DEDALABIRINTI…non dadatoys…mi- Fernanda Ferraresso

hiroyasu sakaguchi

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Mi riferisco alla House T progettata e realizzata da Hiroyuki Shinozaki Architects, che in queste immagini offre una buona identificazione del metodo e della resa progettuale.
Nelle immagini infatti,  a cura di  Hiroyasu Sakaguchi, ciò che si propone è una residenza atelier proprio nel centro di Tokio, pensata per una coppia di giovani. E già questo è indicativo perché qui dentro, tra rampe prive di appoggi e senza altri riferimenti, che non siano i vuoti atti al passaggio, la vertigine è l’elemento con cui si gioca fino ad una certa età poi, invece, è gioco forza precipitare. Ma mi immagino anche cosa significherebbe l’arrivo di bambini, in un luogo come questo, in cui i pavimenti, che funzionano come grandi  piani di scaffalature  si trovano a diverso livello, in accessi strutturati come vani finestra che consentono appunto il passaggio e lo spostamento, oltre a fornire luce da poche prese verso l’esterno. L’arredamento è a pavimento sia per il soggiorno, che la sala da pranzo, la cucina è arredata con il mimo indispensabile come anche la camera da letto, secondo la tradizione giapponese. I piani sono collegati  da colonne che secondo un posizionamento che le definisce come nodi  del sistema tridimensionale del volume  intersecano ad ogni spigolo delle finestre, di cui ho detto, il piano dei solai creando un insieme labirintico escheriano in cui i riferimenti cardinali del volume sembrano dare un minimo di indicazione al dedalo. Un gioco di composizione spaziale all’interno del massiccio volume della scatola che delinea senza delimitarlo appieno ogni diversa attività della vita quotidiana che viene a svolgersi ad ogni piano ed è sempre visibile poichè gli spazi , pur disegnati da pilastri e vano-finestra- soglia ne mantengono aperta la visuale. Una lezione strutturale che ben riprende, enfatizzando la spartanità e la spogliazione degli arredi, le soluzioni architettoniche di Tadao Ando.
L’illuminazione artificiale è risolta con sospensioni che pendono dal piano superiore delle  varie finestre fino ai piani da servire ciascuno offrendo una illuminazione che assomiglia ad un palco galleggiante in cui la vita è la storia che si espone e gli oggetti degli arredi la scena della piccola residenza. Si ricorda che la superficie disponibile supera di poco i 70 mq e che l’area costruita è poco più di 37 mq, mentre le area delle pavimentazioni e dei solai sono in totale circa 76 mq. In questo modo i costi restano contenuti e lo spazio praticamente moltissimo dati i vuoti su cui tutto si muove. L’unico problema è, come dicevo in apertura,  la fruibilità da parte degli inquilini che, con il tempo, possono variare composizione del nucleo ed età e, magari, non riescono più a giocare dentro questi dedali-architectural toys.
A 70, 80 anni o addirittura oltre, ama anche a 60, si è anocra abbastanza agili per muoversi qui dentro o…basta un lieve cedimento e …meglio sarebbe ci fosse almeno una rete, salvavita s’intende.

fernanda ferraresso
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Riferimento in rete
http://europaconcorsi.com/projects/221943-House-T

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