tutti i passi dei figli, a migliaia. dei gatto.
Si flette.
Al primo piano comincia il dolore.
lei è tutta sul letto, decomposta.
Lui la aspetta nella vasca da bagno.Al piano terra è cominciato da giorni.
Lei ora è in cucina. Ha già pianto e si affretta.
Lui l’ha seguita con le sue lenti tabacco.
Fuori un groviglio di spade. Il prato col box.
C’era il nome.
la sezione non mostra le scale.
Si passa da dietro, tra i piani.
I figli lo sanno tutti in fila.
In salotto lei ha perso l’età.
Lui la ragione.
Scricchiola un osso qualunque, un molare.
la polvere si è fatta celeste e riflette.
Non si aspettano strade.

*
METEMPSICOSICon la barca
qua e là dal fiume
il lupo la pecora il cavlo
tra due sponde
per salvare la specie
nemiche fosse solo per famevoga voga
lascia l’uno
voga voga
riporta quell’altra
voga vogaa ogni sbarco
l’utopia di un sistema
per contingenze
condannate dal genere
*
MEMORANDUM
Tenere i fiori sempre fuori dalle stanze
non si arrendono
specialmente la nottecon la logica per cui Caterina aveva voluto
gatti a guardia dell’Hermitageche hanno un’anima frusta i calzini
spaiati non trovano pace
azzoppano metempsicosi
una vita lunare e l’altra
ad ammorbidirsi per nienteinsaguinare stretto il giustacuorebambino moldavo e cinese
grati al linguaggio cifrato
del matematico del rinascimentodi sillabare il tuo jodel
lasciato alle difficoltà
il cucchiaio nella minestra di legnola puntina coesa al vinile
qualcosa di impreciso che si ammala.

ikea- living room
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Letti armadi librerie divani
Mensole sedie scrivanie
Lampade stoffe cuscini
Pentole tende tappeti
Piatti vasi bicchieri
Giochi posate
Viti bulloni
Automatici
Chiodi
Istruzioni
Non trovi cosa resterà di te
Dopo tutto questo vivere
Cosa resterà da vivere

*

MUSICAL CHAIRS

perché si è figlia e moglie
Sono attualmente due
gli uomini che mi competono
se l’uno è passibile di morte l’altro
mi sputa nell’angolo tra due pagine
ruga dopo ruga
mi ricorda l’uno ma lo pettinavo
ero una voce in ascolto traducevo
mi appartiene l’altro come la pulce
al cane sbagliato cerca affanno va
sputando sul resto che batsa di me
corpo a corpo che l’uno ha
lasciato sperduto indeciso per
l’altro che ha bisogno di offendere
persino con lo sguardo gentile

**

Relativamente all’autrice-

Mia Lecomte è nata nel 1966 e attualmente vive a Roma. Poeta, autrice per l’infanzia e di teatro, tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano: le raccolte poetiche Litania del perduto/Litany of the lost (edizioni Canopo 2002, testo bilingue italiano/inglese, con le incisioni dell’artista canadese Erica Shuttleworth), Autobiografie non vissute (Manni 2004) e Terra di risulta (La Vita Felice 2009), e i libri per bambini Come un pesce nel diluvio (Sinnos 2008) e L’Altracittà (Sinnos 2010, segnalazione di merito Premio Fondazione C. R. di Cento 2010). È in corso di pubblicazione presso l’editore canadese Guernica Editions la sua raccolta antologica For the Maintenance of Landscape. Membro onorario per l’Italia, con Milo De Angelis e Gabriela Fantato, dell’Associazione francese “Confluences poétiques”, le sue poesie sono state pubblicate all’estero e in Italia in riviste e raccolte antologiche tra cui Confluences poétiques (n.2 – n.3, Mercure de France 2007-2008) e Italian poets in translation (John Cabot – Un.of Delaware 2008). È ideatrice e membro della Compagnia Internazionale delle poete, un gruppo teatrale composto da poete straniere e italo straniere, che mette in scena spettacoli incentrati sulla contaminazione poetica di lingue/culture e linguaggi artistici diversi (http://www.compagniadellapoete.com/). Traduttrice dal francese, è curatrice tra le altre della raccolta poetica La casa del respiro del poeta cileno francofono Luis Mizon (La Vita Felice 2008). Svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica, e in particolare della letteratura della migrazione: è curatrice dell’antologia Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Le Lettere 2006) e con Luigi Bonaffini di A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy (Legas 2011), e tiene numerose conferenze sull’argomento in Italia e all’estero. È redattrice del semestrale di poesia comparata «Semicerchio» e di alcune riviste letterarie online. Collabora all’edizione italiana de «Le Monde Diplomatique».

Mia Lecomte, Intanto il tempo – La Vita Felice.

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