Groundunderthirty- Veevera:STREET ART! I LOVE IT!… BUT…Ma non è solo quel che si dice

Devo dire che la passione mi è nata per caso, seguendo quasi come una randagia le immagini che trovavo per strada e poi, seguendo delle persone che, forse come me, a loro volta seguivano altri peregrinando e raggiungendo i luoghi di raduno in cui eseguivano questi lavori, spesso anche molto complicati, non  una spruzzatina di spray o una composizione di lettere come capita di vedere sui muri di molte città. Questi sono elaborati  spesso complessi a cui servono più giorni e più persone per essere realizzati. Oppure sono rapidi come esecuzione ma lunghi come preparazione. Non sono moltissimi i buoni lavori ma questi che vi propongo passano per i migliori a livello internazionale. Mi riferisco a Banksy e al duo Sten- Lex, o a Lucamaleonte, entrambi questi ultimi, italiani. Molte le opere eseguite e  sparse fuori dai confini nazionali. Le si ritrova sui muri di numerose città americane o in interni d’Europa. Ecco alcuni dei loro lavori.

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Sten Lex-Atalanta

Sten Lex- Polonia

Sten Lex- Baltimora

Sten Lex- Roma

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La realizzazione di una di queste opere la si  vede in  questo video, e si comprende così che non è propriamente tutto semplice quello che poi sembra quasi un gioco.

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Sten Lex  -Parigi


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Altro discorso invece per Lucamaleonte, in cui l’impronta riporta all’arte  tradizionale e questo, quasi certamente è legato alla sua formazione. Lucamaleonte nasce nel 1983 a Roma, città dove vive e lavora. Laureato all’Istituto Centrale per il Restauro della capitale, l’artista ha realizzato i suoi primi lavori sui muri di Roma intorno al 2001. L’inizio è stato con poster e adesivi, ma in breve tempo la sua attenzione si è spostata sulle opere su tela.

Lucamaleonte

lucamaleonte

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La tensione costante al perfezionamento della tecnica dello stencil ha fatto di Lucamaleonte un artista dallo stile inconfondibile: è tra i pochi al mondo a utilizzare mascherine e vernice per realizzare stencil multilivello molto elaborati e caratterizzati da una sovrapposizione di numerosi strati di colore. Oltre cinquanta mostre tra personali e collettive dal 2004 ad oggi per l’artista romano: dal Cans Festival a Londra promosso dal guru della street art internazionale Tristan Manco, all’imponente street art group show Scala Mercalli all’Auditorium di Roma, all’esposizione itinerante Twenty Street Artists commissioned by Green Day negli States. Lucamaleonte è stato invitato a esporre in tutto il mondo, da Milano a Melbourne e Adelaide, passando per Berlino, Parigi, e New York. Con il collettivo francese Stencil History X, l’artista ha esposto nelle principali capitali europee, da Londra a Barcellona. Non solo artista, ma anche promotore della street art internazionale, insieme agli artisti Sten e Lex ha ideato e curato le tre edizioni del festival International Poster Art a Roma. Nel 2010 e nel 2011 è stato chiamato con gli Orticanoodles a tenere due workshop al MART di Trento e Rovereto. Recentemente è stato chiamato dall’ambasciata ItaloBrasiliana per il progetto Mural Italia-Brasil, per il quale ha realizzato diversi interventi murali a Salvador in Brasile (2012). Grande successo ha avuto la mostra che la Casa dell’Architettura di Roma gli ha dedicato nel Marzo del 2012.

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.Ognuno di loro ha caratteristiche proprie e assolutamente leggibili, c’è una traccia chiara del loro vedere e pensare la realtà, oltre che una restituzione  personale. Il gruppo Sten- Lex, ad esempio, è considerato come uno dei pionieri nell’uso dello stencil in Italia. All’incirca quando avevano trent’anni, hanno iniziato la loro carriera nella loro città, Roma, intorno al 2001, e rapidamente si sono costruiti una fama internazionale. Il loro lavoro consiste nell’eseguire ritratti di personaggi sconosciuti ripresi attraverso fotografe come anche ritratti di personaggi ripresi dalle copertine degli album degli anni ’60. La resa è senza dubbio incredibile, riesce a creare un impatto visivo del tutto particolare ed intenso. Chi ama il loro lavoro li segue, anzi li insegue, per godere dal vivo le loro opere, che sono interventi davvero molto estesi e in luoghi  all’aperto.

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Banksy

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Banksy,tra i più noti e (s) conosciuti artisti di strada, almeno fino a quando una rivista inglese, Mail on Sunday, lo ha beccato e messo in rete con le sue effettive credenziali,  è Robin Gunningham,  nato come  writer inglese, che per lungo tempo è riuscito a mantenere l’anonimato e a lavorare pressoché indisturbato con incursioni di vario tipo. Ha iniziato la sua carriera di artista alla fine degli anni ottanta nella crew “Bristol’s DryBreadZ”. Nel 1998 organizzò l’enorme raduno di Walls On Fire: un lungo weekend di eventi che richiamò artisti di street art da tutto il Regno Unito e anche dall’Europa. Dal 2000 si è dedicato  all’arte dello stencil dopo aver capito che  è indispensabile efficacia e rapidità nel realizzare un disegno nelle più diverse location.
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Gli stencil di Banksy sono caratterizzati da immagini singolari ed umoristiche, a volte accompagnate da slogan. Il messaggio di solito è contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa “cabina telefonica assassinata”. Per molto tempo è stato uno tra i più sfuggenti e irraggiungibili artisti, e in ogni caso Banksy, pseudonimo con cui si cela ed è conosciuto nella scena internazione della street art,  non ha mai sottoscritto l’identificazione del magazine sopra citato. Di nazionalità inglese, originario di Yate, vicino Bristol di lui non si sa molto e chi sa tace. Essendo un personaggio schivo, si ritrae dalla notorietà che tra l’altro gli frutterebbe  cospicui guadagni, date le quotazioni delle sue opere, riversando il suo talento nel produrre arte ma non nel  produrre la propria immagine, come invece ormai è diventata prassi in diversi ambiti: non solo quello artistico ma anche quello politico. Ciò che di lui si può dire con sicurezza riguarda l’inizio della carriera, nel collettivo “Bristol’s DryBreadz” (DBZ), anche se allora si firmava  con altro nome, anzi altre tag, come si dice in gergo: cioè Kato” e “Tes”.

Banksy


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Si fa conoscere invece, ad un livello più vasto organizzando un raduno nel 1998 di graffiti writing “Walls on Fire”. Questo evento portò In Gran Bretagna numerosi artisti sia dai diversi centri inglesi ma anche dal resto dell’Europa facendo registrare per Blansky l’inizio di un grosso cambiamento per la notorietà che ne ricevette. Dagli iniziali  graffiti writing passa per successive integrazioni e sostituzioni all’uso dello stencil, molto più veloce, pratico e incisivo, con larghe possibilità di utilizzo sia in esterni che in interni. Lavorare per strada o in luoghi in cui si rischia grosso, parlo dell’arresto addirittura, richiede velocità di esecuzione. Per quanto concerne  Banksy, la sua attività varia  con produzioni generalmente pittoriche ma anche con qualche intervento di scultura (si ricorda per esempio l’impatto che fece la sua cabina assassinata a Soho, a Londra) Irriverente e satirico, il suo umorismo dissacrante non mostra rispetto nei confronti del potere e dichiara le sue componenti essenziali con chiarezza: anti-capitalismo, pacifista, e contrario alle varie forme istituzionalizzate di controllo( polizia, esercito, politica). Le sue manipolazioni grafiche hanno come risultato una inversione per cui i conclamati centri e rappresentanti del potere vengono ridicolizzati e spodestati della loro carica sovvertendone il significato e ottenendo  invece un’opera in cui la potenza   dell’immagine è nel significato e nella semantica che viene innescando in chi guarda e legge il messaggio. Cercando immagini con cui mostrare la sua attività mi sono imbattuta in un articolo su di lui in cui si riportava una citazione dal manifesto di Banksy, che, a sua volta, riprende una citazione di Emo Philips, attore americano.
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Banksy

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When I was a kid I used to pray every night for a new bicycle. Then I realised God doesn’t work that way, so I stole one and prayed for forgiveness”- Emo Philips

“Quando ero un bambino pregavo ogni sera per avere una bicicletta nuova. Quando ho capito che con Dio non funzionava così, ne ho rubata una e ho pregato per essere perdonato”

Per quanto mi riguarda dico che tutto sta nel capire cosa significchi e quando si può parlare davvero di rubare! Che cosa ne pensate?

Veevera

la cabina assassinata

RIFERIMENTI IN RETE:

http://lucamaleonte.blogspot.it/

http://www.flickr.com/photos/lucamaleonte/

http://www.banksy.co.uk/

http://stenlex.net/

2 Comments

  1. Ringrazio per questo articolo e per l’abbondanza delle informazioni, oltre che dei video, fornite. Interessante la nuova produzione dei giovani e la macrodimensione a cui si mettono in gioco. f.f.

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